Top e Flop, i protagonisti del giorno: 27 luglio 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di martedì 27 luglio 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di martedì 27 luglio 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

MARTA CARTABIA

Marta Cartabia (Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Il fatto che una giurista del suo livello, ex presidente della Corte Costituzionale, debba cercare di dare importanza a gruppi parlamentari in perenne ricerca di visibilità e ruolo, vuol dire che si è perfettamente calata anche nel ruolo politico di ministro Guardasigilli.

La riforma della Giustizia è necessaria e urgente, per una serie di motivi. Uno più importante dell’altro. Intanto perché è l’architrave “maestra” per quei cambiamenti che l’Unione Europea chiede per le risorse del Recovery Fund.

Poi perché da decenni la guerra tra politica e magistratura paralizza l’intero sistema Italia. Infine, senza ipocrisia, dopo il caso Palamara, è proprio la magistratura ad avere bisogno di una riforma che modernizzi l’impianto.

Eppure tutti cercano di intralciare il cammino: il Movimento Cinque Stelle in primis, ma anche la Lega e Forza Italia. Perfino il Pd sta ingoiando un grande rospo. Però la vera domanda è un’altra: sul piano tecnico chi ha la preparazione di Marta Cartabia per apportare… suggerimenti? Lei  sta dimostrando vagonate di pazienza per stare a sentire tutti. Ma proprio tutti.

Santa Marta.

RICCARDO BIANCHI

Riccardo Bianchi (Foto: AG IchnusaPapers)

Il presidente di AeA ha fatto il bilancio dei primi cinque anni alla guida della società con un vero e proprio crescendo rossiniano. La società che gestisce i sistemi di depurazione dei Consorzi Asi e Cosilam in pochi anni ha centrato risultato enormi.

Ha dimostrato, dati scientifici alla mano, che le “puzze” nauseabonde non derivano dai suoi sistemi. Lo ha fatto coprendo le vasche, monitorando le acque in immissione, controllando ogni tipo di percorso degli impianti di Ceccano e del cassinate con strutture tecnologiche all’avanguardia. In grado anche, adesso, di rilevare in tempo reale guasti e sversamenti anomali nelle condutture. (Leggi qui Caccia ai pirati dell’ambiente: AeA e la rivoluzione green).

AeA ha dichiarato guerra ai pirati dell’ambiente e ai furbetti del quartierino. Però Riccardo Bianchi è andato oltre, annunciando ulteriori investimenti di 50 milioni di euro in tre anni, l’unificazione degli impianti Asi e Cosilam di Villa Santa Lucia e il riavvio dell’impianto di depurazione di Anagni. Infine, la “bomba”: presto AeA avrà un importante partener privato di livello europeo. Vuol dire che l’azienda è molto appetibile, che ha risanato i conti e tappato le falle. Andando anche ad investire e migliorare ogni tipo di standard ambientale. Impossibile fare meglio.

Cavalcata delle valchirie.

FLOP

SALVINI-CONTE

MATTEO SALVINI, GIUSEPPE CONTE Foto: © Imagoeconomica, Benvegnu’ e Guaitoli

Il rosicamento è evidente e tracimante. Il Capitano della Lega Matteo Salvini ogni giorno si smarca e si differenzia sulla campagna vaccinale. Ora è stata la volta della scuola, nel senso che per il leader del Carroccio i docenti dovrebbero scegliere volontariamente di aderire alla vaccinazione.

C’è poco da girarci intorno: la Lega e Salvini lisciano il pelo al popolo dei no vax, composto anche da molti che si nascondono dietro la frase “ognuno deve essere libero”.

La libertà c’entra fino ad un certo punto, perché il Covid è uno tsunami che ha spezzato centinaia di migliaia di vite umane, fatto ammalare milioni di persone, travolto il sistema sanitario ed economico italiano. L’unica arma è il vaccino. Opporsi alla campagna di profilassi essendo Partito di Governo sta influendo negativamente sia sui sondaggi che sul percorso di accreditamento della Lega nelle cancellerie  europee.

Giuseppe Conte, invece, ha scelto, la riforma della giustizia per cercare una rivincita impossibile. Non improbabile. I Cinque Stelle sono al governo ininterrottamente dal 2018. Hanno votato e sostenuto tutto e il contrario di tutto. Ora si impuntano su una riforma necessaria, dopo che  quella avanzata dall’allora ministro Bonafede di fatto ha innescato la crisi del Conte due. Criticano e bofonchiano su tutto.

Sindome da vecchietti del Muppet Show.

MICHETTI-SGARBI

Enrico Michetti (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Incalzato da Roberto Gualtieri e Carlo Calenda, il candidato sindaco di Roma del centrodestra si è rifugiato in corner sul tema del momento, cioè la vaccinazione. Dicendo che non sarà lui a dire che una persona deve vaccinarsi.

Cerchiamo di capirci: chi si candida a sindaco della Capitale non può svicolare su un tema come quello della gestione della pandemia. Perché di questo si sta parlando. Michetti lo ha fatto spiegando che su una materia del genere la competenza è del Governo e della Regione. Ma non è stata una mossa astuta. Perché vuol dire che se Roma ha retto bene all’urto della pandemia, il merito è stato essenzialmente della giunta regionale presieduta da Nicola Zingaretti. Con l’assessore Alessio D’Amato a comandare in trincea. Un autogol clamoroso.

Quanto a Vittorio Sgarbi, perché cavillare e polemizzare su ogni virgola pur di non dire direttamente che è contrario alla campagna di vaccinazione di massa? Perché di questo si tratta.

Ori olimpici di arrampicata sugli specchi.

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