Top e Flop, i protagonisti del giorno: giovedì 11 novembre 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di mercoledì 10 novembre 2021. Per capire cosa è accaduto nelle ora scorse e cosa ci attende in questa giornata di giovedì

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di mercoledì 10 novembre 2021. Per capire cosa è accaduto nelle ora scorse e cosa ci attende in questa giornata di giovedì

MAURIZIO STIRPE

Maurizio Stirpe

Prima di tutti, meglio di tutti. Dieci anni fa. Unindustria festeggia in questi giorni l’anniversario di un’intuizione che ha fatto la storia dell’associazionismo del Lazio. (Leggi qui Da soli si va veloci, insieme si va lontano: ma servono le strade).

Dieci anni fa infatti Maurizio Stirpe procedeva con l’unificazione sotto una sola sigla delle sedi di Roma, Frosinone, Viterbo e Rieti. Poi sarebbe arrivata anche Latina. All’inizio i dubbi erano tantissimi e in pochi si adeguarono subito ad uno schema che sembrava depotenziare gli apparati locali dell’associazione di categoria.

Poi si è capito che non era così, che chi restava va fuori era destinato a non “sopravvivere” sul piano del peso e della rappresentanza politica. Il passaggio ad Unindustria nel Lazio ha anticipato i tempi. Dopo sarebbero arrivate realtà come la Camera di Commercio del Basso Lazio, il Consorzio industriale regionale unico, perfino le sedi dei sindacati e molto altro.

Maurizio Stirpe, imprenditore abituato a stare in anticipo su tempi e scenari, oggi è vicepresidente di Confindustria nazionale. Ma l’aver firmato quella trasformazione resta la pagina più importante della sua straordinaria carriera associativa.

Inimitabile.

MARCO DELL’ISOLA

I due rettori

Ci vuole coraggio. Prendere il proprio predecessore e metterlo nella propria squadra: vietato da tutte le regole della politica. Perché farà ombra, perché diranno che ti sta facendo da balio asciutto, perché nessuno vedrà mai la nuova rotta che tu hai voluto imprimere ma penseranno sempre che è la prosecuzione di quella tracciata da chi ti ha preceduto. Ci vogliono le spalle larghe per fare una cosa del genere. Ed il neo rettore dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale le ha avute. (Leggi qui Da soli si va veloci, insieme si va lontano: ma servono le strade).

Ha messo nella sua cabina di regia del suo team il predecessore Giovanni Betta. Non uno qualunque. Betta è il rettore che ha avuto il coraggio di portare alla luce il buco nei conti dell’Ateneo scavato senza che qualcuno rubasse; ha avuto il coraggio di dire che comunque così non si fa; si è fatto in otto per trovare il modo con cui salvare l’Ateneo e soprattutto salvagauardarne il livello degli insegnamenti. L’arrivo di un colosso come Fincantieri e la realizzazione a Cassino della prima Gigafactory nel Lazio è merito anche dell’Unicas.

Il suo successore poteva fare come tutti quelli che lo avevano preceduto: dire grazie, dare una pacca sulle spalle ed accompagnare alla porta per poi iniziare a disegnare i suoi sei anni di governo. Invece no. In questo modo il professor Marco Dell’Isola ha insegnato a tutti che non bisogna avere paura di chi ha esperienza e chi ha le capacità. Ma bisogna saperle mettere in squadra e gestire. Senza avere paura di ciò che diranno gli altri.

La prima lezione.

NICOLA OTTAVIANI

L’infanzia ‘piccolo borghese‘, la mamma che rientra a casa e sottopone i figli ad un pomeriggio di lezioni ‘private‘, lo stop al tennis e la politica come alternativa, ma soprattutto l’infinito vuoto lasciato da chi non c’è più: non è facile mettersi a nudo davanti ad una telecamera, soprattutto se per anni si è costruito il personaggio soltanto pubblico, senza cedimenti e senza mai una concessione soprattutto a se stesso. Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone e coordinatore provinciale della Lega lo ha fatto.

