Top e Flop, i protagonisti del giorno: giovedì 5 maggio 2022

I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo giovedì 5 maggio 2022

I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo giovedì 5 maggio 2022

TOP

ALESSIO D’AMATO

Alessio D’Amato (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Ha rotto gli indugi. E annunciato che se ci saranno le Primarie del centrosinistra per scegliere il candidato alla successione di Nicola Zingaretti, lui sarà in campo. Alessio D’Amato è l’assessore che ha fronteggiato le ondate di Covid nel Lazio, in tre settimane a rivoltato come un calzino la Sanità regionale, creato cinque Covid Hospital, stretto un solido accordo di collaborazione con le strutture private affinché fossero realmente complementari a quelle pubbliche assorbite dalla lotta alla pandemia. Ha organizzato e vinto anche la sfida per le vaccinazioni: nel Lazio hanno funzionato in maniera esemplare. (Leggi qui: D’Amato molla gli ormeggi: “Mi candido per il dopo Zingaretti”

Che si andasse verso un confronto interno tra l’assessore Alessio D’Amato ed il vice presidente Daniele Leodori era nella natura delle cose. Nei giorni scorsi c’era stato anche un tentativo di semplificazione del quadro per tentare di arrivare ad una candidatura unica del Pd. Non è andato a buon fine. (leggi qui: Regionali, al lavoro per Leodori unico candidato Pd alle Primarie di coalizione).

La conta tra i due alfieri della giunta di Nicola Zingaretti è il segnale della vitalità d’un Partito e della sua capacità di creare una linea di continuità. Come ha sintetizzato il Segretario Regionale Bruno Astorre: “conferma che abbiamo a disposizione una rosa di nomi importante. Alessio è uno dei profili di alto livello che possiamo mettere in campo: la scelta poi spetterà a tutto il popolo del centrosinistra“.

Dopo il Covid le Primarie

GIUSEPPE SACCO

Giuseppe Sacco

Ha iniziato il suo mandato da sindaco con il peso di una discarica provinciale sul suo territorio. Per liberarsene ha percorso tutte le strade politiche. Senza successo. Poi quelle giudiziarie. Centrando il bersaglio. Ma a quel punto è sceso in campo il Consiglio dei Ministri scavalcando le norme.

Lui non si è dato per vinto. Un po’ per abilità ed un po’ per buona sorte, la discarica provinciale è chiusa. E tonnellate di carte bollate sono pronte per essere messe in campo se la Regione dovesse insistere sulla possibilità di riaprirla e ampliarla con un quinto invaso.

Il sindaco Giuseppe Sacco ora pensa al dopo. Quando aveva parlato di una vallata piantumata con canapa industriale per bonificare i terreni dai veleni che si sono accumulati per anni l’avevano preso per matto. Quando poi ha aggiunto che da quelle piante, dopo avere assorbito i metalli, ci si possono ricavare imballaggi green, più d’uno la preso per visionario.

Nelle ore scorse invece sono iniziate le piantumazioni. Fa parte di un progetto sviluppato con il Cosilam di Marco Delle Cese. Segno che molte volte basta crederci, per realizzare le cose. (Leggi qui Uno storico Sacco di semi: la Green Valley germoglia).

Sindaco Green

FILIPPO MATERIALE

Filippo Materiale

Un curriculum vitae da fare invidia, non solo in ambito politico. Per mezzo secolo ha governato il piccolo comune di Castrocielo con la sua lista “Stretta di mano”. Un regno che si è spezzato – qualcuno già dice: solo interrotto – lo scorso mese di settembre quando a conquistare la fascia è stato Gianni Fantaccione, che per tanti anni è stato il suo vice. Filippo Materiale, il professore Materiale: per lui la politica è stata una grande passione, ma tutta la sua vita l’ha dedicata ai libri e all’insegnamento. Durante il periodo in cui è stato preside del prestigioso Tulliano di Aprino il Certamen Ciceronianum ha raggiunto il massimo livello di espansione diventato una competizione globale.

Per questo motivo oggi il professor Materiale ha ricevuto la prestigiosa nomina di Presidente Onorario della Commissione Giudicatrice del Certamen Ciceronianum di Arpino, giunto alla quarantesima edizione.

Il professore non ha nascosto l’orgoglio ed ha evidenziato: “Il confronto con la pagina di Cicerone, in questi tempi ancora difficili per la pandemia e densi di incognite per i venti di guerra al confine con l’Europa, si rivela particolarmente attuale per il grande amore dell’Arpinate per la pace e la concordia”.

La funzione della saggezza è di discriminare tra il bene e il male. (Cicerone)

FLOP

IL COPASIR

Adolfo Urso (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Da ‘La spia che venne dal freddo‘ a ‘La spia che andò da Floris‘ è un attimo. O quanto meno potrebbe esserlo, a contare che sull’onda del caso Lavrov il Copasir ha intenzione di andare a conclave e audire il direttore dell’Aisi Mario Parente, l’Ad Rai Carlo Fuortes e il presidente Agcom Giacomo Lasorella.

Scopo del summit ratto ed urgentissimo invocato da molti e convocato da Adolfo Urso? Verificare se i giornalisti russi invitati ai talk italiani non siano delle barbe finte, degli spioni mandati apposta a carpire i segreti. Ma quali verità nascoste possono intercettare facendo gli ospiti in tv: il dopobarba di Formigli? O i den dei collant della Berlinguer?

Perché come sempre accade nell’Italia del melodramma la differenza fra un’ipotesi di scuola ed un’analisi di metodo è roba flebile. Roba per cui perfino uno sospettoso come Hoover avrebbe chiaro che anche se i mediamen di Mosca fossero spie la sola cosa che potrebbero spiare sarebbe il buffet del pre onda.

Ma noi siamo fatti così: quando scoppia un casino vero mettiamo mano ai mortaretti e facciamo ‘ammuina’. Così nessuno potrà mai rinfacciarci di non aver affrontato il problema. Ovviamente senza risolverlo.

Spia non mi freghi.

LEVANTE

La storia appare su Instagram. Lei è Levante, cantante che gode di una vasta e meritata celebrità. Racconta un episodio avvenuto con la sua bimba in uno studio medico. Il suo compagno ha accompagnato la bambina alla visita ma il medico ha voluto che fosse presente la mamma.

Il commento di Levante è arrivato subito sui social: “Alma ha una mamma e un papà, ma nel caso in cui uno dei due non ci fosse (soprattutto io) non dovrebbe essere un problema per nessuno“. 

Vero. Ma se un medico avanza una richiesta così insolita non potrebbe avere le sue buone ragioni? L’esperienza non potrebbe avergli insegnato che è più pratico e concreto avere in ambulatorio la mamma anziché il papà? Possibile che tutto ciò che non ci garba o non è in linea con il nostro modo di vedere il mondo, debba essere il pretesto per sollevare una polemica?

Nota stonata.

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