Tolleranza zero o tana libera tutti: Forza Italia e Pd al bivio

Tornare all'organizzazione tipica dei Partiti: con una politica che sia capace di dettare linee chiare. Anche sui territori. Sia il Pd che Forza Italia stanno ragionando in una prospettiva di ricomposizione delle rispettive situazioni interne. Incollando i cocci del 4 marzo

Le elezioni comunali di Anagni e Fiuggi diranno molto non soltanto sugli equilibri tra i diversi schieramenti, ma soprattutto su come i Partiti usciti sconfitti dalle politiche, Pd e Forza Italia, si riorganizzeranno sul territorio.

Il centrodestra ha capito che la situazione va presa in mano e lo ho fatto con una decisione dei leader. L’incontro tra il senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia), il deputato Francesco Zicchieri (Lega) e il plenipotenziario di Forza Italia Adriano Piacentini per definire la situazione di Anagni potrebbe essere esportato.

Sempre ad Anagni, dove evidentemente non ci si è resi conto degli effetti politici delle dimissioni di massa contro Fausto Bassetta, il Partito Democratico sta provando a riorganizzarsi. Ma non è semplice. Fra l’altro non si riesce a capire quale coalizione di centrosinistra potrebbe oggi essere “assemblata” in provincia di Frosinone.

Sia il Pd che Forza Italia però stanno ragionando in una prospettiva di ricomposizione delle rispettive situazioni interne. Questo non succede più da anni, solo che prima che non c’era stato il… 4 marzo.

Perfino al Comune di Frosinone un sindaco forte e autorevole come Nicola Ottaviani, per tenere l’unità della coalizione, ha dovuto puntare sulle liste civiche più che sui Partiti. Oggi però quella soluzione non è valida per altre realtà.

Sia in Forza Italia che nel Pd i “ribelli” si moltiplicano. Non è una questione di torti o di ragioni, semplicemente chi non è d’accordo con le decisioni assunte dai vertici, si mette di traverso. Esercitando il potere di interdizione, di veto, perfino alleandosi con gli avversari.

I vertici di Forza Italia e Pd devono pensare da un lato a rilanciare l’azione dei rispettivi partiti, nel tentativo di recuperare gli elettori che sono andati via. Per questo servono programmi e diplomazia, capacità di ascolto e logica di aggregazione. Ma per quelli che non riconoscono la linea dei partiti, non c’è alternativa: servono decisioni drastiche, perfino le espulsioni.

Che senso ha tenere dentro chi vota e lavora per il re di Prussia?

La stagione della tolleranza zero sta per scattare. Altrimenti subentrerà la stagione del tana libera tutti.

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