Si è messo a nudo nel corso del nuovo ciclo di Faccia a Faccia, la trasmissione di Teleuniverso che quest’anno è diventata un viaggio all’interno dei personaggi. Portando a scoprire quello che c’è oltre la maschera. (Leggi qui Ottaviani: le bacchettate di mamma prof, i tre anni di russo, il vuoto di Ireneo).

Così è venuto fuori, poco alla volta, non il sindaco Ottaviani ma l’uomo Nicola, quello che non ti aspetti, figlio di un impiegato postale e di una prof d’Educazione Tecnica. Che avvertivano il dovere di educare i figli e dargli dei valori. E così il rimpianto per il tennis “oggi sono una frana“, la costante sfida con se stessi “leggo i giornali dell’indomani già prima di andare a dormire per essere pronto al risveglio“, i tre anni di russo “per leggere in autonomia la Pravda“. Gli occhi che si riempiono di lacrime nel momento in cui viene nominato il fratello scomparso giovanissimo. Ora si capisce da dove deriva il mito del sindaco inarrivabile.

L’uomo oltre il sindaco

URBANO CAIRO

Rcs veleggia in Piazza Affari. I primi nove mesi dell’anno si sono chiusi con un rally degli utili: 46,6 milioni, venendo dal rosso di 7,6 milioni di dodici mesi fa. Oltre ad una drastica riduzione del debito: da 59,6 a 14,8 milioni.

Il gruppo di Urbano Cairo ha registrato un giro di affari di 610 milioni di euro, confermando le straordinarie doti di un imprenditore versatile, competente pure nel difficile campo dell’editoria e della televisione.

Sarebbe sicuramente lui l’erede più qualificato di Silvio Berlusconi per la guida e il rilancio di Forza Italia. Ma a questo punto il primo a non interessato è lui. Ne sentiremo parlare ancora, magari in proprio.

Sulla cresta dell’onda.

FLOP

BERLUSCONI-CONTE

Silvio Berlusconi

Tessono le lodi di Mario Draghi presidente del consiglio con un unico obiettivo: evitare che Super Mario possa arrivare al Quirinale. I motivi sono diversi ma concordanti. Silvio Berlusconi spera di poter essere eletto lui Capo dello Stato, non rendendosi conto che poi alla prova dei fatti sarà complicato che questo possa verificarsi.

Mentre Giuseppe Conte sa che con Draghi al Quirinale potrebbe avvicinarsi la data delle elezioni anticipate, che rappresentano l’incubo dei Cinque Stelle.

I due, Berlusconi e Conte, stanno rimanendo da protagonisti sulla scena soltanto perché non c’è il ricorso anticipato alle urne. Forza Italia nello schieramento del centrodestra ha ormai il ruolo del gregario. Non certo del protagonista. Quanto a Giuseppe Conte, nei Cinque Stelle è un corpo estraneo. A dare le carte è sempre Luigi Di Maio e quando si tratterà di andare al voto i nodi verranno al pettine.

Ecco perché Silvio Berlusconi e Giuseppe Conte sperano che Mario Draghi resti dove è adesso. Il bene superiore del Paese non c’entra nulla.

Aggrappati ad una zattera.

CARLO MARIA VIGANO’

Il cardinale Carlo Maria Viganò (Foto: Sara Minelli / Imagoeconomica)

Il cardinale no vax che imbarazza il Vaticano ci è ricascato, dicendo che sul Covid ci mentono da due anni.

Nello studio di Giovanni Floris è calato un silenzio impossibile da spezzare. Carlo Maria Viganò sembra non rendersi conto della responsabilità che ha, perché l’abito talare incute quel giusto rispetto che i fedeli “respirano”.

Ma come si fa a dire che il Covid sostanzialmente è una bufala? Come si fa per il rispetto dei morti e delle loro famiglie. Quello che sorprende è anche il perché le alte sfere ecclesiastiche non intervengano in maniera decisa. Qui non siamo di fronte ad un’intemperanza che lascia il tempo che trova. Siamo di fronte ad una posizione no vax non suffragata da alcun fatto scientifico e propalata dal pulpito. Impossibile chiudere gli occhi.

Fuori dalla grazia di Dio.

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