I tecnici ai sindaci: «La situazione con Acea è cambiata: decidete voi»

I sindaci della Consulta hanno esaminato il parere dei tecnici: Acea ha risolto buona parte delle inadempienze gravi che li avevano i spinti a chiedere di strappare il contratto nel febbraio scorso. Ma forse non ha risolto tutto. Ora il cerino passa all’assemblea di tutti i sindaci: il 13 ottobre dovranno essere loro a decidere se andare avanti nella procedura di risoluzione del contratto oppure lasciare la gestione dell’acqua e della depurazione ad Acea Ato 5.

Nella relazione consegnata oggi dalla Segretaria Tecnica Operativa (il pool di tecnici che assiste i sindaci nel confronto con Acea) risulta come le inadempienze imputate al Gestore nel mese di febbraio scorso erano effettivamente così gravi da legittimare l’avvio dell’iter per la risoluzione del contratto. I sindaci avevano contestato ad Acea 63 inadempienze sul servizio di distribuzione, 15 su quello di fognatura, 7 sul servizio depurazione e 6 su quello Captazioni/Adduzioni.

Acea aveva replicato con una relazione durissima che contestava le cifre indicate dai sindaci e soprattutto ribaltava il fronte e scaricava proprio su di loro le colpe di disservizi e ritardi (leggi qui la notizia e leggi qui la relazione integrale con le risposte ufficiali date da Acea).

La Segreteria tecnica operativa ha analizzato le cifre indicate da Acea nelle sue controdeduzioni. E soprattutto è andata verificarle. E nella sua relazione consegnata oggi ai sindaci della Consulta (l’organismo ristretto che prepara i lavori per l’intera assemblea dei sindaci) ha detto che la situazione, oggi, non è più quella di febbraio. E che buona parte delle inadempienze è stata sanata.

Ma forse non tutte. C’è in piedi soprattutto la questione dei canoni di concessione che Acea deve pagare ai Comuni: alla Consulta risultano pagati 13 milioni di euro ed altri 4 milioni in pagamento, ma Acea – dai loro conti – avrebbe dovuto versare 33 milioni. E’ un’inadempienza abbastanza grave da legittimare l’iter di risoluzione del contratto? Oppure ci si espone al rischio di una maxi richiesta di risarcimento da parte di Acea? E’ il quesito che ora viene posto ai legali ed ai tecnici.

Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani è stato il più critico nei confronti dei consulenti tecnici: «Non è ammissibile che una vicenda che va avanti da oltre 10 anni possa essere liquidata con un parere legale di appena tre fogli e mezzo, peraltro acquisito e rilasciato in pochissime ore. Tutta questa vicenda non può essere cestinata con superficialità o, peggio ancora, alla Ponzio Pilato, con un veloce risciacquo delle mani, non fosse altro per quanto l’acqua continua a
costare».

Entro il 13 ottobre deve arrivare la risposta. Affinché quel giorno l’assemblea possa decidere: mandare a casa Acea o mandare avanti il contratto che oggi ci lega con Acea.

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