Tavares presenta Stellantis: c’è posto per tutti

Il Ceo di Stellantis parla in conferenza stampa. Ed annuncia che gli stabilimenti italiani "Saranno più tutelati". Rilancio per Maserati e Alfa Romeo

Fabio Cortina
Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

Una terra affascinante. Col volto triste e malinconico, ma con quei lampi di genio, frutto di secoli di contaminazioni, che contraddistingue un intero popolo. Il Portogallo è la nazione di un fenomeno del calcio come Cristiano Ronaldo. Ma i fuoriclasse non hanno solo il pallone tra i piedi. I fuoriclasse sono anche quelli che palleggiano con i numeri, tracciano strategie, tirano una linea ideale che mette insieme tanti stabilimenti nel mondo. Un fuoriclasse portoghese, in quest’ambito, è di sicuro Carlos Tavares

Lui è quello che rilanciò Peugeot e Citroen dopo essersene andato via sbattendo la porta da Renault, non accettando di essere il comprimario di Ghosn. Uno che durante il rilancio dei marchi francesi Psa ha acquisito con una operazione fulminea anche Opel e poi condotto al matrimonio con FCA. Un’altra operazione che passerà alla storia. Il tutto lavorando sempre allo stesso modo, fidandosi del suo istinto, ponderando le scelte e senza circondarsi di corti celesti. Mai un licenziamento, mai una fabbrica chiusa.

Tavares e gli stabilimenti italiani

Fca e Psa

E questo è un buon punto di partenza, perché proprio da questo concetto è partita la sua avventura in Stellantis. Carlos Tavares, il nuovo amministratore delegato di Stellantis, nel pomeriggio ha sottolineato che non verrà chiuso alcuno stabilimento FCA soprattutto in Italia. Parole pronunciate nel mezzo della conferenza stampa virtuale, la prima nell’era Stellantis.

Il manager portoghese non è entrato nello specifico, non ha parlato di modelli e di lanci particolari, ma ha dato le linee guida su cui intavolare la discussione. “La fusione – ha detto Tavares – serve come protezione per alcuni stabilimenti che ora saranno più tutelati, in particolare in Italia, che così potranno raggiungere maggiori livelli di efficienza“. È naturale che il pensiero vada subito a Cassino Plant, tra le fabbriche italiane è quella più in difficoltà. (Leggi qui Stellantis/1 “Cassino Plant è lo stabilimento Fca che soffre di più”; leggi anche Stellantis/2 Tridente ed elettrico: “Cassino ce la farà così, ma…”).

Alfa nel cuore

E poi Tavares non è solo un tecnico. Un rigoroso ingegnere. Lui è uno innamorato delle auto, uno che da ragazzino faceva il volontario al circuito dell’Estoril, uno che con la sua Alfasud, regalatagli nel ’78 dal padre ha anche provato a correre. Sì, un’Alfa. Da lì è partito e lì è tornato, anche nella conferenza stampa.

Alfa Romeo, la gamma prodotta a Cassino Plant: Stelvio, Giulia e Giulietta

Il piano strategico di Stellantis non è stato ancora predisposto” quindi sulle prossime scelte per Maserati e Alfaè prematuro” fare valutazioni: “in ogni caso va riconosciuto il valore altissimo di questi due brand: ora dobbiamo fare valutazioni su come sostenere la loro crescita redditizia“. I due marchi quindi verranno sostenuti nel loro rilancio e questa non è una buona, ma un’ottima notizia per la fabbrica di Piedimonte San Germano.

A proposito di fabbriche e di lavoratori, il discorso di Tavares è molto chiaro: “La definizione dei nuovi benchmark non ha a che fare con il numero di persone che lavorano“. Cosa vuol dire? Che le nuove strategie e gli obiettivi che dovranno essere raggiunti dall’azienda non cambiano se i lavoratori sono più o meno. “La fusione – ha aggiunto Tavares – è una soluzione e non un problema“. Per sottolineare il concetto, il manager portoghese ha aggiunto un altro passaggio: “Voglio ribadire questo concetto: in Stellantis c’è l’impegno a non chiudere nessuno stabilimento produttivo. Di più, vogliamo tenere tutti i brand che rappresentano il nostro patrimonio“. Quindi qualche marchio che Fca voleva tenere un po’ in maniera integralista sul segmento “Premium” potrebbe passare a settori più popolari.

Serve l’effetto scala per Tavares

Fca Cassino Plant

Ma alla fine quindi, tutto ciò vuol dire che qualunque cosa accadrà andrà sempre tutto bene? No, Tavares è chiaro anche su questo: “Per tutelare l’occupazione serve l’effetto scala“. Cosa significa? Significa sfruttare i benefici della fusione, i costi minori relativi alla produzione grazie all’unione e alla condivisione delle tecnologie e degli aspetti economici. “Non sono le sinergie – conclude Tavares – che metteranno a repentaglio i posti di lavoro“.

Il futuro dell’automotive è adesso, nelle sfide che Stellantis si accinge ad affrontare: “non dobbiamo solo superare le sfide che conosciamo, ma anche essere innovativi nel nostro business model, avvicinandoci a nuove tecnologie: sfrutteremo la diversità delle nostre risorse umane che è una delle garanzie della performance“.

Ognuno, in parole semplici, dovrà fare la propria parte.