Tra Forza Italia – FdI tre comunicati: parole di unità, toni di guerra

Il rimpallo di ben tre comunicati stampa con botta e risposta tra Forza Italia e Fratelli d'Italia sulle elezioni comunali di Terracina e Fondi. Le parole sono di apertura. ma i tono sono di gelo e guerra.

Tre dichiarazioni alla stampa nel giro di pochi minuti. Tutte per dire di essere pronti a fare il centrodestra unito sia a Terracina che a Fondi. Il modo in cui il senatore Claudio Fazzone (coordinatore regionale di Forza Italia) e l’onorevole Nicola Procaccini (leader di Fratelli d’Italia nel Pontino) lo dichiarano però esprime il concetto all’esatto contrario.

La premessa

La situazione è chiara. A Terracina in questi anni c’è stata l’egemonia di Fratelli d’Italia con il sindaco Procaccini. Che si è dimesso per ricoprire il ruolo di Parlamentare Europeo. Negli anni ha sventato gli attacchi sia della Lega che di Forza Italia: non sono impazziti, sono all’opposizione. Ha governato con l’appoggio delle forze Civiche. Le stesse con le quali ora presenta la sua erede Roberta Tintari.

A Fondi c’è la situazione opposta: è Forza Italia ad essere egemone. Anche Salvatore De Meo, l’uomo scelto da Claudio Fazzone per governare la città ed eletto due volte sindaco con percentuali bulgare, ora si è dimesso per andare a Bruxelles come deputato. Lì sono Forza Italia e Lega a storcere il naso all’ipotesi di allearsi con FdI.

I tre Comunicati

CLAUDIO FAZZONE

C’è tanto risentimento e ancora più gelo nelle parole rilasciate ai giornalisti durante la giornata festiva per la ricorrenza della Madonna del Carmelo.

La giornata era stata inaugurata dal consigliere di Forza Italia Augusto Basile. Per conto del suo coordinatore regionale Claudio Fazzone aveva esternato un’insinuazione chiara a molti: “Quasi quasi ci sembra di capire che Fratelli d’Italia non voglia l’unita del centrodestra creando quasi una confusione – è stato questo il ragionamento dell’unico esponente azzurro che siede nel consiglio comunale di Terracina – con la situazione politico elettorale al comune di Fondi”. (leggi qui Fazzone riconsegna il cerino acceso a Procaccini. Con la mano di Basile).

Le dichiarazioni di Basile hanno fatto saltare sulla sedia Nicola Procaccini. Che, tra un evento religioso ed un altro allestito per festeggiare la Vergine del Carmelo, ha avuto il tempo di dettare al suo portavoce alcune dichiarazioni. In cui il bersaglio non poteva non essere il senatore fondano Claudio Fazzone.  

‘Fazzone resurrexit’

Nicola Procaccini

Lo punzecchia dicendo che Fazzone è stato protagonista di una “riemersione comunicativa. Aspettavamo tutti sue notizie ufficiali e finalmente sono giunte”.

Il deputato europeo di Fdi aveva capito che le esternazioni del fidato Basile fossero state ispirate dal parlamentare fondano. Che ”continua a non proferire parola in ordine alle elezioni amministrative della sua città, ma è particolarmente attento a quelle terracinesi. Mi domando perché”.                                                                                                  

Nicola Procaccini non è stato tenero quando ha ricordato che Claudio Fazzone ha messo in difficoltà la sua sindacatura dal lontano 2011, già in occasione del primo mandato, ottenuto grazie alla vittoria contro l’appena dimissionato consigliere regionale del Pdl Gianfranco Sciscione.

Ricordo bene  i frequenti tentativi orditi (e talvolta anche riusciti) da Claudio Fazzone per far cadere il governo terracinese. Ma è acqua passata. Penso invece che in entrambe le città al voto si debba ricercare la più ampia e serena condivisione. Stando ben attenti alla qualità delle persone e mantenendo come unica preclusione quella strettamente politica verso i partiti del Pd e del M5S”.

Le parole sono di apertura, i toni sono da provocazione. Ricordano l’escalation verbale delle dichiarazioni tra Saddam e Bush: a parole invitavano alla Pace, nei toni si provocavano in maniera sempre più decisa. Sperando che fosse l’altro a dire che allora si sarebbe andati allo scontro.

