Tavares, il futuro di Cassino in tre chiavi Stellantis

Cosa ha detto il Ceo Stellantis Carlos Tavares ai sindacati sul futuro degli stabilimenti italiani. Le tre chiavi di lettura. Una è tutta su Cassino e le sue produzioni. Cosa non ha funzionato. E cosa si deve fare. Le reazioni

Fabio Cortina
Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

Sono tre le chiavi di lettura con cui analizzare le risposte che Carlos Tavares, il grande capo di Stellantis, ha fornito nel pomeriggio ai sindacati italiani in videoconferenza. Il primo aspetto è quello dell’efficienza delle fabbriche e della tutela dei lavoratori; il secondo è quello del rilancio dei brand italiani, Alfa e Maserati su tutti; il terzo è il monito alla politica e ai governi europei, affinché facciano la propria parte.

Stellantis non smobilita

Carlos Tavares (Foto Imagoeconomica)

Partiamo dal primo aspetto: Tavares non smobilita, Stellantis sarà lo scudo per le fabbriche, i lavoratori ed i marchi dell’ormai defunta FCA. L’amministratore delegato lo ha confermato anche oggi, raccogliendo il favore dei sindacati su centralità dei marchi italiani e rilancio degli stabilimenti.

La FIM Cisl, attraverso il segretario Ferdinando Uliano, ha sottolineato: “Tavares ha fatto sapere che architetture e piattaforme saranno tutte a disposizione e verranno utilizzate al meglio per creare più attività negli stabilimenti“. Questo vuol dire quello che tutti auspicavano, ovvero che ad esempio le tecnologie presenti a Cassino Plant potrebbero essere utilizzate anche per produrre modelli di altri marchi.Per noi della FIM – ha aggiunto Uliano – l’immagine di Stellantis come scudo per valorizzare marchi e fabbriche deve tradursi concretamente in progetti per saturare gli impianti italiani“.

Sulla stessa lunghezza d’onda Rocco Palombella della Uilm, che parla di miglior punto di partenza possibile, grazie alla conferma di tutti gli impegni assunti da Fca prima della fusione.Tavares ci ha prospettato le opportunità che la fusione può offrire ai marchi italiani e la sua attenzione è confermata anche dalla disponibilità al confronto sul futuro piano industriale“.

Tavares conferma gli impegni

Ferdinando Uliano

Conferma Fiom Cgil. “Stellantis ha confermato gli impegni presi nel piano di Fca e nel futuro prossimo realizzerà sinergie che non penalizzeranno i lavoratori italiani“. Parole della segretaria Francesca Re David.

Un quadro abbastanza chiaro, in cui Tavares ha ribadito che le sinergie, ovvero l’unione e l’ottimizzazione del patrimonio delle due aziende, sarà l’unico modo per pensare ad un futuro tra le linee produttive.

Anche l’Ugl è sulla stessa lunghezza d’onda: “È significativo – ha affermato il segretario Antonio Sperache il Ceo Stellantis voglia puntare sulla professionalità di tutti i dipendenti, al fine di essere efficienti e competitivi rispetto ai concorrenti. Così anche l’aver posto l’accento su marchi come Maserati e Alfa Romeo“.

Il futuro Alfa Romeo e Maserati

A proposito di Alfa Romeo e Maserati, il secondo punto, come detto, è quello dei brand. Biscione e Tridente, quelli che hanno casa nei capannoni di Cassino Plant, sono il paradigma di questa eccellenza. E bene, sono loro che verranno maggiormente tutelati, Tavares dixit.

Il piazzale Alfa Romeo di Eco Motori

Per la Fiom “Ora tocca al rafforzamento di Alfa e Maserati riconoscendo le competenze dei lavoratori per affrontare i cambiamenti e le difficoltà del settore, gli operai con la loro creatività – affermano i metalmeccanici Cgil – sono la nostra unica arma per affrontare il cambiamento“. Soddisfazione anche dalla Fismic che parla di ottime risposte ricevute da Tavares, una in particolare su Alfa e Maserati. “Dobbiamo chiederci su Alfa e Maserati, brand di altissima eccellenza – ha detto Tavares ai sindacati -, perché non abbiamo venduto come avremmo voluto ed ora pensare ad una migliore commercializzazione“. 

Anche qui il discorso è abbastanza chiaro: su Alfa, soprattutto, sono stati fatti errori che oggi vediamo sotto gli occhi di tutti. La Giulia, ottima auto, non viene venduta e non perché sia più scarsa di una BMW, ma perché è evidente che ci siano state falle nella messa in commercio, nel suo lancio e nelle strategie pubblicitarie. Così il sogno di Marchionne è andato completamente in fumo.

Tocca alla politica

Ultimo punto l‘aiuto da chiedere ai Governi, Tavares è stato molto diretto ed ha chiesto l’aiuto delle forze sociali. La Uilm ha riportato questo passaggio: Dal canto loro i governi europei devono investire su reti di ricarica, se vogliono davvero accompagnare la elettrificazione“. Perché il mondo dell’auto è in difficoltà ed in mutazione e chi governa i processi economici non può star fermo a guardare.

Dobbiamo, insieme, dire forte e chiaro a tutti gli Stati di investire in infrastrutture, perché noi possiamo produrre modelli ecosostenibili, ma per far sì che i cittadini li acquistino, debbono essere messi in condizione“.

La linea di produzione di Cassino

Ah, c’è un’altra chiave di lettura. Quella della speranza. Tavares, come ha detto Ferdinando Uliano della Fim Cisl, ha chiesto ai sindacati di utilizzarla come stella polare. “Management e sindacati hanno la responsabilità di dirigere il gruppo nella giusta direzione. Ci ha invitati a creare più speranza che preoccupazione e a dare un segnale di serenità per tutto il gruppo“.

Certo, ambasciator non porta pena, ma se Uliano – quello che ci ha mostrato quanto poco bene stiano messi gli stabilimenti italiani, ci crede – allora dobbiamo crederci tutti. (Leggi anche Stellantis/1 “Cassino Plant è lo stabilimento Fca che soffre di più” e pure Stellantis/2 Tridente ed elettrico: “Cassino ce la farà così, ma…”).