Super Consorzio: “Si va avanti in ogni caso”

Cambiano le regole per il Consorzio Industriale Unificato del Lazio: si farà in ogni caso. Anche se qualche Comune, come Frosinone, dovesse tirarsi indietro. La nuova norma prevede che si vada avanti in ogni caso. E che da lì passino milioni di fondi

Si partirà lo stesso. Chi ci sta sale a bordo, chi non vuole salire resta a piedi. Senza più possibilità di agganciare progetti, finanziamenti, agevolazioni, collegati al Consorzio Industriale Unico del Lazio. Cioè il nuovo braccio operativo che la Regione sta costruendo per sviluppare in maniera coordinata l’economia e l’industria. Una struttura che per gli analisti vale quanto due assessorati.

Le nuove regole

Regione Lazio, l’Aula Consiliare. Foto © Carlo Carino / Imagoeconomica

A stabilire che si andrà avanti in ogni caso sono le modifiche inserite nella Proposta di Legge Regionale 262, la Legge di Stabilità Regionale 2021. Sono 26 pagine, la compongono 4 articoli e 60 commi. È proprio lì, tra quei commi dell’articolo 3 che stanno scritte disposizioni chiave.

Una di queste dice appunto che il Consorzio industriale unificato si farà in ogni caso, fondendo tutti gli attuali Consorzi industriali del Lazio: il Consorzio Industriale Roma – Latina, il Consorzio Asi – Area di Sviluppo Industriale di Frosinone, il Cosilam – Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Lazio Meridionale con sede a Cassino, il consorzio industriale del Sud Pontino con sede a Gaeta, il consorzio industriale della Provincia di Rieti. 

Perché è un comma che cambia le regole del gioco? Perché ci sono Comuni amministrati dal centrodestra che non condividono il progetto sviluppato dal governo regionale di centrosinistra guidato da Nicola Zingaretti. È il caso di Frosinone dove alle perplessità del sindaco Nicola Ottaviani hanno fatto da contraltare le convinzioni del suo principale alleato in Consiglio Comunale. Gianfranco Pizzutelli leader del Polo Civico ha invitato con chiarezza ad un approfondimento. (Leggi qui Pizzutelli avverte Ottaviani: “Via dall’Asi ci tagliamo tutto”).

Passa tutto dal Consorzio

Gianfranco Pizzutelli, presidente nazionale del Polo Civico

Le convinzioni di Pizzutelli hanno trovato conferma nella bozza della Legge di Stabilità. Perché dicendo che si va avanti lo stesso si stabilisce che anche il parere contrario di un Comune importante come Frosinone o (tanto per fare un esempio) la nuova Camera di Commercio unificata (l’ottava in Italia per peso economico) non bloccherebbero lo scioglimento dell’Asi e non fermerebbero il nuovo Ente regionale.

Cosa accade se a dire No è la maggioranza dei soci in uno dei Consorzi esistenti? Si va avanti comunque, dice la modifica. Chi non vuole starci resta nel consorzio vecchio (o se ne fa uno più piccolo) e chi vuole salire a bordo va nel nuovo.

Non basta. C’è anche un’altra modifica introdotta con quei commi. E cioè che sarà il nuovo consorzio a gestire alcune centinaia di milioni di euro dei fondi europei dedicati allo sviluppo industriale. La Regione ha assegnato al futuro Consorzio Unificato quella competenza.

La conseguenza, per chi decide di non farne parte, è quella di rimanere fuori da quei progetti, aveva profetizzato Gianfranco Pizzutelli.

La bozza della 262 dice che è così.

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