Maschio in fuga è desiderato alla cassa (di R. Cacciami)

L'uomo quando va a fare la spesa al supermercato. La sua spesa è simile ad una scorta alimentare a seguito di preallarme bellico. E di solito… manca l’essenziale. I limiti ed i difetti del maschio con il carrello, raccontato da Rita Cacciami

Rita Cacciami

Vice direttore L'Inchiesta Quotidiano

In condizioni di ordinaria quotidianità (quindi in assenza di disturbi della personalità o peggio) siamo avvezzi all’immagine della donna- trottola. Corre in casa come la maionese impazzita mentre il maschio si aggrappa al bracciolo del divano per superare il trauma da iperattività casalinga non richiesta.

E non desiderata. Della serie, lasciatemi dove mi trovo. Nel mio pigro disordine mentale e oggettivo.

Ebbene, solo le urla belluine al 90° possono scalfire quel turbine di azioni incontrollate che conducono a velocità impensabili dal lavello alla lavatrice, dall’asse da stiro al mixer fino alla piantumazione esterna dei gerani e al cambio stagione nell’armadio. Tutto da svolgere come un buon elaborato nell’arco di una manciata di ore.

Ricondotto l’ambiente domestico ad un idoneo grado di soddisfazione reciproca, si passa ad analizzare il contenuto della dispensa e del frigo.

Temendo ulteriori rappresaglie al momento di disporre la cena e nei giorni a venire, il marito finge un impellente desiderio di mettersi a disposizione del focolare e con due shopping bag sotto il braccio si dirige a velocità moderata verso il supermercato.

È lì che lo vedo spingere con pigrizia un carrello strabordante mentre sbircia un foglietto vergato in rosso.

E quando incontra l’amico di sempre che gli chiede perché non risponda al cellulare, lui d’impeto risponde «ma che sei matto? Quando vengo qui non lo porto mai, mia moglie mi chiama ogni 5 minuti per chiedermi se ho preso questo e quello, di quale marca… Fammi respirare un po’».

E mi sembra giusto. Messa così, lascerei anche io il telefono (se non a casa, almeno in macchina). Spento. Quando arriviamo insieme alla cassa, sbircio. Eccome se sbircio.

Secondo me o è dislessico o presbite. Oppure, in ultima analisi ha preso per sbaglio la lista del vicino. Quello che gestisce l’enoteca all’angolo ed è famoso per i taglieri misti. La cassiera ci mette il carico da 11. «Pronti per il ponte del primo maggio? O va a fare il picnic il 25 aprile?».

Se non ne avete avuto contezza, le commesse dei supermercati ormai sono tutte o quasi pro-maschio. Deve essere una strategia di marketing. Anzi, è sicuro. Tra i due, nella coppia, quello più sensibile e che butta tutto nel carrello spolverando gli scaffali senza troppo meditare è proprio lui. Ergo, se lo prendiamo per il verso giusto tornerà sempre più convinto di essere il migliore.

A rimettere ordine nelle cose ci penserà lei, al tanto temuto momento della verifica. Del contenuto delle buste e dello scontrino.

La spesa di un uomo è più simile ad una scorta alimentare a seguito di preallarme bellico. E di solito… manca l’essenziale. Quello invisibile agli occhi.

Lo avevo detto, io, che era presbite.

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