E Tajani si fermò a cena con i Magnifici 40 da tutta l’Italia

Quaranta, non di più. Il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani li ha incontrati a cena sabato sera in una sala riservata del Grand Hotel Palazzo della Fonte.

Niente politica. Solo imprenditori, top manager e docenti universitari al tavolo, disposto a ferro di cavallo.

Selezionatissimi gli interlocutori del presidente Antonio Tajani. C’era il professor Giuseppe Nisticò, già governatore della Calabria e presidente dell’EBRI (European Brain Research Institute) l’Istituto internazionale di ricerca scientifica per lo studio delle Neuroscienze costituito nel 2002 per volontà del premio Nobel Rita Levi-Montalcini.

Qualche sedia più in là stava il fisico nucleare Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana e già fisico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare INFN.

E ancora: il rappresentante in Italia della KPMG, il network di società indipendenti affiliate a KPMG International Cooperative, una delle “Big Four” cioè le quattro società di revisione che a livello mondiale si spartiscono la grande parte del mercato.

Telecom Italia ha inviato uno dei membri del board, così come l’associazione che riunisce le industrie farmaceutiche.

E poi quattro eminenti professori universitari di altrettanti atenei italiani, uno dei più famosi immobiliaristi romani, il presidente nazionale di ConfimpreseItalia Guido D’Amico.

L’imprenditoria e l’economia delle province di Frosinone erano rappresentate da Giovanni Turriziani (vice presidente di Unindustria Lazio e presidente degli industriali della provincia di Frosinone) e Rinaldo Scaccia (direttore generale della Banca Popolare del Frusinate). Assente giustificato il presidente di Federlazio Frosinone Alessandro Casinelli.

Introduzione del presidente della Commissione Riforme Istituzionali della Regione Lazio, Mario Abbruzzese. E poi, via agli interventi: senza bisogno di moderatore, tempi europei, tre minuti ciascuno e poi si passa la parola.

Ognuno ha fatto le sue considerazioni, sulla situazione economica in Italia e sul ruolo del Paese all’interno dello scenario Europeo. E poi sono stati presi in esame i singoli settori, rappresentati dai magnifici 40: ricerca, fisco, burocrazia, telecomunicazioni, aerospazio…

In molti hanno segnalato ad Antonio Tajani la necessità di intervenire sul cuneo fiscale: c’è troppa differenza tra il costo di un lavoratore per l’impresa e quanto poi arriva nelle tasche di quello stesso lavoratore una volta tolte le tasse ed i contributi.

Gli è stato fatto notare il diverso peso della Ricerca in Italia e negli altri Paesi della Ue: è stato evidenziato come la Germania abbia favorito in tutti i modi le imprese che assumevano ricercatori, per superare la crisi attraverso nuovi prodotti e tecniche di lavorazione più snelle. Invece, in Italia, l’assunzione di ingegneri da adibire alla Ricerca non è stata stimolata.

I bandi europei – hanno sottolineato alcuni – sono più farraginosi di quelli sviluppati dalla burocrazia italiana: forse perché devono andare incontro ad esigenze che non sono quelle della nostra realtà nazionale.

Non solo problemi ma anche soluzioni: sono state proposte al presidente Tajani soluzioni facili attraverso le quali snellire le procedure.

Un focus particolare sulla realtà economica ed industriale della provincia di Frosinone è stato tracciato da Giovanni Turriziani e da Guido D’Amico.

 

Alla fine, il confronto è durato tre ore. Rigorosamente a porte chiuse e senza alcuna pubblicità.

Il modo più concreto che l’Europa è anche capace di ascoltare.

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