Ode alla corsa solitaria

ROBERTA TINTARI E CLAUDIO CARINGI

Procaccini poi ha censurato la santa alleanza in piedi da due anni, presso l’amministrazione Provinciale di Latina, tra i due “Claudio” della politica provinciale: Fazzone e Claudio Moscardelli, leader provinciale del Partito Democratico. “Proprio grazie ai senatori Fazzone  e Moscardelli, abbiamo visto quanto sia innaturale e improduttiva questa intesa”.

Da questo momento le conclusioni di Procaccini sono state un inno ad una corsa solitaria a Fondi e a Terracina per il Partito di Giorgia Meloni.

L’ex sindaco terracinese si è rivolto direttamente alla sua candidata in pectore da mesi, Roberta Tintari: “Le dico di guardare alla qualità delle persone, alla loro compatibilità ideale. E perché no, anche alla loro onestà. Se questo dovesse essere un ostacolo, come nel caso del coordinatore locale e capogruppo consiliare di Forza Italia Augusto Basile, non abbia paura Roberta di fare scelte drastiche perché la gente della nostra città si aspetta questa fermezza da lei”.

È il via libera per confermare il patto con i Civici insieme ai quali FdI ha governato Terracina, anche se alcuni di loro provengono dal Pd. Il che significa no a Lega e Forza Italia.

Anche a Fondi

L’endorsement di Procaccini ha riguardato anche il candidato a sindaco di Fdi che a Fondi vuole costringere l’uomo di Claudio Fazzone, il medico di famiglia Beniamino Maschietto, a ricorrere al ballottaggio.

All’avvocato e amico Giulio Mastrobattista mi permetto solo di augurare tanta forza d’animo. Caro Giulio, se il senatore Fazzone è così terrorizzato dall’idea di condividere l’amministrazione di Fondi con te e con le tante persone oneste e competenti che vi abitano, vuol dire che vale davvero la pena spendersi in questa buona battaglia. Coraggio!

Il terzo colpo

Il coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone

Trascorrevano soltanto alcune ore e si rimetteva in moto la macchina comunicativa (da guerra) di Claudio Fazzone. Che accusava il parlamentare Ue di “avere le idee confuse o di omettere quello che, in una fase delicata come questa in cui personalismi e diktat non dovrebbero prevalere a differenza del bene dei cittadini, non porta acqua al suo mulino“.                                                             

Fazzone innanzitutto ha reso pan per focaccia a Procaccini ricordagli che “c’era anche lui” quando fu fatto l’accordo in Provincia di Latina tra il Pd e Forza Italia e “in altri enti di secondo livello”. Fazzone ha rispolverato le prove nei confronti di Procaccini: L’accordo Pd-Forza Italia alla Provincia prevedeva un ristoro anche per FdI. Infatti “è di Fratelli d’Italia (Enrico Tiero, il vice coordinatore regionale) l’attuale capo di gabinetto del presidente Medici”.

Poi il sassolino su Terracina. “Forza Italia ti ha sostenuto alle amministrative del 2016 salvo trovarsi poi fuori dalla maggioranza perché tu hai preferito stringere, in qualità di sindaco nella prima consiliatura, un patto con l’ex avversario Sciscione”.

Rispedisce al mittente le insinuazioni sull’onesta del suo commissario cittadino. “Stupisce poi parli di onestà e di coerenza citando il commissario azzurro a Terracina, Augusto Basile quando proprio grazie a lui e alla sua azione politica la secondo consiliatura non è caduta”. Tradotto nel glossario fazzoniano: se c’è stato qualcuno che ha evitato la caduta anticipata dell’amministrazione al momento di votare il Bilancio è stato Basile.

Titoli di coda

BENIAMINO MASCHIETTO

Che la trattativa, ormai sterile, sia giunta davvero ai titoli di coda lo certifica in conclusione Fazzone. Lo fa censurando il tipo di coalizione che si sta allestendo a Terracina per sostenere la sfida elettorale di Roberta Tintari.

Dice “Le compagini di governo non devono diventare un minestrone solo perché si ha paura di non avere i numeri per amministrare. Procaccini vuole giocare questa partita in solitaria? Nessun problema ma lo dica senza cercare alibi inconsistenti alle sue scelte o cercando di buttarla “in caciara”.

Aggiungendo: “C’è tempo e luogo per trovare la quadra nel centrodestra. Io sono pronto sia a Fondi, sia a Terracina, a farlo. Ovvio che ciascuno è libero di fare le proprie scelte ma bisogna essere chiari e seri”.

L’apertura finale c’è. Le parole sono un si al dialogo. I toni dicono il contrario. Mistero della fede. No. Della politica..

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