Top e Flop, i protagonisti del giorno: martedì 5 aprile 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo martedì 5 aprile 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo martedì 5 aprile 2022.

TOP

NICOLA ZINGARETTI

Nicola Zingaretti

A volte ci si chiede perché abbia lasciato il ruolo di Segretario del Pd. Ieri Nicola Zingaretti  ha detto: “Sulla legge elettorale quanto sta avvenendo conferma che la migliore legge elettorale per il Paese è un proporzionale con soglia di sbarramento al 5 per cento”.

Poi ha aggiunto: “Ho sempre pensato questo sulla legge elettorale e lo stesso Pd ha sempre lavorato in tal senso. Altrimenti il rischio è quello di un suicidio politico”. Perché “si rischia un danno enorme per l’Italia condannandola di nuovo all’instabilità. Serve andare alle elezioni con una credibile proposta di governo, altrimenti sarà un disastro come dimostrato dalle elezioni del 2018. Io continuo ad essere ottimista per il grande lavoro che si sta facendo”.

È una vera e propria linea politica che il presidente della Regione Lazio ha voluto indicare. Con lucidità, strategia e senso delle alleanze che si fanno anche in Parlamento.

In anticipo sui tempi

MATTEO RENZI

Matteo Renzi (Foto Francesco Benvenuti / Imagoeconomica)

La vendetta è un piatto che si serve freddo. Il leader di Italia Viva non aspettava altro che pronunciare le seguenti parole: “Finalmente, ci rendiamo conto che i populisti fanno danni a lungo termine. Pensate a Giuseppe Conte, il cui profilo da personaggio pirandelliano sta facendo i conti con la realtà”.

Ormai persino il Pd ha capito che di Conte non ci si può fidare: quando glielo dicevamo noi, un anno fa, ci rispondevano “O Conte o morte”. Ora finalmente stanno arrivando sulla nostra linea: meglio tardi che mai”.

Il leader di Italia Viva sta cercando di costruire una sponda diversa con il Pd e la linea dei Cinque Stelle potrebbe spianargli la strada. Intanto l’attacco a Giuseppe Conte è di quelli che non permettono ricomposizioni mai.

L’ora della vendetta politica.

FLOP

MATTEO SALVINI

Matteo Salvini (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Il Capitano della Lega su facebook dopo la vittoria di Orban in Ungheria: “Bravo Viktor. Da solo contro tutti, attaccato dai sinistri fanatici del pensiero unico, minacciato da chi vorrebbe cancellare le radici giudaico-cristiane dall’Europa, denigrato da chi vorrebbe sradicare i valori, legati a famiglia, sicurezza, merito, sviluppo, solidarietà, sovranità e libertà”.

Libere elezioni sono sempre una cosa positiva e la vittoria di Orban va sicuramente salutata da chi la pensa come lui. Orban sulla scena internazionale è politicamente vicino a Putin e sull’Ucraina ha posizioni molto critiche nei confronti di Zelensky. Ci sta tutto, ma questo probabilmente spiega anche la difficoltà che Matteo Salvini ha, dopo quaranta giorni di guerra, a prendere una posizione forte contro l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin.

Dimmi con chi stai e ti dirò come la pensi.

DRAGHI-CONTE

Giuseppe Conte

Tutti i principali osservatori internazionali concordano sul fatto che l’embargo colpirebbe fortemente la Russia di Putin. Ma l’Italia è molto cauta. Il dossier energetico è il primo sulla scrivania di Palazzo Chigi.

Ha detto il premier Mario Draghi: “L’embargo sul gas e petrolio russo è una possibilità di cui discutiamo con gli alleati dell’Unione Europea dall’inizio del conflitto. Lo stiamo approfondendo da giorni, decideremo tutti insieme”. Una posizione estremamente cauta, di chi non spinge e neppure si oppone.

Non è una decisione semplice, ma gli orrori che stiamo scoprendo in Ucraina richiedono decisioni forti e coraggiose. Il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte, a precisa domanda sull’embargo, ha ancora una  volta ribadito che i Cinque Stelle sono contrari all’aumento delle spese militari.

Braccino moltiplicato per due.

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