Tavares ed Elkann 7 ore a Cassino: la sfida è Grecale

Sette ore nello stabilimento Cassino Plant. Il nuovo Ceo Carlos Tavares con il presidente Stellantis John Elkann hanno esaminato la situazione, definito la strategia, indicato il futuro. Passerà dalle nuove Giulia e Stelvio. Soprattutto da Grecale

Non si sono tolti il cappello come Henry Ford di fronte alle Alfa Romeo, non sono andati a controllare i bagni come fece invece Sergio Marchionne. Sono stati dannatamente concreti: John Elkann il presidente, il nipote dell’Avvocato. E soprattutto Carlos Tavares, il mago dell’Automotive: l’uomo capace di prendere un marchio con un leone spompato e rigenerarlo fino a diventare un brand di punta come Peugeot, l’uomo che capisce di macchine e pure di conti, una specie di mostro assemblato con un quarto di Cesare Romiti e la sua capacità di trovare gli sprechi, un quarto di Vittorio Ghidella che le macchine era capace pure di progettarle e collaudarle; un quarto di Marchionne e la sua capacità di visione globale; un quarto di Tavares, l’uomo che i due più grossi marchi europei hanno scelto per guidare il loro matrimonio.

Oggi hanno messo piede a Cassino Plant per vedere con i loro occhi il paradosso: la punta di diamante capace di fare macchine perfette lì dove prima nascevano le Fiat più popolari, al tempo stesso ventre molle di un colosso da registrare, mettere a punto, rilanciare su un mercato che non concede prove d’appello. (leggi qui Tavares arriva a Cassino Plant: c’è la prima Grecale).

All’alba con John

L’arrivo di carlos Tavares a Cassino Plant

Carlos Tavares è arrivato di buon mattino. Ore 7.40, in macchina e annunciato. È entrato dal ‘Cancello 2. Niente a che vedere con il canadese insonne che arrivava alle 6.10 in elicottero, inatteso ospite. Qui la musica è diversa. Il top manager lusitano è arrivato a Cassino giovedì sera, ha riposato nella suite dell’Edra Palace. Poi al mattino si è messo al volante di una Maserati Quattroporte ed ha raggiunto Cassino Plant, preceduto e seguito da un totale di quattro Alfa Romeo Stelvio.

Competente come mai nessun Ceo prima di lui a Piedimonte San Germano. Tavares le macchine le conosce, sa come si fanno, dove poter risparmiare, come proporle al mercato.

Ha guardato tutto, voluto capire tutto, domandato in maniera chirurgica.

Il fatto è che lo stabilimento Cassino Plant è un gioiello. Ma è dannatamente costoso. Non è colpa degli sprechi: non ce ne sono. Nemmeno è colpa di errori nella gestione: tutto viene fatto come si deve. Il nocciolo del problema è che quel colosso è stato concepito per sfornare macchine in continuazione: 400mila pezzi. Nei giorni migliori è arrivato a 60mila. Poi ci si è messo il Covid ed è stato lockdown.

Il fatto è che Cassino viaggia al 15% della sua potenzialità. Così non conviene nemmeno tenerlo aperto. (Leggi qui Stellantis/1 “Cassino Plant è lo stabilimento Fca che soffre di più” e leggi anche Stellantis/2 Tridente ed elettrico: “Cassino ce la farà così, ma…”).

Dove bisogna mettere le mani

Una delle linee Cassino Plant

Bello. Ordinato. Ben organizzato. Funzionale. Ai collaboratori, prima di mettere piede a Cassino, Tavares aveva già indicato le criticità: bisognerà fare più auto in modo da migliorare la redditività, bisognerà ridurre i costi, bisognerà vendere più auto, cambiare la comunicazione. Forse rendere più ‘umana‘ Giulia, l’auto monstre che è capace di farti fare bella figura pure in pista. Ma i consumatori, storicamente, guardano le bionde e sposano le more: in pratica sognano le spider e poi comprano le familiari. Carlos Tavares lo ha ripetuto oggi in stabilimento.

