Tempo scaduto, la Regione commissaria Roma sui rifiuti

(Foto Benvegnu' Guaitoli / Imagoeconomica)

La Regione Lazio si appresta a nominare un Commissario a Roma. Dovrà individuare le aree per la nuova discarica e per gli impianti di lavorazione. Ma il Campidoglio non ci sta. E affila le armi per lo scontro al Tar. E durante la campagna elettorale

Il tempo è scaduto. La Regione Lazio commissarierà Roma Capitale per i suoi ritardi nella gestione del ciclo dei rifiuti. E contestualmente denuncerà tutto alla Procura della Repubblica. Perchè l’amministrazione della sindaca Virginia Raggi ha “omesso” di rispettare l’ordinanza firmata lo scorso 1 aprile da Nicola Zingaretti. Il Governatore imponeva di individuare entro 30 giorni le aree di Roma dove realizzare la discarica per i rifiuti e gli stabilimenti Tmb dove lavorarli. (Leggi qui Discarica: ripresa immediata dei lavori a Roccasecca. Solo sulla carta).

Nessuna area indicata

Virginia Raggi (Foto: leonrado Puccini / Imagoeconomica)

A Roma le strutture per gestire i rifiuti mancano. Non da oggi. La sindaca Virginia Raggi all’inizio del suo mandato cinque anni fa disse No a nuovi impianti perché la raccolta differenziata avrebbe decimato le immondizie. Risultato: la differenziata non è decollata, le aree per gli impianti nemmeno sono state individuate, Roma ha evitato il collasso solo agli impianti nelle province di Frosinone, Latina e Viterbo. Ad oggi non è ancora autosufficiente nella chiusura del proprio ciclo dei rifiuti indifferenziati.

L’assessora capitolina ai Rifiuti Katia Ziantoni, aveva inviato una risposta alla Regione. L’aveva protocollata lo scorso 13 aprile. Tirava in ballo il nuovo Piano Territoriale Paesistitco Regionale (il piano al quale devono uniformarsi poi tutti i Piani Regolatori del Lazio): sosteneva che se avesse confermato quello vigente, l’unico sito idoneo nell’Ato di Roma sarebbe stato “l’area di Magliano Romano in via di autorizzazione. Un territorio al di fuori dei confini della Capitale.

Altre comunicazioni dal Campidoglio non ci sono state.

Sui rifiuti si va allo scontro al Tar

Si va al commissariamento, dunque. E allo scontro. Perché, a differenza di quanto accadde con l’ordinanza del novembre 2019, stavolta in Comune non c’é l’intenzione di arrivare a un accordo. Quella volta invece si arrivò alla scelta di Monte Carnevale come futura discarica di Roma. Innescando una spaccatura all’interno del Movimento 5 Stelle, aumentando le distantanze tra i gruppi M5S in Regione Lazio e quello in Campidoglio. (Leggi qui I rifiuti di Roma nella nuova discarica di Lozza. E Raggi va due volte ko).

Il sito di Monte Carnevale (Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Ora l’intenzione è quella di andare fino in fondo: al Tribunale Amministrativo Regionale. Dove verrebbero impugnate sia l’ordinanza di Zingaretti (ci sono ancora 30 giorni di tempo per farlo) sia la nomina del commissario.

Insomma, atti e cartografie alla mano, l’amministrazione pentastellata pensa di avere assolto agli obblighi di sua competenza dettati dall’ordinanza. Anche inviando il piano industriale di Ama che prevede un Tmb da 540.000 tonnellate ma non una discarica. Ed è convinta che a Roma non esistano aree idonee (se non in zone già compromesse dal punto di vista ambientale) per ospitare le installazioni che le vengono richieste.

I rifiuti? Metteteli a Colleferro

Il Campidoglio ribatte che si potrebbe e dovrebbe tornare a utilizzare la discarica di Colleferro, chiusa a gennaio del 2020 (col placet della Regione) quando c’erano ancora spazi residui per 250mila tonnellate, sufficienti ad andare avanti per un altro anno. (Leggi qui Roccasecca e S. Vittore: ecco dove vanno i rifiuti di Roma ora che chiude Colleferro).

Vicino a quella discarica, invece, sorgerà una Fabbrica dei Materiali: un impianto capace di recuperare fino al 90% dei rifiuti indifferenziati, trasformandoli in nuove materie prime. Una struttura da 200mila tonnellate che costerà intorno ai 45 milioni.

Per la sua progettazione, la prossima settimana verrà bandita la gara europea da Lazio Ambiente con una base da 500mila euro. Le società di ingegneria avranno 15 giorni per rispondere.

Lunedì vertice in Regione

L’Aula della Regione Lazio (Foto Rocco Magnapera / Teleuniverso)

Lunedì in Regione si terrà una riunione per fare il punto sulla situazione. È possibile (ma non certo) che la nomina del Commissario arrivi il giorno stesso. Salvo sorprese il commissario avrà la mission di individuare l’area o le aree per gli impianti di cui Roma ha bisogno e gli atti per eventuali espropri. Di quegli atti amministrativi poi dovrebbe occuparsi l’amministrazione capitolina. Compito del Commissario sarebbe anche quello di avviare le gare per la progettazione, realizzazione e gestione degli impianti.

Non è escluso che l’indicazione ricada su attività già esistenti, soprattutto per la discarica. Tra le ipotesi che circolano in queste ore ed indicate dall’agenzia Dire c’è l‘impianto di smaltimento del fluff delle auto rottamate a Falcognana, ci sono le discariche di inerti presenti sull’Ardeatina. Tutte ipotesi già presenti nell’analisi di siting condotta nel dicembre 2019. le aveva individuate l’organismo tecnico formato dai direttori delle aree Rifiuti di Regione, Citta’ Metropolitana e Roma Capitale.

Tra l’altro l’ipotesi dell’utilizzo della discarica di Falcognana (che all’epoca aveva 900.000 metri cubi di volumetrie disponibili) venne caldeggiata dell’allora responsabile dei rifiuti capitolini, Laura D’Aprile. Che dallo scorso autunno è diventata capo della direzione Economia circolare del ministero dell’Ambiente ed a gennaio è stata nominata dal Tar commissario ad acta per trovare il sito idoneo a realizzare la discarica nell’Ato di Latina.

È molto difficile, dunque, che possa essere lei il commissario ai Rifiuti Roma. Due le cose certe. La prima è che una personalità della Regione Lazio, la seconda è che sta per partire una battaglia tra Comune e Regione che caratterizzerà la campagna elettorale per il prossimo sindaco di Roma.

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