L’autunno incerto di Forza Italia che rischia di demotivare dirigenti e amministratori

Le accelerazioni di Salvini e Di Maio costringono gli “azzurri” a uscire dall’angolo in tempi brevi. Ma come? Antonio Tajani definisce “fake news” l’ipotesi di accordo con il Pd e torna a definire i confini dell’Altra Italia. Ma non chiarisce se ci sarà una svolta moderata. Fra quelli che attendono c’è anche Nicola Ottaviani

Il leader della Lega Matteo Salvini che evoca le possibili elezioni anticipate (nelle quali farebbe cappotto, stando ai sondaggi), il capo politico del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio che annuncia un autunno caldissimo per una manovra economica che dovrebbe contenere il reddito di cittadinanza, la flat tax, il superamento della legge Fornero, le misure per la ricostruzione (non solo del ponte Morandi di Genova).

In questo quadro Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, trova il modo di ribadire alcuni concetti. Intanto l’ipotesi di un possibile accordo tra Forza Italia e Pd viene definita una “fake news”. Poi ribadisce che l’Altra Italia non è un partito ma rappresenta quella maggioranza silenziosa che va dalla Lega al Pd e che lui non intende “regalare” ai Cinque Stelle. Infine, invita ancora una volta Salvini a tornare a casa affinché il centrodestra, prima di tornare al governo del Paese in modo compatto, possa vincere anche in Toscana.

 

I margini per Forza Italia

Il problema politico che si pone è quali sono gli spazi per Forza Italia.

Probabilmente non enormi se lo scenario è questo. Se anche la Lega dovesse decidere di tornare allo schema del centrodestra, lo farebbe in una posizione di egemonia schiacciante, con Forza Italia ridotta ad azionista di minoranza.

Ma siccome è complicato pensare che il governo Conte possa cadere in questa fase e che Cinque Stelle e Lega possano rompere l’asse, il punto è capire quale sarà la ricetta di Forza Italia nel breve periodo.

 

Rimanere in questa situazione politicamente attendista e ibrida rischia non soltanto di far precipitare ulteriormente il partito nei sondaggi, ma anche di demotivare dirigenti e amministratori.

Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani è tra quelli che aspetta la tre giorni fiuggina di Tajani per capire dove vuole andare il Partito. Lui, come tanti altri, non è disposto a rincorrere Salvini oppure a cercare una sponda con il Pd.

Piuttosto preferirebbe caratterizzarsi ancora di più come un esponente civico e moderato. Probabilmente con altri sindaci di area.

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