Top e Flop, i protagonisti del giorno: martedì 25 gennaio 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo martedì 25 gennaio 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo martedì 25 gennaio 2022

TOP

PASQUALE CIACCIARELLI

Pasquale Ciacciarelli (Foto AG Ichnusapapers)

Quando il gioco si fa duro, Ciacciarelli comincia a giocare. Il consigliere regionale della Lega ha raggiunto un risultato importante: Luca Zaccari oggi avrà la delega alla presidenza del Consiglio Provinciale. Una carica di garanzia assegnata al primo partito dell’opposizione, cioè la Lega. All’interno della quale Ciacciarelli ha vinto il doppio derby con il coordinatore Nicola Ottaviani e l’onorevole Francesca Gerardi.

Infatti Luca Zaccari ha ottenuto più voti ponderati di Gianluca Quadrini e Andrea Amata. Una conferma della lucidità e della forza elettorale che Pasquale Ciacciarelli ha sul territorio.

Inoltre mentre tutti gli altri si preoccupano delle caselle alla Camera e al Senato, lui rimane concentrato sul Consiglio Regionale. Punta alla conferma come consigliere della Pisana. E se vince il centrodestra, si aprirebbero spazi anche in giunta.

Umile e determinato.

MAURO VICANO

Mauro Vicano con il logo

Circola già il logo: il profilo di Frosinone, base grafica di un verde che non ricollega ad alcun Partito; e c’è pure il claim: “Idee in movimento per la città del futuro”. Mauro Vicano non sta scherzando né sta tastando il polso. La sua discesa in campo giovedì come candidato sindaco di Frosinone è concreta. (Leggi qui Vicano annuncia la candidatura a sindaco giovedì).

Tutto il centrosinistra deve comunque ringraziarlo, anche quelli che hanno fatto scattare i veti. Mauro Vicano, con l’iniziativa di presentare la sua candidatura a sindaco di Frosinone, ha avuto il merito di muovere le acque e di far capire che l’unità non c’era. Il centrosinistra è diviso in almeno tre, se non quattro, tronconi. In queste condizioni la possibilità di vincere le comunali è decisamente bassa. Occorreva mandare all’aria un tavolo che continuava da settimane a discutere di poco o nulla. (Leggi qui Frosinone, ora il Pd accelera verso le elezioni).

La candidatura a sindaco è l’elemento centrale di ogni campagna elettorale. Mauro Vicano è un esponente di centrosinistra e da anni fa riferimento al Pd, ma sa pure che servono tante liste civiche per poter raggiungere il risultato. E a questo progetto sta lavorando da mesi e mesi. Quando ha capito che volevano estrometterlo a suon di veti, ha effettuato dieci passi avanti. La sua azione contribuirà in ogni caso  a fare chiarezza.

Il coraggio della verità.

FLOP

ANTONIO TAJANI

Antonio Tajani Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica

È nel mirino dei ministri di Forza Italia, cioè di Renato Brunetta, Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. Ma anche di diversi parlamentari del partito. Al coordinatore nazionale di Forza Italia viene contestata la gestione della vicenda relativa all’ipotesi di candidatura al Colle di Silvio Berlusconi.

L’accusa politica è quella di aver spinto al massimo affinché non ci fosse altra possibilità sul tavolo. E questo ha finito per rendere inevitabile e complicata da gestire la decisione del Cavaliere di tenersi fuori.

Inoltre alcuni deputati e senatori “azzurri” avrebbero voluto conoscere in anticipo alcune mosse e strategie finali che invece Tajani avrebbe condiviso soltanto con Licia Ronzulli. Dopo l’elezione del Capo dello Stato all’interno di Forza Italia potrebbe scattare la resa dei conti.

Sulla graticola.

GIORGIA MELONI

Giorgia Meloni (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Nelle febbrili trattative per l’elezione del nuovo inquilino del Quirinale la numero uno di Fratelli d’Italia è condizionata da due fattori. Il primo è quello di chiedere elezioni anticipate che nessuno le concederà. Il secondo attiene al fatto che non sopporta che il Capitano della Lega Matteo Salvini si atteggi a leader del centrodestra quando invece i sondaggi danno ragione a lei perché i Fratelli d’Italia vengono accreditati come il primo Partito. (Leggi qui Il sorpasso di Giorgia: ora Fratelli d’Italia è il primo Partito).

Ieri ha fatto il nome di Carlo Nordio, ma sa bene che è impossibile che possa essere lui il nuovo presidente della Repubblica. Non ha partecipato al valzer degli incontri tra Matteo Salvini, Enrico Letta, Giuseppe Conte e Mario Draghi. Invece magari, se lo facesse, avrebbe la possibilità di inserirsi in un contesto dal quale uscirà il nome del nuovo Capo dello Stato.

Non otterrebbe elezioni anticipate, ma farebbe capire che nel centrodestra bisogna fare i conti anche con lei. Invece resta comoda sulle barricate dell’opposizione.

Autoconfinata.

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