Tajani incontra Fico: «Fermatevi, mandate in fumo i risparmi degli italiani»

Il drammatico confronto a Bruxelles tra il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani ed il presidente della Camera Roberto Fico. «Fermatevi ficnhé siete in tempo. Così mandate in fumo i risparmi degli italiani». Unicredit: verso il declassamento. Persi già 100 miliardi di investimenti

Dicono che la benedizione gliel’abbia data il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un tour a Bruxelles per stringere mani, rassicurare le cancellerie, garantire che l’Italia non sarà il grimaldello con cui scardinare l’Europa.

Roberto Fico, presidente della Camera dei Deputati, il grillino dialogante, sta compiendo la difficile missione diplomatica di mitigare il clima diventato rovente tra il governo italiano, il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici, il presidente della Commissione Jean Claude Juncker.

Gli investitori stranieri non stanno più comprando il nostro debito. Per convincerli a comprarli dobbiamo alzare sempre di più gli interessi che siamo pronti a pagare pur di avere i contanti. Ed un Def (il Documento di Economia e Finanza nel quale diciamo cosa vogliamo fare l’anno prossimo e come) basato solo su altri debiti non piace per niente a chi si aspettava invece una solidità maggiore.

 

Tajani: Fermatevi subito

Lo ha ribadito questa mattina anche il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani al termine del suo incontro con il presidente Roberto Fico. Nella sede dell’Europarlamento a Bruxelles, con molta chiarezza chi ha detto: «Fermatevi finché siete in tempo».

Tajani ha ribadito che «si tratta di una manovra non espansiva, che non affronta il problema numero uno degli italiani che è il lavoro e che rischia di fare danni all’Italia».

I titoli italiani stanno crollando, lo spread ha superato quota 300. I cronisti europei domandano a Tajani se a suo parere l’andamento dello spread e dei mercati possa mettere in pericolo i risparmi degli italiani. Il presidente ha risposto: «direi proprio di si. In borsa non ci sono i soldi dei ricchi, ma i risparmi del ceto medio che ha investito. E se la borsa pesa sui titoli delle banche come sta avvenendo, sarà più difficile accedere ai mutui e ai prestiti per le imprese e le famiglie».

 

Gli insulti non servono

Per Antonio Tajani, quella prefigurata dal governo «mi sembra una manovra molto di sinistra. Non c’è nulla di centrodestra: l’appello che lancio anche alla Lega è di fare marcia indietro e di fare qualcosa di centrodestra in questa manovra. Insisto nel chiedere al governo di cambiare, prima che sia troppo tardi».

I toni però si sono fatti molto accesi. I due vice premier italiani Matteo Salvini e Luigi Di Maio parlano di Juncker e Moscovicì come dei “nemici dell’Europa”. Antonio Tajani cerca di raffreddare la temperatura: «Il confronto con la Commissione Europea sulla manovra economica può essere duro, ma gli insulti, da una parte e dall’altra, non servono. Servono solo a far peggiorare la situazione e a non risolvere il problema».

 

A ridosso della spazzatura

Chi compra i titoli legge le valutazioni fatte dalle agenzie di rating. Antonio Tajani non ha mai nascosto di non averle in simpatia. Ma ammette che «condizionano l’azione della Bce. E se la Banca Centrale Europea non è più nelle condizioni di comprare titoli di Stato, perché l’Italia perde due gradini i nostri titoli diventano spazzatura».

Perché perdiamo gradini? Perché gli analisti delle agenzie dicono, in sostanza, ma come fai a restituirmi i soldi che ti anticipo se la tua economia non cresce? Se non fai un Def orientato alla crescita ma lo basi solo sui debiti?

Diversi osservatori considerano probabile che Moody’s entro due settimane tagli il rating dell’Italia di un notch, portandolo un gradino sopra il livello ‘junk‘ (spazzatura). Per Erik Nielsen, capo economista di Unicredit, è «quasi certo».

Antonio Tajani è preoccupatissimo da questo scenario. «Qualora anche dovessero declassarci di un solo livello, gli investitori continuerebbero a fuggire, come stanno fuggendo. Già abbiamo perso 100 miliardi di investimenti stranieri: la situazione rischia di peggiorare di giorno in giorno. Non è una situazione così facile, ma molto preoccupante».

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