Top e Flop, i protagonisti del giorno: giovedì 28 aprile 2022

I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo giovedì 28 aprile 2022

I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo giovedì 28 aprile 2022

TOP

MARZI-LOMBARDI-FONTANA

Ilaria Fontana (Foto: Alessia Mastropietro / Imagoeconomica)

La pazienza è la virtù dei forti: Domenico Marzi sta dimostrando di averne tanta. E’ l’uomo giusto per il Campo largo e il suo confronto con il Movimento Cinque Stelle ha contribuito a sbloccare la situazione. Alla fine lo sosterrà quel fronte progressista che voleva Nicola Zingaretti. (Leggi qui M5S annuncia l’appoggio a Marzi: chi c’è dietro all’intesa).

Aveva già ha “recuperato” nomi centrali come quelli di Michele Marini e Stefano Pizzutelli, riuscendo anche a motivare al massimo il Pd. L’intesa con i Cinque Stelle è la ciliegina sulla torta.

L’assessore regionale pentastellata Roberta Lombardi ha dimostrato che nel Lazio la scelta finale cade sul punto che ha indicato lei: dopo la questione del termovalorizzatore a Roma non era scontato che in un capoluogo come Frosinone l’alleanza giallorossa reggesse. Per Ilaria Fontana, sottosegretario alla transizione ecologica, si tratta di un esame politico superato nel suo territorio.

Affidabili.

RICCARDO MASTRANGELI

Riccardo Mastrangeli

Sta affrontando una campagna elettorale su più piani. Il primo: deve rassicurare gli elettori sulla continuità con i dieci anni di governo Ottaviani; il secondo: deve al tempo stesso garantire un’ondata di rinnovamento in modo da dare nuovo smalto al suo fronte; il terzo: deve aggiornare la coalizione che – come era chiaro – ha perso alcuni pezzi per nulla secondari.

Sapeva che avrebbe perso il Polo Civico e la Lista Tucci, ma si è rimboccato le maniche per trovare altre persone che lo supportassero, anche nel campo del centrosinistra. Non va dimenticata l’operazione che ha portato sul suo fronte Christian bellincampi che 5 anni fa era stato candidato sindaco dal M5S. A Frosinone vince le elezioni chi sa essere più trasversale. (Leggi qui Bruni con il Polo per Marzi, Tagliaferri scatenato).

Il fatto che il centrodestra guidi il capoluogo da dieci anni è un vantaggio sul piano amministrativo, ma non è mai facile o semplice governare. Mastrangeli ha scommesso su un programma in continuità ma anche con diverse novità. Gestendo al tempo stesso tre aspetti della stessa sfida.

Uno e trino.

FLOP

GOFFREDO BETTINI

Goffredo Bettini (Foto Leonardo Puccini / Imagoeconomica)

Secondo molti la strategia di Goffredo Bettini è quella di preparare il terreno affinchè alla sinistra del Pd possa nascere una forza politica oppure un alleanza guidata da Giuseppe Conte. L’eminenza grigia del Pd laziale da sempre è un estimatore del capo politico del Movimento Cinque Stelle.

Stavolta però non si capisce come possa pensare che Conte sia nelle condizioni di guidare un movimento di sinistra. L’ex presidente del Consiglio dice tutto e il contrario di tutto: ospite da Lilli Gruber, non si era capito se “tifava” per Macron o per Le Pen. Adesso ha deciso di cavalcare la contrarietà a fornire armi all’Ucraina e questo è un argomento che una parte della sinistra condivide. Ma lo condivide pure la Lega di Matteo Salvini.

Sul Conte due Goffredo Bettini ha sbagliato tutto e forse anche per questo si è arrivati alle dimissioni di Nicola Zingaretti da Segretario del Pd. Ora insiste e sempre su Giuseppe Conte.

Sbagliare è umano, perseverare non serve

PIER LUIGI BERSANI

Pier Luigi Bersani (Foto Sara Minelli © Imagoeconomica)

E’ stato un ministro straordinario e un grandissimo segretario politico del Pd, tanto è vero che nel 2013 le elezioni le aveva vinte, anche se più sul piano numerico che politico.

Ma nel 2013 iniziò anche la sua discesa non soltanto perché nel frattempo stava emergendo Matteo Renzi, ma perché non riuscì a gestire il confronto con i Cinque Stelle. I quali volevano la sua “testa” e lui cercava (invano) di intavolare un ragionamento a tutto campo.

Adesso Bersani fa parte di Articolo 1, ma non ha mai rinunciato all’idea di una alleanza strategica e duratura con i pentastellati. Cosa che poi si è verificata, ma su presupposti diversi e comunque mai veramente cementificati. Adesso sembra che Articolo 1 guardi ai Cinque Stelle in maniera privilegiata. Giuseppe Conte al congresso che ha confermato Roberto Speranza è stato applaudito tanto. Bersani non ha mancato di sottolinearlo.

Sindrome di Stoccolma.

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