Tesoro, mi si è ristretto il dissesto

I tre commissari incaricati di liquidare i creditori del Comune di Cassino rilevano che la massa di debiti non appare quella che ha portato al dissesto. In pochi stanno reclamando i pagamenti. Prorogati di un mese i termini.

«L’ importo della massa passiva appare inferiore sia rispetto alla delibera consiliare del 25 giungo 2018 del comune di Cassino, con la quale si dichiarava il dissesto, e sia a quanto riferito dagli uffici comunali». Verso su bianco, su un foglio di carta intestata, firmato dai tre commissari liquidatori del dissesto nel quale è sprofondato Cassino.

No. Non hanno ripassato i conti, rifatto addizioni e scorporato interessi: più semplicemente hanno aspettato che presentasse la domanda chi doveva avere i soldi. Chi tarda non può pretendere più niente. I termini scadono la prossima settimana, poi non si viene più ammessi al pagamento.

E in quanti hanno bussato alla porta del Comune per reclamare il denaro, per lavori, forniture e consulenze od espropri non pagati dal comune di Cassino in questi anni?

Molti meno di quanto invece era stato detto in aula per convincere tutti a votare il Dissesto il 25 giugno 2018.

La delibera approvata dal consiglio comunale quella sera prevedeva debiti certi per 15.782.000 euro. Per coprirli c’erano solo 8.842.228 euro. Facendo una semplice sottrazione, rimanevano senza copertura debiti per 6.940.000 euro. Le passività potenziali al netto di quelle accertate e definite erano 33.300.000 euro (gran parte riferite al debito con Acea).

Il dissesto venne approvato solo con i 13 voti della maggioranza. Unico assente il consigliere Franco Evangelista di Forza Italia che a quel tempo non era in sintonia con il sindaco.

E ora? Forse non tutti sapevano che bisognava presentare la domanda per essere inseriti nell’elenco dei creditori? Eppure il 7 gennaio i commissari liquidatori Alessandra Nigro, Vittorio De Luca, Marcello Zottola avevano fatto affiggere unaffisso un avviso in cui si davano due mesi per reclamare i pagamenti. Nel dubbio i commissari che compongono l’Organismo Straordinario di Liquidazione hanno prorogato di un mese quell’avviso, ossia fino all’8 aprile prossimo. Poi si darà il via alla verifica della documentazione presentata dai creditori e ai pagamenti in base alla normativa prevista per i comuni dissestati: cioè con un robusto taglio.

E se non dovesse esserci la fila?

A giugno l’opposizione di centrosinistra lo disse in Aula con molta chiarezza: i conti portati dal sindaco non erano quelli giusti. In base ai calcoli fatti dall’ex assessore alle Finanze Enzo Salera i debiti erano molti meno. Alla fine della fiera il buco era di 7 milioni (nel conteggio Salera).

Ma allora il dissesto non era indispensabile?


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