E non solo. Giorgio, la piattaforma sulla quale non nati fino ad oggi i modelli recenti di Cassino Plant lascerà il posto ad una nuova base. Stellantis sta studiando una nuova piattaforma più vantaggiosa in termini di costi e maggiormente funzionale al segmento.

Su un punto, il Ceo Stellantis è stato cauto, pesando con molta attenzione le parole. Ma ha lasciato intendere che la nuova piattafiorma potrebbe permettere di portare a Cassino una nuova vettura Premium da affiancare al Grecale.

Su un punto è stato chiaro: Maserati e Alfa Romeo rappresentano un valore aggiunto. E vanno rilanciate. Soprattutto sul mercato internazionale.

L’incontro con i lavoratori

L’area presidiata dalle Forze dell’Ordine

Un leader, con la calcolatrice in testa e non al posto del cuore: ha voluto incontrare i lavoratori. Niente passeggiate ad gentes come un Giovanni Paolo II: Tavares ha chiesto di vedere l‘esecutivo di fabbrica composto da Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Fismic, Ugl, cioè chi in genere si confronta con il direttore.

Dannatamente concreto. Non li ha voluti vedere per una pacca sulla spalla e chiedere come va: c’è stato a colloquio oltre tre quarti d’ora, dimostrando di sapere e le cose che non sapeva le ha domandate. Per capire. Per migliorare.

Il genio dell’auto arrivato dal Portogallo passando per la Francia ha capito subito una cosa: nello stabilimento di Cassino ha a disposizione gente capace di lavorare, con la voglia di fare, pronta ad affrontare le scommesse. Non è una cosa da poco: anzi è un forte valore aggiunto.

Carlos Tavares a Cassino Plant

Si è fatto raccontare la storia del territorio. Gli hanno spiegato, in due parole, che Cassino Plant era arrivata ad occupare 12mila addetti tra diretti e indotto. Che fu la scintilla con cui tutto cambiò: da terra di agricoltori divenne terra di metalmeccanici. Anzi, di metalmezzadri: gente che dopo il turno in fabbrica correva sui campi e spesso lo stipendio non lo toccava tanto era abituata a stare con poco. Cassino Plant fece tornare gli emigranti dalla Germania e dalla Francia, dalla Svizzera e dal Belgio.

Lì è stato chiaro a Tavares il senso di attaccamento al lavoro che ha respirato nei dipendenti.

I sindacati hanno ribadito la disponibilità a mettere subito in campo responsabilità, conoscenze e know how per affrontare questa sfida, dopo tanti anni di sacrifici, dovuti alle crisi nazionali ed internazionali, che hanno ridimensionato le vendite.

Sette ore e… piacere, Grecale

Maserati Grecale

Sette ore in tutto. Tanto è durata la visita. Poi Carlos Tavares ha fatto la conoscenza di Grecale. Giovedì è uscita dalle linee Job One. È l’auto di serie numero 1, fino a ieri uscivano solo i modelli test, da affidare al cosiddetto pilotino per indiuviduare tutte le cose da migliorare in fase di produzione.

Bella. Bellissima. Tanto da colpire il manager che da ragazzino faceva il volontario al circuito dell’Estoril, uno che con la sua Alfasud, regalatagli nel ’78 dal padre ha anche provato a correre.

Grecale sarà anche in versione green con il motore ibrido. Nel 2021 Giulia e Stelvio si rifaranno il trucco e metteranno al presa della corrente. Tocca alla politica, nel frattempo, realizzare la mobilità sostenibile: moltiplicare le colonnine di ricarica. Tavares su questo nei giorni scorsi è stato chiaro. (Leggi qui Tavares, il futuro di Cassino in tre chiavi Stellantis).

Ora sa che la ripresa parte da lì, da quella dream car che romba e non resterà un sogno per i consumatori, da quei lavoratori che a Cassino hanno voglia di fare. Aspettano solo che si accenda un segnale, anzi una stella: una Stellantis.

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