7 parlamentari, 4 consiglieri regionali: solo 2 si presentano in Provincia al Tavolo sul Lavoro

Su 5 deputati, 2 senatori, 4 consiglieri regionali, solo in 2 (Ruspandini e Rufa) si sono presentati al tavolo convocato in Provincia dal presidente Antonio Pompeo per discutere degli ammortizzatori sociali in scadenza. Il documento per Governo e Regione.

L’onorevole Luca Frusone non è andato: ha fatto sapere che aveva già un impegno a Montecitorio. Nemmeno l’onorevole Enrica Segneri è stata presente: pure lei aveva già la data occupata alla Camera. Non c’è riuscita neanche l’onorevole Ilaria Fontana: lunedì mattina ha fatto sapere via mail che non sarebbe andata perché impegnata in Commissione Ambiente a Montecitorio.

Assenti anche i deputati della Lega Francesco Zicchieri e Francesca Gerardi.

Su sette parlamentari eletti in provincia di Frosinone solo due hanno avuto tempo per presentarsi nel Palazzo della Provincia al tavolo convocato dal presidente Antonio Pompeo.

Non s’è visto nessuno nemmeno tra i quattro consiglieri regionali del Lazio eletti in provincia di Frosinone. Il capogruppo Dem Mauro Buschini ed il consigliere Sara Battisti hanno mandato il dirigente della segreteria Marco Caracci. Assente il presidente della Commissione Cultura Pasquale Ciacciarelli (Forza Italia) così come il componente della Commissione Lavoro Loreto Marcelli (M5S).

Nessuno ha avuto tempo per un tavolo con il quale mettere i cinque deputati, i due senatori ed i 4 consiglieri regionali, di fronte alla realtà: questo territorio ha esigenze urgenti e loro hanno il compito di individuare una risposta.

 

Emergenza lavoro…

Un caso su tutti. Sta per scadere l’ultimo ammortizzatore sul quale sono appoggiati i lavoratori riuniti nella sigla Vertenza Frusinate. Troppo giovani per andare in pensione e troppo avanti con gli anni per sperare che qualcuno li chiami in fabbrica.

La beffa è che rischiano di non agganciare la pensione.

Nel corso della Legislatura precedente ci sono state tre Salvaguardie: in pratica tre corridoi lungo i quali gli ex lavoratori Videocon (o delle altre grandi aziende saltate in questi anni) hanno potuto agganciare lo scivolo verso la pensione.

A costruire quello scivolo erano stati in due casi la senatrice Maria Spilabotte ed il senatore Francesco Scalia, in un caso l’onorevole Nazzareno Pilozzi.

«Oggi i soldi ci sono per finanziare un’altra Salvaguardia – spiega nei corridoi Ginetto Rossi, uno dei leader di Vertenza Frusinatesono quelli stanziati per la cassa integrazione straordinaria. Ma qui, tolta la ex Ideal Standard, non ci sono aziende in ristrutturazione che possano attingere a quel capitolo. Con quei soldi è possibile realizzare una nuova copertura per noi».

 

La ruspa è Ruspandini

E adesso? Ci sarà una nuova Salvaguardia? O verrà sostituito dal reddito di cittadinanza annunciato dal Movimento 5 Stelle? Perché se così fosse – è emerso prima dei lavori – «sarebbe una fregatura perché non prevede nemmeno i contributi figurativi e quindi noi non agganceremmo la pensione» hanno detto i lavoratori.

Impossibile domandarlo ai tre deputati stellati. Non c’erano: al loro posto, Frusone e Segneri hanno mandato un signore qualificandosi come ‘uditore’ ed accomodatosi tra il pubblico.

 

Un’assenza contro la quale si è scagliato il senatore Massimo Ruspandini di Fratelli d’Italia. Ha attaccato in modo frontale i colleghi del Movimento 5 Stelle: ha giudicato «grave ed inaccettabile la loro assenza di fronte al rischio che decine di famiglie restino senza un sostegno entro pochi mesi. Soprattutto – ha evidenziato – è incomprenbsibile l’assenza del deputato che ha competenza diretta su questo tema» Il riferimento è all’onorevole Enrica Segneri che è membro della Commissione Lavoro Pubblico e Privato.

Ruspandini ha assicurato che farà tutto il possibile per evitare il dramma della disoccupazione per i lavoratori rimasti in sospeso. Ma ha ricordato che comunque lui sta all’opposizione.

Per la maggioranza, il senatore leghista Gianfranco Rufa non ha potuto portare elementi concreti, oltre ad una disponibilità di circostanza della maggioranza a prendere atto della situazione. Infatti è il Movimento 5 Stelle ad avere la titolarità del Ministero del Lavoro e Luigi Di Maio intende farne un cavallo di battaglia.

 

Il documento da approvare

Dal tavolo è emersa la necessità di mettere a punto un documento. E poi sottoporlo al Governo ed alla Regione Lazio.

Nel documento verrà chiesto innanzitutto il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali che sono in scadenza, la proroga delle misure attraverso le quali stanno andando avanti i lavoratori come quelli riuniti in Vertenza Frusinate. E poi lo sblocco dei pagamenti arretrati, il completamento delle procedure per arrivare alla firma dell’Accordo di Programma, la pubblicazione dei bandi per la reindustrializzazione dell’area.

I lavoratori ed i sindacati chiedono che gli impegni raggiunti con l’Accordo di Programma escano dalla carta e diventino concrete opportunità di lavoro.

Il documento verrà redatto dalla Provincia e condiviso con tutti gli attori presenti all’incontro.

 

Gli imprenditori sono interessati

Il sindacato, per voce del segretario provinciale Cisl Enrico Coppotelli, ha ribadito che ci sono state 195 manifestazioni di interesse alla call promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Lazio e Invitalia. Tutte relative al progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell’area ex Videcon.

Secondo Invitalia sono 19 le manifestazioni che individuano progetti di investimento potenzialmente cantierabili sull’area nord della provincia di Frosinone. Gli investimenti disponibili ammontano a 75 milioni di euro di investimenti, capaci di sviluppare oltre 500 nuove assunzioni.

Per queste ragioni, Coppotelli ha chiesto, a nome dei sindacati, di legare la proroga della mobilità al fatto che la reindustrializzazione non è ancora partita. «Questa – ha detto – è l’unica opportunità per includere i disoccupati, con incentivi e meccanismi premiali, nella nuova occupazione attesa. Fallire questo obiettivo significherebbe lasciare senza alcun sostegno oltre 1.000 persone nella sola Provincia di Frosinone con inevitabili drammi sociali conseguenti».

 

La vittoria di Pompeo

Gli assenti hanno sempre torto. In questo caso ha avuto ragione il presidente Antonio Pompeo.

Ha vinto la sua strategia di non attaccare in modo frontale né il Movimento 5 Stelle né la Lega. Ma dargli i compiti da fare e vedere quali risultati poi saranno in grado di portare. (leggi qui Pompeo ‘chiama’ i parlamentari e li porta allo scoperto)

In questo caso, chi doveva dimostrare qualcosa agli elettori nemmeno s’è visto. Sia dal parlamento e sia dalla Regione.

«Ancora una volta la Provincia di Frosinone – ha detto – si fa carico di porre sui tavoli del Parlamento e della Regione il tema dell’emergenza lavoro, della necessità dello sviluppo e dell’importanza di sostenere coloro che vivono situazioni di disagio».

Il tavolo verrà riaggiornato a fine mese.

Chissà se questa volta verranno tutti.

 

 

 

 

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