Tajani: «In Siria la parola ora passi alla diplomazia»

Nè Salvini né Di Maio hanno detto cose sulla situazione in Siria capaci di aggiungere peso specifico alla posizione internazionale dell'Italia. A farlo è stato invece Antonio Tajani. Che a differenza dei primi due si è sfilato dalla corsa per diventare premier

Sullo scenario internazionale non sono le parole di Matteo Salvini o Luigi Di Maio ad aggiungere peso specifico per l’Italia sulla situazione in Siria. Sono invece quelle di Antonio Tajani. Che nei giorni scorsi ha ribadito di non avere intenzione d’assumere il ruolo di premier designato dalla coalizione di centrodestra.

«L’uso di armi chimiche è un limite invalicalibile contro il quale ci si deve sempre ribellare»: l’esortazione è di Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo, secondo il quale in Siria, ora, «la parola deve passare alla diplomazia».

«Spero che il bombardamento sulla Siria sia e resti un episodio unico, e che non si verifichi alcuna escalation – auspica Tajani – Tutti si preoccupano di tutti, ma spesso ci scordiamo della popolazione siriana che sta sotto i missili. In questo momento è l’augurio che sento di poter esprimere, insieme a quello che Europa e Onu riescano ad assumere un ruolo più incisivo».

Tajani esorta gli Stati europei a «guardare lontano, e pensare il proprioruolo nel mondo come un ponte, tra Stati Uniti e Russia. Si tratta di uno dei valori fondanti dell’Unione. Solo così si riescono a superare certe situazioni, e a recuperare quello spirito di Pratica di Mare che ha visto l’Europa giocare un ruolo fondamentale».

All’inizio delle settimana il parlamento europeo si riunirà a Strasburgo e aprirà su questo tema un ampio dibattito. «Noi lavoreremo perché la voce dell’Europa possa essere sempre più forte e ci possa essere sempre più Europa nel Mediterraneo», sottolinea Tajani, ricordando poi che «proprio martedì ci sarà un intervento del presidente francese, programmato da tempo. Ovviamente chiederemo anche della Siria, come farò anch’io che prima avrò con lui un faccia a faccia da soli».

Che la visione internazionale sia molto limitata in tanti aspiranti premier, Antonio Tajani lo mette in evidenza nel pomeriggio quando interviene a TgCom24. Spiega che in Siria «c’è molto da fare e bisogna agire perché la situazione non degeneri» e bisogna anche «garantire la sicurezza di Israele».

Cosa c’entra la sicurezza di Israele? «L’attacco americano – spiega l’europarlamentare – più che contro i russi e Assad mi sembrava portare un messaggio chiaro agli iraniani perché non vadano al di là di un certo limite al confine».

Per il presidente del Parlamento Europeo «Ue e Onu devono fare di più, in quell’area il confronto non è tra Usa e Russia ma è molto piu’ intricato, ci sono interessi iraniani, sauditi, turchi, bisogna garantire la sovranità di Israele, tutelare la minoranze cristiane, è un ginepraio».

Tajani ha reso noto che proseguirà le sue consultazioni sulla crisi siriana e fra un paio d’ore sentirà la premier britannica Theresa May. Domani ci sarà la plenaria al Parlamento di Strasburgo, dove martedì interverra’ anche il presidente francese Emmanuel Macron.

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