Non c’è l’effetto Durigon: centrodestra diviso alle urne

Nulla da fare: a Terracina il centrodestra andrà alle urne diviso in due blocchi. ieri FdI non è andata al vertice con Lega e Fratelli d'Italia. Che gli chiedevano di rinunciare agli alleati civici con i quali hanno governato in questi anni. Sciscione punta il dito sulle spese. E chiede una commissione d'inchiesta. Il sarcasmo di Procaccini

Il miracolo non è riuscito neppure a Claudio Durigon. A meno di clamorosi colpi di scena il centrodestra si presenterà diviso in due alle prossime elezioni al comune di Terracina. Il moderatismo verbale dell’ex sottosegretario di Stato non è bastato per recuperare il rapporto, ormai logoro e deteriorato, con Fratelli d’Italia. Che – come da previsione – ha disertato il vertice organizzato dalla Lega e da Forza Italia presso il Ristorante Centosedici sull’assolato lungomare Circe. (leggi qui Scende in campo Durigon: alleanza o scatta il Piano B).

Il coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone

Nonostante una giornata da tarda primavera il clima non era solare all’interno del locale. L’assenza della delegazione dei Fratelli d’Italia dell’ex sindaco ed ora parlamentare europeo Nicola Procaccini era scontata. Ma il pragmatismo politico ha convinto il senatore e coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone a dire che “quella di Terracina è stata un’occasione persa perché bisognava partire un anno fa a dialogare con gli amici dei Fdi”.

Il parlamentare di Fondi ha finto di dimenticare però un aspetto: poco più di un anno la Lega terracinese guidata da Francesco Zicchieri ha provato a mettere all’angolo Nicola Procaccini, tentando di boicottare l’approvazione del Bilancio di previsione 2019.

Il centrodestra siamo noi

Il vertice saltato è stato una sorta di ultima spiaggia sulla quale tentare un approdo in extremis per il centrodestra unito. Una possibilità alla quale nessuno credeva. E forse nessuno ha nemmeno mai creduto. Perché troppo forte è stato in questi anni il dualismo tra due personalità dal carattere forte come Nicola Procaccini e Francesco Zicchieri.

Una volta scoccata l’ora della riunione, preso atto dei presenti e soprattutto degli assenti, il vertice si è trasformato in una conferenza stampa. Nella quale prendere atto della situazione, addebitare a Fratelli d’Italia la responsabilità della rottura. E dire all’unisono, “il centro destra c’est nous”.

Al tavolo della presidenza c’erano tutti. Un’istantanea con il telefonino li immortala. Da sinistra il factotum di Forza Italia a Terracina e Monte San Biagio, Augusto Andrea Basile. Poi, due dei tre “Claudio” della politica pontina: Fazzone e Durigon. Quindi, il deputato leghista terracinese eletto in Ciociaria Francesco Zicchieri, coordinatore della Lega nelle province del Lazio. E poi, il presidente del Consiglio Comunale di Terracina Gianfranco Sciscione, seduto accanto al coordinatore comunale Valentino Giuliani ed al capogruppo consiliare della Lega Fulvio Carocci. A chiudere il tavolo c’è il neo coordinatore provinciale del carroccio salviniano Silviano Di Pinto.

Francesco Zicchieri © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Toni diversi, stessa sostanza. Il comune denominatore degli interventi: “l’ambiguità politico-amministrativa della maggioranza consiliare. Fratelli d’Italia a livello provinciale professa il perseguimento dell’unità nel centrodestra e poi governa una città importante della provincia di Latina che propina e attua politiche di sinistra come la riapertura degli Sprar…Alcuni valori non sono merce da acquistare sulle bancarelle del mercato settimanale”.

Claudio & Claudio

L’ex sottosegretario e dominus della Lega nel Lazio Claudio Durigon, sedendosi alla sinistra del padrone regionale di Forza Italia Claudio Fazzone, ha voluto anche plasticamente significare il raggiungimento di una simbiosi, personale e politica, tra loro. Un’unità d’intenti che, dopo Terracina, si applicherà nel vicino comune di Fondi dove in primavera si sceglierà il successore del sindaco di Forza Italia Salvatore De Meo. Anche lui volato a Bruxelles come Nicola Procaccini ha fatto da Terracina.

A Francesco Zicchieri, l’ex sottosegretario Durigon aveva chiesto di fare un passo di lato nella conduzione delle trattative a distanza con l’ex amico Nicola Procaccini. Proprio per sgomberare il campo da ogni dubbio e da ogni alibi. Affinché non si potesse dire che il problema era innanzitutto personale e poi politico.

