Top e Flop, i protagonisti del giorno: giovedì 9 settembre 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di giovedì 9 settembre 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di giovedì 9 settembre 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore.

TOP

MARIO DRAGHI

Mario Draghi

Green pass approvato senza problemi, con il ritiro degli emendamenti e con facilità. Ma non è solo questo. Il presidente del Consiglio sta gestendo in modo politicamente agevole una situazione molto complessa. A cominciare dalla crisi del “salvinismo”, pressato dall’ascesa di Fratelli d’Italia e da un calo dei sondaggi che sta gettando nel panico il Capitano.

Sta gestendo una fase complessa di Forza Italia, con gli “azzurri” che non vogliono seguire Silvio Berlusconi nella strada della federazione con la Lega. E poi la crisi del Pd, con Enrico Letta che non riesce a dominare le correnti. E infine il cambio della guardia nei Cinque Stelle, con Giuseppe Conte alla guida ma nella morsa formata da Beppe Grillo e Luigi Di Maio.

Tutte situazioni in grado di creare molto più che fibrillazioni. Ma lui va avanti senza alcun problema.

Schiacciasassi

PIERFERDINANDO CASINI

Umberto Bossi, Silvio Berlusconi, Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini (Foto © Imagoeconomica, Vincenzo Serra)

È l’unico che può dialogare, contemporaneamente, con Enrico Letta, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, Giuseppe Conte. E Matteo Renzi. Nella lunghissima e snervante partita del Quirinale c’è anche lui, Pierferdinando Casini.

Uomo della Prima Repubblica (è cresciuto all’ombra di un certo Arnaldo Forlani), leader del Ccd e poi dell’Udc, colonna della Casa delle Libertà e adesso eletto nelle file del Pd. Ottimi rapporti con tutti, statura internazionale, capacità di poter tenere insieme un fronte molto largo. Dovrà vedersela con due “colossi” come Mario Draghi e Dario Franceschini, ma l’elezione del presidente della Repubblica porta sempre delle sorprese.

Pierferdinando Casini non sta tessendo la tela, ma sa di essere il possibile punto di caduta di chi ritiene che Mario Draghi debba rimanere ancora a Palazzo Chigi. E si giocherà le sue carte al momento opportuno. Pronto a suggellare una carriera politica da democristiano di origine controllato.

A volte ritornano.

FLOP

SALVINI-LETTA

Enrico Letta e Matteo salvini al Meeting di Rimini (Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Ormai il gioco è chiarissimo: si punzecchiano, poi si attaccano, quindi a volte si “scannano” con un solo obiettivo: provare a legittimarsi a vicenda in un momento di difficoltà per entrambi. Perché Matteo Salvini deve cercare di  contenere l’avanzata di Giorgia Meloni e dei Fratelli d’Italia. Guardando quotidianamente dei sondaggi che fanno tremare i polsi a lui per primo. E poi ha il fronte interno della Lega, con Luca Zaia e Giancarlo Giorgetti pronti a soluzioni di emergenza.

Enrico Letta deve essere eletto alle suppletive di Siena ma anche mettere il timbro alle vittorie del Pd. E questo forse è il passaggio più difficile: perché, laddove ci sono, le alleanze con i Cinque Stelle, le stesse sono farina del sacco di Nicola Zingaretti.

Se poi a Roma dovesse farcela Roberto Gualtieri, allora il peso di Zingaretti aumenterebbe ancora. E il presidente della Regione Lazio fa ombra, ma non solo perché è l’ex segretario.

Però Salvini e Letta, attaccandosi a vicenda, stanno offuscando il loro ruolo nella maggioranza di governo e rischiano di non capitalizzare nulla sul piano politico: né una ripresa con numeri record né le possibilità del Pnrr.

Respiro corto.

GIORGIA MELONI

Giorgia Meloni

Sarà lei l’unica vera grande vincitrice di questa tornata amministrativa. Nel centrodestra  e nell’intero panorama politico italiano. Su questo non ci sono dubbi, anche perché più che alle candidature a sindaco, lei guarderà alle percentuali delle liste di Fratelli d’Italia.

Ma il nostro è un Paese in cui la politica nazionale si fa in Parlamento. Con quelle logiche e con quelle regole.

Giorgia Meloni intercetterà, dall’opposizione, tutto il malumore del Paese. Ma arriverà un momento in cui questo non basterà più. Lei punta ad elezioni anticipate, ma è complicato che alle urne si andrà prima del 2023. E il motivo è proprio lei, perché stravincerebbe.

Nel frattempo dovrebbe provare a vincere una battaglia parlamentare. Cosa che non riesce mai invece.

Splendida incompiuta.

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