Storace: «Stop alle provocazioni di Parisi o sarà difficile votare alle Politiche»

Francesco Storace manda un altolà al centrodestra. Basta con gli attacchi ad alzo zero sulle Regionali. Altrimenti sarà difficile votarvi a Camera e Senato.

Stop alle provocazioni di Stefano Parisi. Altrimenti sarà molto difficile votare il centrodestra alle prossime elezioni politiche. L’altolà arriva da Francesco Storace.

«Sergio Pirozzi ha accettato l’appello di Matteo Salvini a non presentare la lista al Senato. La risposta a questo gesto di responsabilità sta nelle continue provocazioni di Stefano Parisi e dei suoi pochi sodali contro il sindaco di Amatrice e quanti fanno una battaglia limpida a suo sostegno. Non ha alcun senso parlare di centrodestra unito».

L’ex governatore del Lazio ha detto con chiarezza che se il centrodestra continua ad attaccare ad alzo zero il suo candidato alla regione Lazio sarà molto difficile per la sua componente politica votare poi i candidati del Centrodestra alla Camera ed al Senato.

Per Francesco Storace «Il popolo sta altrove, e non sono più gli apparati a rappresentarlo, come ha testimoniato il misero 30 per cento di affluenza di Ostia raccolto da tutti i partiti. Ognuno faccia la sua campagna alle regionali senza pretesa di rappresentare ciò che non si conosce».

Ad irritare la pazienza dell’ex governatore del Lazio sono state le recenti affermazioni di Stefano Parisi. Durante i suoi comizi ha etichettato i sostenitori di Sergio Pirozzi come “altro“.

Francesco Storace ribatte sul Giornale d’Italia: «Ci sono tantissimi elettori che cominciano a stancarsi di essere etichettati come altro dal centrodestra solo perché stanno con Pirozzi. E sono pronti a non ritirare la scheda per le politiche. Prevalga il rispetto – dopo aver cambiato ben dieci candidati alla presidenza – e non si aggiungano altri danni. Lasciatemi la libertà di votare nel mio collegio Federico Iadicicco contro Emma Bonino. Se devo avere Parisi tra le scatole, dopo aver favorito Zingaretti aiutate pure la Bonino. Non siate pazzi».

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