Top e Flop, i protagonisti del giorno: giovedì 30 giugno 2022

I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire, attraverso di loro e quanto hanno fatto, cosa ci attende nella giornata di giovedì 30 giugno 2022.

I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire, attraverso di loro e quanto hanno fatto, cosa ci attende nella giornata di giovedì 30 giugno 2022.

TOP

RICCARDO MASTRANGELI

Dieci anni in seconda fila ma sempre con impieghi da prima linea. Ora Riccardo Mastrangeli ha indosso la fascia tricolore da sindaco di Frosinone non più come supplente ma come titolare. Nelle ore scorse c’è stato il passaggio di consegne ed il simbolico trasferimento della campanella usata in Aula per richiamare all’ordine. (Leggi qui: La campanella passa dallo Zar al Lord).

Emozione? Impossibile non averne. Paura? Nessuna. Mastrangeli ha affrontato con successo buona parte dei casi amministrativi più complessi nelle ultime due consiliature. Su tutti: il piano di risanamento dal debito che sta azzerando decenni di gestione fatti con un criterio mandato in soffitta dalla norma Monti sui Bilanci pubblici.

Ostacoli sul suo percorso? Per dieci anni il suo predecessore non ne ha avuti, l’opposizione nemmeno presentava emendamenti al Bilancio. Ed anche per questa evanescenza ha poi pagato il conto.

L’unico vero rischio per Mastrangeli è che Ottaviani non capisca in fretta che non è più sindaco. Anche ieri, nel momento del l’incoronazione, ha rubato la scena al suo successore. Che con il suo aplomb da vero lord ha abbassato i toni, svelenito il clima, cercato di rasserenare l’aria che è normalmente inquinata dalla tensione della campagna elettorale. Mentre Ottaviani innescava nuove zuffe con la Regione ed il centrosinistra.

Nessuno può scegliersi i padri, nemmeno quelli politici.

LORETO MARCELLI

Loreto Marcelli (Foto: Stefano Carofei / Imagoeconomica)

La professionalità del medico lo rendeva così asettico che ebbe l’effetto di non impressionarmi: nell’annunciarmi che avevo un tumore e rappresentarmi la situazione in maniera così fredda e clinica avevo quasi l’impressione che stessimo parlando di un altro”. Le parole sono più o meno queste, il concetto è dell’indimenticabile Tiziano Terzani, la realtà è quella con la quale ogni giorno si confrontano migliaia di persone che scoprono di avere un tumore.

Non è più l’annuncio di una condanna a morte, in moltissimi casi si sopravvive ed anche bene, in altri la Ricerca ha affinato cure sempre meno invasive ed efficaci. Ma c’è il trauma da affrontare.

Il Lazio nelle scorse ore ha approvato la legge che istituisce i servizi di assistenza psico-oncologica negli ospedali della Regione. In pratica nasce la presenza obbligatoria della figura dello psiconcologo all’interno del team multidisciplinare che si occupa della presa in carico del paziente oncologico e onco-ematologico. Deve esserci uno psicologo che aiuta il paziente ad affrontare il trauma.

L’aula consigliare ha approvato all’unanimità e la Regione Lazio diventa così la prima a istituire per legge questo tipo di servizi. A farsi portabandiera della proposta è stato il capogruppo del M5S Loreto Marcelli: si è fatto portavoce del suggerimento avanzato da 43 associazioni di pazienti.

Ne ha fatto una battaglia di Civiltà. Trascinando l’intera Regione su quel campo. E rendendo il Lazio un po’ più umano di fronte al dolore ed alle paure dei suoi pazienti.

Uno non vale l’altro.

FLOP

ALESSANDRO MOSTICONE

Alessandro Mosticone

Quando si sale troppo in fretta, l’aria ricca di ossigeno inizia a dare alla testa: generando capogiri e talvolta allucinazioni. Come nel caso di Alessandro Mosticone, confermati consigliere comunale di Sora ad ottobre, miracolato a dicembre con l’elezione a Consigliere provinciale grazie ad un accordo tra il suo sindaco Luca Di Stefano e la componente Dem di Francesco De Angelis.

Cariche alle quali Alessandro Mosticone si è dedicato con serietà e passione. Riconoscendo loro il dovuto decoro. Al punto da onorarle con una tabella posta in corrispondenza del suo ufficio aperto al pubblico: ‘Alessandro Mosticone – Consigliere Comunale e Provinciale‘. Quali le attività per cui è più conosciuto? Le assenze. Con le quali logorò l’allora sindaco Roberto De Donatis che da un voto di differenza dipendeva per la sopravvivenza della sua amministrazione. Con la stessa arma ora tenta di ripetere la strategia: all’incontro con il vice presidente della Regione Lazio Daniele Leodori a Sora era l’unico assente dell’amministrazione, come a voler rimarcare i suoi voti. (Leggi qui: Leodori annuncia la Tirreno-Adriatico ma Mosticone non c’è).

