Tagliaferri, Piacentini e la rotazione della fascia

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Ormai per “raccapezzarsi” all’interno di Forza Italia occorrono degli esperti sul modello delle guide indiane ai tempi dei trappers, i cacciatori di montagna che vivevano nell’incubo di perdersi o di ritrovarsi faccia a faccia con un orso. Anzi, un grizzly.

Lunedì ci sarà la riunione del comitato cittadino, convocata da Giuseppe Scaccia. Si parlerà di vicesindaco, anche se il punto non fa parte dell’ordine del giorno.


Quella fascia la vuole Fabio Tagliaferri, che è iscritto a Forza Italia anche se politicamente da mesi flirta con Denis Verdini. Anche se non ha l’appoggio del gruppo consiliare ma di Alessandro Petricca, che fa parte del Gruppo Misto.
 Fabio Tagliaferri alle elezioni del 2012 ha preso un sacco di voti e nel Popolo delle libertà che fu, arrivò secondo. Meglio di lui soltanto Franco Lunghi che all’epoca, capita l’antifona, optò per la carica istituzionale di presidente del consiglio comunale.

L’ostacolo più grande per Fabio Tagliaferri è il capogruppo di Forza Italia, Adriano Piacentini. Il quale sostiene in realtà Carlo Gagliardi, che però fa parte di un altro gruppo, Città Nuove.

Tra Piacentini e Tagliaferri le ruggini sono molteplici e affondano le radici nel passato, quando Piacentini si candidò a sindaco contro Michele Marini ma fu boicottato proprio da… Forza Italia, allora “feudo” di Antonello Iannarilli.

A pensarci bene, c’è mai stato un momento in cui quelli di Forza Italia hanno appoggiato i loro rappresentanti?

Alla fine potrebbe spuntare il terzo uomo, Riccardo Mastrangeli, assessore tecnico al Bilancio, che è stato tra i fondatori di Forza Italia ma adesso preferisce… non farlo sapere.

Nicola Ottaviani sta pensando di non utilizzare il simbolo degli “azzurri” tra un anno alle elezioni. Meglio prevenire che curare.

Nel frattempo anche per il vicesindaco si potrebbe optare per la “rotazione della fascia”. Come per gli assessori. Ce ne sono 9 e i mesi a disposizione sono 12. Uno a testa, poi per i giorni non si guarderà al capello. Ma chi comincia? Vince chi resta fermo. Tanto gli altri faranno tutti un passo indietro.

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