L’urlo di Stirpe che frena la tempesta (e indica una via al Paese)

La lettera con cui il presidente Maurizio Stirpe placa la delusione è un segnale. Non solo per tutto l'ambiente sportivo. Ma ad un Paese nel quale è il vice presidente degli industriali. Sono gli uomini con le spalle larghe ad assumersi le responsabilità. Senza cercare colpevoli. E costruire 'un cazzo di ponte' subito.

«Vi dico con franchezza che la responsabilità di questi insuccessi appartiene solo a me senza andare a cercare ulteriori ed inutili capri espiatori».

«Mia è stata l’impostazione della struttura manageriale e tecnica e mio è stato il programma di lavoro, compreso l’avallo di tutte le scelte di mercato effettuate, come, d’altronde, è sempre avvenuto in tutti questi 15 anni».

La barca è nel pieno della tempesta. Scossa dalle onde più grandi che si siano viste negli ultimi anni. Così alte da minacciare di spezzarla ai prossimi colpi. Il presidente del Frosinone Calcio Maurizio Stirpe placa la bufera: si assume ogni responsabilità.

Lo fa con una lettera aperta. (leggi qui sul sito ufficiale). Che gli sarà costato moltissimo scrivere: gli Idoli non amano le cose terrene. Ma l’unico che potesse bloccare i fulmini, i flutti inferociti, l’oceano di rabbia che agita i tifosi, era soltanto lui. Perché è lui ad avere costruito il loro Paradiso, partendo dalle macerie di un inferno che troppi hanno già dimenticato.

Lo ha edificato pietra su pietra, mettendo fine agli allenamenti sull’asfalto del parcheggio, ammorbati dalla puzza di pesce lasciata dalle bancarelle che c’erano state fino a poche ore prima.Nella storia non molto lontana del Frosinone c’è anche questo.

Il popolo gialloazzurro lo sa e per questo non criticherà mai il costruttore del suo sogno (anche se per il momento si è trasformato in un incubo) .

Con quella lettera Maurizio Stirpe si carica sulle spalle ogni colpa. Lo fa sapendo benissimo che le cose stanno in maniera diversa. Ma così restituisce in modo immediato all’ambiente la momentanea serenità: l’elemento indispensabile per poter tentare di individuare una rotta.

Se l’allenatore Moreno Longo ci riuscirà è cosa che solo il tempo potrà dire. La palla è tonda ed il calcio riserva le sorprese che nemmeno il sognatore più disperato oserebbe immaginare: Il Toro che mata la Juve in 3′ e 40″ passando da 2-0 a 2-3, Camolese che prende la squadra all’ultimo posto alla fine del girone d’andata e conclude il torneo in vetta, il Frosinone in Serie A e per ben due volte.

Non restituisce solo la momentanea serenità al suo Frosinone, con quella lettera, Maurizio Stirpe. Manda anche un segnale al Paese nel quale è vice presidente degli Industriali.

In un’Italia dove la prima esigenza è quella di trovare un colpevole ad ogni cosa e la seconda è quella di farsi trovare con l’alibi pronto, Maurizio Stirpe ha ricordato che invece sono gli uomini con le spalle larghe quelli che sanno prendersi le responsabilità, sono i capitani coraggiosi a placare momentaneamente la tempesta per dare alla ciurma il tempo di riorganizzarsi.

Il Paese non ha bisogno di colpevoli. Ha bisogno di ponti. Un cazzo di ponte, come ha scritto l’altro giorno un genovese arrabbiato scuotendo il mondo della rete. Per realizzare quel ponte, rimettere in moto il Paese, placare la tempesta, occorre gente che sappia scansare le macerie e prendersi delle cazzo di responsabilità.

Grazie ancora una volta, Presidente.