La battaglia di Thaira per fare in modo che tutti i bambini siano uguali

La battaglia per riuscire a realizzare anche a Frosinone le strutture dedicate ai bambini down. Come a Latina, dove è stato uno di loro a salvare dall'annegamento un bagnante in difficoltà. La battaglia contro una mentalità ancora antica. I progetti di Thaira Mangiapelo

Il 21 agosto Stefano festeggerà il suo sesto compleanno: quando è diventata mamma a 27 anni, “presto” almeno stando ai canoni della nostra società, pensava solo alle cose belle della maternità, ai sorrisi, alle prime parole, agli abbracci, alle poppate. Presto però ha dovuto fare i conti con altro: quel 21 era per lei un numero magico, la data di nascita di suo figlio. Non era pronta a vederlo associato ad un nome “Trisomia 21”, la sindrome di down.

Il trauma, il disorientamento iniziale, il dolore, hanno lasciato presto spazio alla consapevolezza, ancora più forte, che il 21 era davvero un numero speciale.

Tutto è cominciato da lì, da quando ha dovuto affrontare i problemi di una società che ancora non è abbastanza matura per accogliere a pieno i ragazzi speciali, come suo figlio Stefano.

Thaira non accetta la definizione “categoria svantaggiata” quando si parla del suo bambino o di altri che affrontano problemi simili: «Sono le nostre città, i nostri servizi, le nostre istituzioni che – sostiene – non facendo abbastanza, li mettono in condizione di svantaggio».

 

È proprio questo che lei combatte. È proprio da questa necessità, urgente, che è nato il desiderio di fare qualcosa, per Stefano e per gli altri. Ha ritenuto la politica lo strumento migliore per farlo, una politica “attiva”, ha tenuto a sottolineare.

Thaira Mangiapelo si è candidata al consiglio comunale di Frosinone nella lista di Forza Italia alle ultime elezioni comunali, oltre 250 preferenza, prima dei non eletti. Un risultato che non ha minimamente intaccato la sua voglia di fare, anzi.

Ha continuato ad organizzare iniziative di solidarietà, ha fondato una associazione “Polisportiva Insieme 91 Asd”: è ancora nella fase embrionale, ma i progetti sono ambiziosi. Il primo: trovare il modo per riuscire ad organizzare corsi di nuoto e di atletica a misura di ragazzi speciali. Non è affatto un sogno irrealizzabile, a Latina è una realtà consolidata.

E proprio all’esperienza pontina lei guarda per imparare, e per replicare. Roberto Cavana, allenatore della Hyperion Onlus, è il suo punto di riferimento in questo: lui che ogni anno con i suoi nuotatori, in gran parte ragazzi down, partecipa a diversi campionati regionali con grandi successi. Con lui si allena anche Valerio Catoia, il ragazzo che la scorsa estate è diventato famoso perché mentre era in spiaggia, ha salvato un bagnante che rischiava di annegare.

 

Thaira vuole una realtà del genere anche a Frosinone. È solo uno dei progetti che ha in mente e che sta cercando di portare avanti ora che è diventata Responsabile Provinciale alle politiche sociali e disabilità della Lega.

Ha lasciato Forza Italia: non riusciva a vivere quella esperienza politica con l’attivismo che la contraddistingue, si sentiva un po’ stretta – spiega – nella Lega ha trovato gli spazi giusti per muoversi e per realizzare i suoi obiettivi.

Mentre prepara una grande manifestazione per ottobre, cui inviterà anche il ministro Fontana, continua a fare i conti con la quotidianità. In estate, con le scuole chiuse, trovare delle attività che tengano occupato Stefano, facendolo divertire insieme ai suoi amici, è complicato: ha fatto un giro per capire se ci fossero campi estivi che riuscissero a rispondere alle esigenze del suo bambino. Non li ha trovati.

 

Un’altra grande necessità per il territorio: l’inverno sarà dedicato a questo, a portare avanti il progetto della sua polisportiva, con lo sguardo teso alla prossima estate, quando, promette, un campo estivo a misura di ragazzi speciali ci sarà e come.

 

A settembre Stefano tornerà all’asilo, per l’ultimo anno: alla Maiuri ha trovato l’ambiente accogliente di cui aveva bisogno. Gli insegnanti, i suoi compagni, le loro famiglie: lo hanno aiutato ad inserirsi nell’ambiente scolastico.

Il sogno è che adesso ci sia anche un posto altrettanto accogliente, al di là della scuola. Magari quella piscina in cui allenarsi insieme ai suoi amichetti del cuore, Giulio, Matteo e Mia. Proprio come a Latina: stessa piscina, corsi diversi, in cui ci siano anche istruttori, collaboratori e strutture pronti a far diventare anche Stefano un piccolo campione di nuoto.

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