Top e Flop, i protagonisti del giorno: giovedì 23 dicembre 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di mercoledì 22 dicembre 2021. Per capire cosa è accaduto nelle ore scorse e cosa ci attende in questa giornata di giovedì

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di mercoledì 22 dicembre 2021. Per capire cosa è accaduto nelle ore scorse e cosa ci attende in questa giornata di giovedì

TOP

FRANCESCO BORGOMEO

Francesco Borgomeo ed il cantiere di Manhattan con prodotti Grestone

Dopo la ceramica green la plastica bio ricavata dal latte scaduto. E in più, in queste ore, l’annuncio della soluzione per la vertenza Gkn, la più grossa spina nel fianco del Governo Draghi sul fronte del Lavoro. (Leggi qui E dopo il latte ora pure i semiassi: Borgomeo salva Gkn Driveline).

Appena nelle ore precedenti, l’uomo che ha salvato ex Marazzi trasformandola in Saxa Gres, ex Ideal Standard trasformandola in Grestone, aveva annunciato la richiesta di brevetto per una molecola dalla quale ottenere la plastica bio, partendo da latte e latticini scaduti e dai kiwi. La produrrà nello stabilimento Plasta Rei di Cisterna di Latina: un’altro di quelli salvati da Borgomeo, rilevandolo dalla Nalco. (Leggi qui Il nuovo miracolo di Borgomeo: plastica da kiwi e latte).

Tutto sotto lo stesso comune denominatore: evitare che le cose utilizzate finiscano in discarica ma abbiano una seconda vita. Si chiama economia circolare. E siccome in provincia di Frosinone trova solo a fatica gente che intenda seguirlo, si sta concentrando su altri territori. Facciamoci scappare anche questo.

Risanatore circolare.

FRANCESCO DE ANGELIS

Francesco De Angelis

Nemmeno il tempo di archiviare la straordinaria vittoria alle provinciali e subito al lavoro per le comunali di Frosinone.

Il tavolo del centrosinistra è quello costruito dal Pd. L’altro non ha più tante “gambe” fondamentali. Italia Viva e Azione presto parteciperanno. Rimane il Partito Socialista, ma a questo punto De Angelis non apsetterà in eterno.

La vittoria alle Provinciali ha definito il Campo largo e non ci sono altre subordinate. Soltanto in questo modo il centrosinistra può vincere.

Il Campo largo in realtà è una sorta di modello Marzi 4.0. Non una novità assoluta, ma un’evoluzione di uno schema già collaudato. Tutto questo mentre De Angelis ha iniziato a guidare il Consorzio industriale unico regionale, un ente che vale almeno due assessorati regionali. Trova il tempo per essere al comando di ogni tipo di processo, politico e amministrativo.

Senza limiti.

CLAUDIO DURIGON

Claudio Durigon

Alle Provinciali, dove c’è il voto ponderato degli amministratori, la Lega non è andata affatto male considerando che ha dovuto fare i conti con due cicloni: Claudio Fazzone a Latina e Francesco De Angelis a Frosinone.

In Ciociaria tre eletti e leadership del centrodestra, come del resto in altri territori. Claudio Durigon da coordinatore regionale lascia molto spazio ai referenti locali e questa si sta rivelando una buona mossa. Rispetto a Fratelli d’Italia, il Carroccio aggrega maggiormente forze di centro e altre realtà, diventando un punto di riferimento anche per chi proviene da altre esperienze.

L’esempio di Gianluca Quadrini è emblematico. Durigon sta seguendo l’indicazione di Matteo Salvini: la Lega prova ad allargarsi al centro e in ogni caso ha una posizione strategica nell’ambito del centrodestra.

Missione compiuta.

FLOP

SCHIETROMA-MARINI

Gian Franco Schietroma (Foto: Paolo Cerroni / Imagoeconomica)

Lo stesso flop di qualche settimana fa e questo dimostra che nessuno dei due ha effettuato passi avanti. Il leader del Psi Gian Franco Schietroma ha capacità ed esperienza tali che non può pensare che nel centrosinistra non sia il Partito Democratico al guidare la coalizione e perfino gli incontri. Fra l’altro è sempre stato così.

E neppure può credere di poter vincere a Frosinone senza il sostegno di liste civiche che provengono dal centrodestra e in grado  quindi di portare un valore aggiunto fondamentale. Inoltre il Psi è stato tra i protagonisti delle vittorie di Domenico Marzi e Michele Marini. La posizione assunta in questa specifica fase non trova riscontri in un modello alternativo. Non ce ne sono.

Quanto a Michele Marini, forse sarebbe il caso di rientrare a pieno titolo nel Pd e a fare le scelte che più ritiene. Nessuno gli sbarrerà la strada se volesse partecipare alle primaria o concorrere da consigliere. Sia Schietroma che Marini dovrebbero prendere atto che una coalizione esiste già. E non ha alcuna intenzione di tenerli fuori.

Tigna sterile ed inspiegabile.

DANIELE NATALIA

Daniele Natalia

Non si possono nascondere le sconfitte, figuriamoci una Caporetto. Le Provinciali hanno rappresentato una vera disfatta politica per il sindaco di Anagni e coordinatore (seppure in coabitazione) di Forza Italia. Il suo candidato di punta, Danilo Tuffi, non ce l’ha fatta perché gli “azzurri” non hanno preso il quorum. Mentre in consiglio provinciale sono entrati Riccardo Ambrosetti (Fratelli d’Italia) e soprattutto Alessandro Cardinali (Polo Civico), destinato ad essere una spina nel fianco complicata da togliere.

Ma a questo punto la riflessione che Natalia deve fare riguarda soltanto in parte i rapporti all’interno della maggioranza ad Anagni. Il punto è il ruolo di Forza Italia. Perché quando si dovranno decidere le candidature che contano davvero, anche al Comune di Anagni, lui avrà bisogno di un partito forte che lo supporti. Oggi questa condizione non c’è e Daniele Natalia non può continuare a far finta di niente.

Non va tutto bene, madama la marchesa.

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