Tajani contro Di Maio: «Con le sue minacce ottiene l’effetto contrario»

L'Italia isolata in Europa. Rimedia una sonora sconfitta diplomatica a Bruxelles sul caso dei Migranti. Il durissimo monito di Antonio Tajani: Di Maio ottiene l'effetto contrario. Salvini ci porta verso il patto con Polonia e Ungheria. Conseguenze simili ad un conflitto

«Con le minacce di Di Maio si ottiene l’effetto contrario e la risposta è negativa, non è così che si tratta»: lo ha detto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani alla testata on line Affaritaliani.

L’Europa? In Italia c’è un governo populista e sovranista, tra i suoi obiettivi c’è l’uscita dalla Ue. Per il presidente «non c’entrano niente la Commissione europea e l’Unione europea: sono gli Stati membri in gioco. L’Unione europea non è uno Stato e la Commissione non può fare nulla. Anche se non esistesse più l’Ue non cambierebbe assolutamente nulla, bisogna parlare con i singoli Paesi. Ci sono degli accordi che devono essere siglati tra Stati. Se per incanto stasera si sciogliesse l’Unione europea, il problema sarebbe lo stesso».

 

Non credibili in Europa

È stato Luigi Di Maio a lanciare parole di fuoco contro l’Europa. Dopo la sonora sconfitta diplomatica rimediata a Bruxelles sul caso migranti, il ministro ha minacciato di bloccare i 20 miliardi che l’Italia deve dare all’Europa.

Subito lo ha smentito un altro ministro del suo stesso Governo, Enzo Moavero Milanesi titolare degli Affari Esteri.  «Pagare i contributi all’Unione europea è un dovere legale. Ci confronteremo su queste e su altre questioni».

Antonio Tajani commenta ai microfoni di SkyTg24 «mi auguro siano solo una battuta» perché il quel caso «si innescherebbe una reazione a catena che porterebbe danni enormi, specialmente al nostro Sud».

Il presidente del Parlamento Ue e vice presidente nazionale di Forza Italia Tajani  critica la posizione del governo sui migranti. «Invece di pronunciare frasi che sanno di propaganda, con Di Maio che vuole essere piu’ sovranista di Salvini, il governo dovrebbe fare qualcosa per contare di più in Europa», sottolinea il presidente.

Ritiene che la posizione di contrapposizione alla Ue assunta dal governo italiano non porterà da nessuna parte: «Salvini dice che vuole cambiare i trattati, ma per cambiare i trattati bisogna trovare l’accordo con gli altri… per trovare l’accordo bisogna essere credibili, e in questo momento il governo non é credibile agli occhi dei Paesi europei».

Sui migranti e sul caso della nave Diciotti «qualche ministro in vacanza – incalza Tajani- lancia proclami dalla spiagge, io penso ai marinai che sono li’ da giorni e la nostra solidarietà deve andare a loro».

 

Con riforma Dublino nessun caso Diciotti

«Questa vicenda – ha rivelato Antonio Tajani a SkyTg24 – non sarebbe mai esplosa se gli stati membri dell’Unione europea, in particolare quelli del patto di Visegrád, avessero accettato la proposta del Parlamento europeo di riformare Dublino, gli accordi che riguardano il ricollocamento dei rifugiati».

Il Patto di Visegrad è quel gruppo di Paesi europei (Polonia ed Ungheria) guidati da governi di imponta nazionalista e fascista che punta a scardinare la Ue. Facendo un piacere enorme alla Russia.

Quello di tajani non è un riferimento casuale. tanto che in serata Lucia Annunziata sull’HuffingtonPost Italia ha sostenuto che «Salvini ha quasi portato l’Italia fuori dallo spazio europeo. Un passaggio da non sottovalutare, che avrà conseguenze sul piano economico non dissimili da quelle di un conflitto».

 

La proposta Ue

«La proposta approvata dal Parlamento europeo -chiarisce Antonio Tajaniprevede l’immediato ricollocamento dei rifugiati appena messo piede in terra europea, quindi questo problema non ci sarebbe stato se questi stati membri avessero ascoltato la nostra posizione.

Mi auguro che l’Italia sia così capace di convincere paesi che considera amici e che dice di prendere ad esempio, come l’Ungheria e la Polonia, ad accettare la riforma di Dublino e quindi permettere il ricollocamento di rifugiati che dovessero arrivare in Italia nei prossimi mesi».

Dipende dal governo italiano, sarà capace di raggiungere questo obiettivo oppure no?

«Io mi auguro di sì, avrà certamente il mio sostegno perché credo che questa sia questa la chiave di volta», risponde Tajani.

 

Il problema non si risolve bloccando una nave

«Certamente gli italiani vogliono una soluzione al problema immigrazione. Ma io ho qualche dubbio che questo governo sia in grado di risolverlo, perché non si risolve da solo. Non si risolve bloccando una nave militare italiana in mezzo al Mediterraneo o non facendo scendere 100 persone da una nave» ha detto ancoraa Sky TG24 Pomeriggio il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

Un concetto che poi il presidente ha ripetuto a Rimini nel corso del meeting ‘Italia, Europa, sviluppo’. Ha criticato Polonia e Ungheria, sostenendo che rivendicano radici cristiane «ma chiudono le porte a cristiani».

Per Tajani «Non possiamo non accogliere queste persone” che fuggono da conflitti e terrorismo.

Analizzando i flussi migratori di questi ultimi due anni, Tajani ha evidenziato che «Abbiamo avuto due tipi di rifugiati in questi ultimi anni. Quelli provocati dal disastro siriano, con fuga dalla Siria e in parte dall’Iraq. E quelli che fuggono da regioni dell’Africa per terrorismo e conflitti. Non possiamo non accogliere queste persone. Cerco di leggere il Vangelo, non di esporlo. Gesù caccia i ladroni dal tempio, anche con la forza. Ma Gesù non è solo quello. Se crediamo nel Vangelo e siamo politici che credono nelle radici cristiane, dobbiamo vedere anche Gesù che soffre».

 

Cristiani in fuga

«Mi stupisce che Polonia e Ungheria, che rivendicano radici cristiane, non abbiano coraggio di accogliere cristiani che fuggono. Per queste persone sarebbe stato più facile convertirsi all’Islam che scappare» ha concluso Antonio Tajani. «I cristiani etiopi, eritrei o iracheni non vanno certamente a inquinare l’identità cristiana dell’Ungheria o della Polonia».

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