Ora si scopre l’obiettivo. In un’intervista a Ciociaria Oggi Alessandro Mosticone ha rivelato la sua ambizione: vuole una candidatura da Consigliere Regionale del Lazio, per poter aggiungere una riga alla tabella e pensando di fare politica anche lì assentandosi.

Il fatto è nella corsa per le Regionali c’è un certo affollamento. I posto in lista sono 6: divisi tra 3 donne e 3 uomini. Uno spetta all’uscente Mauro Buschini (Pensare Democratico), uno al presidente della Provincia Antonio Pompeo (Base Riformista), uno verrà indicato dalla Direzione provinciale in base agli esiti del Congresso. Al quale Mosticone non ha partecipato essendo entrato nel Pd da pochi mesi.

Non maggiore spazio potrebbe e trovare tra le 3 quote rosa anche se volesse fare un giro a Casablanca e cambiare genere. Vengono ripartite con lo stesso criterio. Inoltre non c’è il Placet del sindaco Luca Di Stefano: che di quella fuga in avanti era del tutto all’oscuro, non ne aveva parlato con la sua maggioranza.

È solo un problema di ossigeno: se le ascese sono troppo rapide è normale. Basta non dargli retta. Cosa che a nessuno era venuto in mente.

Anche i Mosticone ogni tanto hanno la tosse.

BEPPE GRILLO

Beppe Grillo (Foto: Imagoeconomica, Daniele Scudieri)

Se al mondo ci sono due cose che hanno sempre fatto a cazzotti queste sono le regole e le deroghe, perché a ben vedere le seconde annullano le prime nel momento esatto in cui si sostanziano e “fanno curriculum” per le immani “caciare” terminali dei sistemi complessi che applicano questo sistema. Caciare come quella che si trova a vivere in questi giorni il Movimento Cinque Stelle con la regola dei due mandati.

Spieghiamola: il garante dei pentastellati è Beppe Grillo. E Beppe Grillo lo ha detto chiaramente: mantenere la regola del tetto dei due mandati è un forte segnale “identitario, imprescindibile e senza deroghe”.

Insomma, il fondatore del movimento è abbastanza cosciente del fatto che, dopo il salasso dei “gigginiani” di Di Maio, ai Cinquestelle resta da battere la sola via di una identità radicale, questo almeno in attesa di recuperare quel radicalismo più praticone che dei pentastellati fece le fortune ai bei tempi che furono.

Neanche il tempo di battere il ferro caldo dell’ortodossia però che si è posta una questione che ha smantellato tutto l’epos dei proclami capitolini di Grillo: quella della Sicilia. Ecco, lì, e solo lì e giusto lì per carità, secondo quanto suggerito dal capogruppo alla Camera Davide Crippa, servirebbe una deroguccia e servirebbe anche subito. Perché? Perché è assolutamente necessario presentare un candidato del M5s alle primarie per le Regionali in Sicilia e quindi andrebbe sbloccato il nome di Giancarlo Cancellieri. C’è il patto con il Pd (che non è più “quello di Bibbiano“) e partecipare con loro alle Primarie di Coalizione.

Insomma, da un lato il Movimento deve recuperare cifra etica e punta sul doppio mondato come regola aurea, dall’altro il movimento deve recuperare terreno e punta sulla deroga dal doppio mondato come finestra strategica.

Ed è lo stesso Movimento che cade nel vecchio tranello del bipolarismo operativo. Quel bipolarismo che ha posto una questione chiave: se Luigi Di Maio è andato via, su carta, perché le regole del M5S erano troppo “ferree” e se il M5S è fieramente ferreo nelle sue regole basiche, perché poi il M5S da quelle regole intende derogare esattamente come ha fatto Di Maio? Messa meglio: “Insieme per il Futuro” è una nuova formazione politica governista o sono solo i Cinquestelle che hanno capito come si sta al mondo?

Conseguenza? La riunione di ieri è finita con Beppe Grillo ripartito dalla capitale con un diavolo per capello, non ha incontrato i ministri del M5s. Ha stoppato la consultazione che serviva a cancellare il limite del due mandati; idem ha stoppato la deroga per Cancelleri mettendo così in discussione il patto con il Pd e le priomarie in Sicilia. 

La cosa più importante in questo momento per il movimento di Beppe Grillo era ribadire l’alterità assoluta dalla visione del loro transfuga più quotato ed era la sola regola da cui non derogare. Ma il Movimento pare non lo abbia capito, o pare lo abbia capito benissimo, il che dice che come si sta al mondo non lo hanno capito solo i fuoriusciti, ma anche chi è rimasto a tenere il fortino.

La regola del Ni

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