Tajani minaccia le dimissioni. E Berlusconi fa dietrofront

C'è una telefonata di Antonio Tajani dietro alla rottura tra Forza Italia e Lega. Il numero 2 degli azzurri ha minacciato Silvio Berlusconi di dimettersi. Obbligandolo a tornare suoi suoi passi. La reazione di Salvini: via al cannibalismo nelle file di FI

Antonio Tajani ha puntato i piedi. E detto no a Silvio Berlusconi. Nel modo più convincente possibile: «Presidente, se torni indietro io mi dimetto da tuo vice».

Un retroscena raccontato questa mattina dal Fatto Quotidiano che descrive nei dettagli le ore convulse ed amare che hanno portato allo strappo tra Forza Italia e la Lega.

Perché il no azzurro a Marcello Foa per la guida della Rai è una vittoria dell’ala moderata di Foreza Italia. Quella che fa riferimento a personaggi del calibro di Antonio Tajani, Gianni Letta, Niccolò Ghedini.

Soprattutto è il segnale che il Partito – azienda sta diventando poco alla volta un Partito vero. Nel quale non è più il solo Berlusconi ad avere l’ultima parola.

Perché fosse stato per l’anziano leader, la rottura con Matteo Salvini non ci sarebbe stata. Si era lasciato convincere a fare dietrofront dopo il no espresso ieri mattina. Salvini era andato a parlargli direttamente nella suite del San Raffaele dove Berlusconi si sta sottoponendo ai controlli di routine al cuore.

Racconta il Fatto Quotidiano che il presidente era pronto a fare l’inversione di rotta a 180 gradi. Ma appena si è avvicinato al timone, Letta e Ghedini lo hanno avvertito: «Silvio, Forza Italia ci rimette la faccia, ma più di tutti ce la rimetteresti tu». Poi la telefonata di Tajani: una presa di posizione così netta fatta da un suo fedelissimo ha avuto un grosso peso.

Le dimissioni di Antonio Tajani avrebbero significato la fine di qualsiasi residuo di politica all’interno di Forza Italia. Un prezzo troppo grande da pagare. Anche per Silvio Berlusconi.

 

La reazione di Matteo Salvini è immediata. Totale. È la rottura degli ultimi argini. Dopo quelli rotti nei giorni scorsi sul fronte di Fratelli d’Italia (leggi qui La Lega punta ai sindaci: Roma, Frosinone, Cassino e la Provincia nel mirino).

Il leader della Lega lancia la sua Opa su tutto il centrodestra. Lo fa con un’intervista rilasciata questa mattina al Resto del Carlino.

Al quale dice

«Se il centrodestra fallisce è colpa di Berlusconi. Non frenerò più quelli che da FI vogliono venire da noi. Se Forza Italia non è d’accordo su niente, se sceglie il Pd, faccia pure. Scelta sua: se vuole fare un partitone Pd-Fi, auguri. Dispiaciuti, andiamo avanti, facendo battaglie di centrodestra e per il cambiamento».

 

In provincia di Frosinone lo hanno capito da tempo. È per questo che l’ex coordinatore provinciale ed ora consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli nei giorni scorsi ha lanciato la sfida: «Alle provinciali di gennaio ci contiamo e vediamo quanti amministratori stanno con loro e quanti stanno con noi» (leggi qui A Roma il tavolo segreto per le Provinciali). Per lo stesso motivo Adriano Roma ha iniziato in queste ore la guerriglia ai fianchi dell’avversario (leggi qui Inciuci a Ceccano: Roma attacca Fratelli d’Italia e Lega).

 

Lo scontro è ancora all’inizio.

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