Tajani contro chi fa il doppio gioco e danneggia tutti gli altri

Il presidente del Parlamento Europeo lancia l'allarme su quanto sta accadendo a pochi chilometri da noi. Chiede un intervento compatto della Ue in Libia. Altrimenti, conseguenze per tutti. E punta il dito contro quegli Stati "he promuovono solo le proprie agende nazionali, a scapito di un approccio comune"

O l’Europa scende in campo adesso oppure lascerà la Libia e le sue risorse nelle mani di altri. Non ha dubbi il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani.

«Il futuro della Libia si decide adesso e l’Ue deve giocare un ruolo centrale nella gestione della crisi. Se non saremo in grado di assolvere questo compito, lasceremo campo libero alle ambizioni e interessi di singoli Paesi, come Russia, Egitto o Emirati Arabi».

 

Il Parlamento Europeo ha fissato il dibattito sull’emergenza in Libia per martedì prossimo nell’aula di Strasburgo.

Per il presidente, in assenza di un governo stabile a Tripoli «in grado di controllare le frontiere e il territorio, il problema dei flussi migratori in partenza dalle coste della Libia, non fara’ che aggravarsi».

Non c’è solo il problema dei migranti. Per il Mediterraneo passano anche le rotte del «traffico di armi e di droga: continuerà ad alimentare il terrorismo, mettendo a rischio la sicurezza degli africani e degli europei».

 

Antonio Tajani sottolinea che in questo momento la Libia è «una polveriera pronta ad esplodere. Gli scontri che hanno fatto oltre duecento morti a Tripoli nei giorni scorsi hanno ulteriormente aggravato i conflitti interni e, nonostante l’accordo per mettere fine alle violenze, la situazione resta estremamente fragile».

Per questo sollecita un intervento forte dell’Europa. Sottolinea come sia necessario parlare con una sola voce. È quello che chiedono anche tutti gli interlocutori libici: Tajani li ha incontrati lo scorso luglio a Tripoli e già all’epoca aveva lanciato l’allarme.

In questa fase c’è chi sta giocando su più tavoli. Anche tra gli Stati membri della Ue: per tentare di portare a casa il controllo sui grandi giacimenti libici, sui quali l’Italia ha avuto interessi strategici ed influenze determinanti per almeno trent’anni sotto il regime di Gheddafi.

 

È proprio per via di questo gioco su più tavoli che Tajani chiede «un coordinamento più efficace tra Stati e istituzioni Ue e un passo indietro di quegli Stati membri che promuovono solo le proprie agende nazionali, a scapito di un approccio comune, danneggiando tutti i cittadini europei».

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