Vallerotonda – Collelungo – Addolorata e gli altri 41 santi innocenti

Nel giorno della strage di Sant'Anna di Stazzema ricordiamo la strage dimenticata di Collelungo: i tedeschi assassinarono donne e bmabini riparati nei boschi di Vallerotonda. Le parole di perdone dell'inviato del governo germanico. Ed i nuovi rischi di una propaganda sempre più violenta

Pietro Alviti
Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Rimetti la tua spada nel fodero perché chi di spada ferisce…(Matteo 26,52)

In quel giorno tante persone, tra cui quasi due famiglie intere, furono sterminate da soldati tedeschi. Erano famiglie giovani con molti bambini piccoli. Si erano rifugiate in questa radura nel bosco perché lo credevano un luogo sicuro, al riparo dai combattimenti.

Quella mattina i soldati arrivarono, li circondarono e aprirono il fuoco contro di loro senza motivo. In seguito furono uccisi anche 4 militari italiani.

Alcuni tra i civili, pochissimi, sopravvissero e poterono rendere testimonianza delle atrocità perpetrate..

Non è Sant’Anna di Stazzema, di cui oggi ricorre il 75° anniversario, ma Vallerotonda, a pochi chilometri da noi.

Le parole sono dell’inviato del Governo Germanico, Alexander Schmitt, consigliere d’ambasciata, che, nella radura di Collelungo, che vide la strage il 28 dicembre 1943, giorno dei Santi Innocenti, l’altro giorno ha detto: «Devo ammettere che fino a poco tempo fa non conoscevo questa terribile storia. Quando ho letto il racconto di quel giorno sono rimasto sconvolto. Come si fa a sparare a sangue freddo, perfino contro i bambini piccoli, i neonati come la piccola Addolorata Di Mascio? Mi vergogno per quei miei connazionali che si macchiarono di una colpa indicibile, una colpa di cui tutti subiamo le conseguenze ancora oggi».

«Ripeto: in questo luogo provo profonda vergogna. Mi inchino davanti alla piccola Addolorata, agli altri bambini trucidati e a tutte le vittime dell’eccidio. E chiedo perdono per quanto è stato fatto anche a nome dei miei connazionali». (leggi qui l’intervento integrale del consigliere d’ambasciata)

I martiri sconosciuti

Molti di noi parcheggiano a Frosinone in uno spiazzo davanti al vecchio campo sportivo, Piazza Martiri di Vallerotonda: molti sono nelle stesse condizioni del consigliere d’ambasciata tedesco. Non ne sappiamo niente.

Furono uccisi in 42, si salvarono in 4 soltanto perché coperti dai cadaveri degli altri: strage senza ragione come a Stazzema, strage per vendetta, per disperazione per i commilitoni caduti il giorno.

Senza alcuna provocazione, senza alcun coinvolgimento diretto degli uccisi, nulla…

(leggi qui la scheda sull’eccidio, curata da Tommaso Baris)

Dal passato un futuro migliore

Però le parole del rappresentante del governo tedesco indicano una strada da percorrere, una scelta sempre presente a Vallerotonda. Non è la vendetta che dà la giustizia, che dà la pace. La vendetta, la spada genera altra violenza, in una spirale senza fine: non bisogna dimenticare, anzi. Bisogna ricordare sempre i nomi di quegli innocenti travolti dall’Erode di turno, spaventato dalla perdita della sua forza, ma bisogna interrompere la spirale.

Come ha scritto Nino Rossi, presidente della pro loco di Vallerotonda, nella lettera d’invito all’ambasciatore tedesco: dal passato derivano la responsabilità e il compito di realizzare un futuro migliore più pacifico e giusto nella cultura della memoria, nello spirito della riconciliazione e dell’amicizia. (leggi qui l’intervento del sindaco di Vallerotonda, ing. Di Meo)

E sono parole sante in un periodo in cui invece veniamo continuamente sollecitati ad indurire il cuore, a difendere confini minacciati, a preferire gli uni piuttosto che gli altri, a discriminare…

Quei soldati tedeschi non avevano a casa mogli, madri, bambini? Quelle mogli, quelle madri, quei bambini non erano uguali a quelli contro cui spianarono vigliaccamente le loro mitragliatrici ed aprirono il  fuoco? Lo fecero imbevuti da una propaganda terribile e foriera di tragedia…

Facciamo anche noi un pellegrinaggio a Collelungo, impareremo a rispettarci di più