Io ti tenevo per mano… ma tu non capivi che ti aiutavo (di P. Alviti)

Troppe volte non ce lo ricordiamo. Dimentichiamo il bene che abbiamo ricevuto. Spesso ci sembra così banale che neanche lo comprendiamo. Ma è proprio questa la chiave per capire che...

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

A Èfraim io insegnavo a camminare, tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro.

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Troppe volte non ce lo ricordiamo.

Non ci ricordiamo che qualcuno ci ha accolto al momento in cui siamo usciti dalla pancia di nostra madre. Non ci ricordiamo che nostra madre avrebbe anche potuto non farci nascere. Che i nostri genitori avrebbero potuto non aver cura di noi: non curarci, non vestirci, non insegnarci le buone maniere, non provvedere a darci da mangiare le cose migliori, a portarci dal dentista, a mandarci in palestra…

Non ci ricordiamo che avrebbero potuto non mandarci a scuola o dar retta ai nostri capricci bambineschi. Che avrebbero potuto non farci fare viaggi, esperienze, amicizia.

Che avrebbero potuto non vegliarci quando stavamo male, magari rinchiuderci in qualche collegio per non disturbare troppo la loro vita…

Non ci ricordiamo che avrebbero potuto non investire sulla scuola che abbiamo frequentato, che avrebbero potuto non stare attenti agli amici che frequentavamo, che avrebbero potuto non rimproverarci quando andavamo male a scuola e dirci tranquillamente: e vabbe’, che vuoi fare? Non ti va di studiare? Lascia stare…

Non ci ricordiamo di quante pene hanno provato di fronte alle nostre disobbedienze, alle nostre scelte contrarie alle loro, ai nostri tradimenti dei loro ideali. Non ci ricordiamo che hanno avuto cura di noi e che senza di loro noi non saremmo quello che siamo.

La Parola usa proprio questo esempio per far comprendere cosa vuol dire che Dio è padre…

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