Francesco Zicchieri nel suo intervento ha rivelato di aver incontrato Procaccini ed una delegazione della maggioranza che sostiene ora il sindaco facente funzione Roberta Tintari. Ma le conclusioni sono state politicamente impietose: “Utilizzavamo sempre il ‘noi’, Nicola conosce solo un termine ‘io’ e solo ‘io’. È arrivato il momento che il nome del candidato a sindaco non lo scelga la solita famiglia di questa città…”.

Una commissione d’inchiesta

Gianfranco Sciscione

Apriti cielo, un assist alla Pirlo per il presidente del consiglio comunale Gianfranco Sciscione. Il suo intervento è stato un fiume in piena contro l’operato della maggioranza Fdi – Civiche che l’ha scelto a guidare l’assemblea. Sciscione ha utilizzato parole come dei macigni. Appassionandosi all’intervento al punto che era possibile vedere le vene del collo gonfie. Ha chiesto scusa a Claudio Fazzone «per non averti ascoltato nel 2016 quando mi avevi messo in guardia».

Da circa un anno lo storico imprenditore televisivo è in rotta di collisione con Procaccini ed il suo modello amministrativo. E lo dice con chiarezza. Indicando i motivi. Tanti. Soprattutto i conti, «i 30mila euro del gasolio all’Ice Park», ma anche «gli 80 mila euro della caldaia pagati due anni prima».

La conclusione del suo intervento ha anticipato il tipo di campagna elettorale che sarà vissuta all’ombra di Monte Giove: “Se vinceremo le elezioni, come sono sicuro, istituiremo una commissione d’inchiesta su come sono stati gestiti e affidati appalti e consulenze”.

Indagate, ma bene

La replica a distanza di Nicola Procaccini non si è stata attendere. Condita da un pizzico di sarcasmo per stemperare la tensione che ormai aleggia sulla città prossima al voto.

Nicola Procaccini

Qualcuno vuole la commissione d’accesso per capire come è stata acquistata una caldaia guasta presso una scuola di Terracina? Lo faccia ma le chieda di indagare anche sui disastri finanziari compiuti dalla Giunta Nardi i cui autorevoli rappresentanti erano presenti all’incontro-conferenza stampa della Lega e di Forza Italia. Mi raccomando”.

Nicola Procaccini non è andato all’incontro perché non intende cambiare la formula utilizzato in questi anni per governare la città: centrodestra allargato alle Civiche. Ed è proprio questo il problema sul quale punta il dito la Lega: che le giudica come un cavallo di troia nel quale si sono infilati ex esponenti Dem.

Ma chi è il candidato?

Chiaro che a meno di clamorosi ed imprevedibili colpi di scena, l’alleanza tra il tandem Lega – Forza Italia e i Fratelli d’Italia non sarà perseguibile a Terracina. E questa difficoltà complica non poco i piani della Lega che deve indicare il candidato.

Nel suo accalorato intervento Gianfranco Sciscione ha mandato un segnale chiaro: se volete io sono della partita con una lista civica già pronta. Ma il Carroccio sta valutando la possibilità di lanciare la linea del rinnovamento: “pescando” nella società civile il nome di un commercialista, che ha antiche affinità anche all’interno di Forza Italia.

Se scegliere la prima o la seconda soluzione è una scelta che ora compete a Durigon e Zicchieri.

Chi non dispera in un accordo al fotofinish con “gli amici dei Fratelli d’Italia” è stato il consigliere comunale azzurro Andrea Basile: “Proviamoci, lasciamo aperto uno spiraglio sino a quando sarà possibile…”. Ma i margini sono davvero ridotti al lumicino.

Se ci fosse ancora il dubbio, lo elimina la consigliera comunale Anna Maria Speranza, presente in sala. Nel 2016 era stata eletta nella lista civica “SiAmo Terracina” capeggiata dall’attuale sindaco facente funzione Tintari. Cosa ha deciso di fare ora? Semplice, “vado nella Lega, non avevo altre strade”.

Rita per il Pd

Rita Visini con Nicola Zingaretti. Foto © Paolo Cerroni / Imagoeconomica

La giornata politica, infine, è stata vivacizzata da una notizia rimbalzata da Roma, da ambienti vicini alla Regione Lazio. Il Pd pensa di presentarsi alle elezioni amministrative e starebbe corteggiando l’ex assessore al welfare della prima Giunta di Nicola Zingaretti e responsabile nella segreteria nazionale del Pd per il terzo settore. Rita Visini è di Terracina, città in cui ha iniziato il suo “cursus honorum” diventando, 15 anni fa, consigliere nazionale dell’Azione Cattolica, l’importante associazione laicale considerata un fertile bagaglio elettorale per la stessa Chiesa italiana.

La “madre” del nuovo welfare regionale ha chiesto tempo per decidere se intraprendere o meno questa sfida, finalizzata a scuotere il centrosinistra terracinese finito nella casella del “non pervenuto” dal sindacato di Vincenzo Recchia. Un’altra era glaciale fa…

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