Tagliaferri nel mirino, Piacentini e Mastrangeli in pole: se Ottaviani prenota la Camera

Nicola Ottaviani prenota la Camera. Guerra sulla scelta del vice sindaco al quale resterà il Comune di Frosinone fino alle successive elezioni. Fabio Tagliaferri è in carica ma sta nel centro del mirino. In pole ci sono Piacentini e Mastrangeli

Nicola Ottaviani si candiderà alle prossime elezioni politiche. Alla Camera. Silvio Berlusconi ma anche Giorgia Meloni hanno detto chiaramente a Matteo Salvini di tornare indietro, di evitare di formare un governo con i Cinque Stelle per andare al voto anticipato a ottobre, dicembre o, al massimo, a marzo 2019. Quando la coalizione di centrodestra può superare il 40% dei consensi, avere la maggioranza assoluta dei seggi e governare da sola. Come fa in tante Regioni: Veneto, Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Molise per esempio. Salvini ci sta pensando seriamente, al punto che ieri mattina ha incontrato Silvio Berlusconi e, nel pomeriggio, dopo l’incontro con Sergio Mattarella al Colle, ha articolato un ragionamento in politichese con voli pindarici che avevano l’unico scopo di prendere tempo per… sganciarsi.

I punti fermi dell’azione di Nicola Ottaviani, tutti svelati da alessioporcu.it (leggi qui Ottaviani accelera sul Partito dei Sindaci: se si vota sarà candidato alla Camera, rebus vice sindaco) e nessuna smentita da parte del sindaco di Frosinone.

Sono diversi, quei punti: 1) filo diretto e continuo con Giancarlo Giorgetti, il Gianni Letta della Lega e il numero due (operativo di Matteo Salvini). 2) Il confronto con Francesco Zicchieri, vicecapogruppo dei deputati leghisti, che ha segnalato l’azione amministrativa e politica di Ottaviani ai vertici del Carroccio (primarie, Solidiamo, nuovo stadio, Parco urbano, piano di risanamento dei conti). 3) Assoluta determinazione di Ottaviani di dare vita ad un partito dei sindaci nel centrodestra. Sotto l’egida leghista probabilmente, ma non è detto.

 

Fatto sta che il feeling tra Ottaviani e la Lega è fortissimo. Il sindaco di Frosinone fa parte di Forza Italia e sicuramente Antonio Tajani e Claudio Fazzone proveranno a fargli mantenere la maglia “azzurra”. Ma è difficile, specialmente se Silvio Berlusconi continuerà con le logiche del cerchio magico e dei fedelissimi per definire le candidature.

 

Per candidarsi alla Camera Nicola Ottaviani deve dimettersi da sindaco e per un certo periodo, fino alla prima data utile per le elezioni comunali, sarà il vicesindaco a guidare l’ente di viale Mazzini. Qui iniziano le dolenti note.

 

Il vicesindaco è Fabio Tagliaferri (Polo Civico), ma nella maggioranza i malumori nei suoi confronti sono enormi. A cominciare da Forza Italia, soprattutto dopo lo scontro con il coordinatore provinciale e presidente del consiglio comunale Adriano Piacentini. (leggi qui Far west nel centrodestra, lite furibonda tra Fabio Tagliaferri e Piacentini. E…).

Inoltre gli “azzurri” ritengono che il Polo Civico, dopo la nomina di Gianfranco Pizzutelli membro del cda dell’Asi, ora siano decisamente sovra-rappresentati con 2 assessorati più il vicesindaco. (leggi qui A De Angelis la presidenza Asi, a Buschini il cerino acceso).

Nicola Ottaviani dovrà tenere conto della situazione globale e magari arrivare ad un rimpasto un attimo prima della sua candidatura alla Camera. Soprattutto perché nel centrodestra in tanti fanno notare ormai da mesi che l’assessore Pasquale Cirillo non ha un consigliere di riferimento ed è rimasto in giunta anche troppo.

 

Fabio Tagliaferri naturalmente salirebbe sulle barricate, ma gli altri pure. Difficilmente sarà lui a guidare il Comune quando Ottaviani farà il grande salto. I nomi in pole position sono due. Il primo è quello di Adriano Piacentini, fedelissimo del sindaco. C’è una sola variabile e cioè che anche Piacentini possa concorrere alle politiche. Con Ottaviani decideranno insieme. Ma è l’uomo al quale il sindaco affiderebbe le chiavi del Comune di Frosinone. In alternativa Riccardo Mastrangeli, che però nella sua funzione di assessore al Bilancio è strategico.

 

L’unica certezza è che dopo la nomina del vicesindaco nella coalizione di centrodestra voleranno gli stracci. Questo però è un effetto collaterale previsto.

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