FdI frena Forza Italia (ma non la Lega): “Non funzionerà”

Sempre più distanti le posizioni di FdI e Forza Italia a Terracina. Durigon continua a mediare. E trova uno spiraglio su Fondi. Ma Fazzone fa un passo in avanti e due indietro. Si andrà divisi. A Terracina il primo turno sarà una specie di Primaria

«Che senso ha trovare un’unità apparente quando, dopo una probabile vittoria, saremo chiamati a governare la città? È meglio essere chiari e soprattutto onesti con l’elettorato. I giri di parole lasciamoli alla vecchia politica». Roberta Tintari lascia aperta la porta alla Lega e continua a tenerla chiusa a Forza Italia, in vista delle alleanze per le prossime elezioni comunali di Terracina.

Lo ha ribadito nelle ore scorse durante il nuovo incontro con la sua maggioranza: Fratelli d’Italia e Civici, quelli che hanno governato in questi anni con lei e prima ancora con il sindaco Nicola Procaccini fino a quando è andato a Bruxelles come europarlamentare.

Incassato il voto favorevole del consiglio comunale sulla proposta di Bilancio di previsione 2020, lo schieramento Tintari ha messo un punto. Dove? Alla vivace dialettica comunicativa di questi giorni.

La Lega apre, ma c’è l’abisso con FI

CLAUDIO FAZZONE

Bene l’apertura palesata nei giorni scorsi dalla Lega per far parte di questo schieramento. Soprattutto dopo la sua strategica astensione in Aula al momento di votare il documento contabile per l’esercizio finanziario. (leggi qui Bilancio tattico a Terracina: prove di dialogo Fdi – Lega).

Tuttavia le distanze da Forza Italia ed il suo coordinatore regionale Claudio Fazzone sono talmente profonde che – per Roberta Tintari – non ci sono presupposti per trovare una convergenza. Convergenza che, anche se venisse raggiunta, potrebbe essere messa in discussione o avere i mesi contati all’indomani di una probabile vittoria elettorale. La “realpolitik” di Roberta Tintari ha prevalso all’interno dello schieramento che la sostiene.

Nello stesso momento il suo predecessore Nicola Procaccini, come un rompighiaccio tentava di aprire una strada verso la la Lega. Ha avuto una serie di incontri, più o meno informali, con il parlamentare terracinese e coordinatore regionale del “Carroccio” Francesco Zicchieri. E  soprattutto con  il “cardinale Richeleu” di Matteo Salvini: l’ex sottosegretario Claudio Durigon.

Quegli incontri hanno detto varie cose. Innanzitutto hanno messo in luce quanto la Lega sia vincolata da un patto di ferro con Claudio Fazzone e con Forza Italia. Infatti il Carroccio ha detto a Procaccini di avere apprezzato l’apertura nei loro confronti fatta sia da FdI che nel complesso dalla maggioranza consiliare che sostiene Tintari. Tuttavia il “veto”, ormai noto, contro la possibile adesione di Forza Italia ha prevalso.

Durigon apre, ma ci sono riserve

Claudio Durigon. Foto © Sara Minelli / Imagoeconomica

In che modo ha prevalso? Come noto, l’apertura di FdI a Lega e Forza Italia su Terracina chiede in cambio una analoga apertura su Fondi, dove è Forza Italia a non volere tra i piedi (e in lista) FdI.

Un lavorio diplomatico era stato avviato da Claudio Durigon. Ha tentato di verificare se su Fondi fosse possibile raggiungere un punto di sintesi con Claudio Fazzone per rivedere il veto su FdI.

Il coordinatore regionale di Forza Italia ha fatto un passo avanti. E due indietro. Il passo avanti: in sostanza ha detto ‘va bene, parliamone‘. I due indietro: ‘sono inaccettabili però le critiche riservate al nostro candidato Beniamino Maschietto‘. Critiche fatte da alcuni candidati delle liste civiche che appoggiano Giulio Mastrobattista, cioè l’uomo schierato da Fratelli d’Italia a Fondi e con i quali si dovrebbe andare ad una sintesi se si vuole raggiungere l’unità.

In pratica ha tutta la forma di un alibi ad hoc per interrompere sul nascere una convergenza che non è gradita a Forza Italia.

Tintari: io penso ad amministrare

ROBERTA TINTARI

Ma proprio queste problematiche fondane hanno convinto lo stato maggiore della coalizione che a Terracina appoggia Roberta Tintari a tracciare una linea definitiva. E cioè andiamo avanti per conto nostro. Facciamolo con  un solo obiettivo, la continuità amministrativa dopo dieci anni di buon governo.

Che la Tintari ormai si muova autonomamente sulle sue gambe l’ha confermato il conio di una sorta di slogan elettorale. Da cui non si puo’ derogare. “Infrastrutture, economia, turismo, ambiente e sostegno sociale sono al centro della nostra attenzione. Per garantire a Terracina un futuro sereno e prospero”

Un fatto è certo, dunque. Il centrodestra all’ombra di Monte Giove si presenterà diviso. E il primo turno del voto, per quanto possa apparire paradossale, costituirà una sorta di primaria. Un test per scegliere l’avversario che sfiderà la Tintari al ballottaggio

La Lega a Terracina sta sondando il terreno perché il suo candidato sindaco possa essere a questo punto ed in extremis il capogruppo consiliare Valentino Giuliani. In consiglio comunale l’altro giorno è stato l’unico dei presenti ad abbandonare l’aula. Questo quando gli altri colleghi di gruppo si astenevano sulla delibera d’approvazione del Bilancio di previsione.

Caringi per FI, Sciscione civico

Gianfranco Sciscione

A Forza Italia invece non resta che puntare sull’ex assessore FdI ai Lavori Pubblici Luca Caringi

Il quadro verrebbe completato dal’imprenditore televisivo Gianfranco Sciscione con le sue liste civiche. Poi dall’ex consigliere di maggioranza Andrea Bennato pronto ad indossare il suo “gilet arancione”.

Una frantumazione inverosimile. Che merita una dovuta analisi in prospettiva del voto amministrativo al comune di Latina del prossimo anno. Ed anche della credibilità del centrodestro pontino. Che pare interessato più a difendere personali rendite di posizione che ad offrire al territorio un’adeguata e  necessaria offerta politica.

Nell’era drammatica, sul piano sociale ed economica, del Coronavirus.

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