Top e Flop, i protagonisti del giorno: martedì 8 febbraio 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo martedì 8 febbraio 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo martedì 8 febbraio 2022

TOP

MAURO VICANO

Mauro Vicano

Andrà fino in fondo, si candiderà a sindaco sostenuto almeno da 4 o 5 liste civiche. Più quelle di 2 o 3 partiti. Indipendentemente dal Partito Democratico.

Sicuramente per Mauro Vicano è stata una doccia scozzese scoprire che dopo un anno di duro lavoro per mettere insieme persone e liste, il Pd non lo ha seguito nel momento cruciale della presentazione della candidatura a sindaco. Non è escluso che possa farlo in un secondo momento, ma ormai in ogni caso lui ci sarà.

Per affrontare una sfida indubbiamente difficile ma anche molto affascinante. In questo momento sta cercando di mettere insieme una coalizione, impegnandosi anche a presentare liste competitive per il consiglio comunale. Certamente non nasconde di non comprendere per quale motivo il centrosinistra, reduce da due sconfitte pesanti, non si ricompatti sul suo nome, ma ormai guarda soltanto avanti.

Approccio positivo.

BEPPE GRILLO

Beppe Grillo (Foto Paolo Cerroni © Imagoeconomica)

La decisione del Tar di Napoli ha riportato la situazione al punto di partenza. Sarà il fondatore Beppe Grillo  a guidare l’attuale fase del Movimento Cinque Stelle, la più complicata probabilmente.

Si va verso un nuovo voto che sicuramente riporterà Giuseppe Conte alla guida del Movimento, ma intanto dopo quanto successo negli ultimi giorni è evidente che né Conte né Di Maio hanno il carisma e la forza politica per tenere insieme tutte le anime pentastellate.

Tocca ancora una volta  a Grillo dunque provare a rilanciare la linea politica. Il vero nodo del contendere è quello del terzo mandato. Conte non lo vuole per liberarsi di Luigi Di Maio e di molti esponenti storici ed ingombranti del Partito. Luigi Di Maio lo vuole per continuare ad essere protagonista. Serve una mediazione che può fare soltanto l’Elevato.

Te lo do io il Movimento.

FLOP

GIUSEPPE CONTE

Giuseppe Conte (Foto Sara Minelli / Imagoeconomica)

Ha detto che la sua leadership nei Cinque Stelle non dipende dalle carte bollate ma da un processo di profonda condivisione di valori e “sentiment”. Sicuramente tornerà alla guida, ma il problema non è questo. Il problema è esattamente la leadership: la sua non unisce, considerando che il Movimento Cinque Stelle passa da un Vietnam all’altro.

Non si tratta neppure di una leadership vincente, perché alle scorse amministrative i Cinque Stelle hanno perso Roma e Torino e sono stati ininfluenti nel resto del Paese. Per non parlare della partita per il Colle.

Il primo partito del Parlamento si è diviso su tutto risultando anche in questo caso ininfluente. Forse Giuseppe Conte deve capire che non basta il sostegno di Marco Travaglio per guidare un partito politico.

Divisivo.

GIOVANNI TOTI

Giovanni Toti (Foto: Paolo Cerroni / Imagoeconomica)

Pronti, via e poi una frenata a secco sulla strada del Grande Centro. Il primo a mostrare una cautela che sa di possibile ripensamento è stato il leader di Italia Viva Matteo Renzi. Poi il numero uno di Azione Carlo Calenda ha detto in modo chiarissimo di non essere interessato. Quindi il tentennamento perfino del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

E così Giovanni Toti, leader di Cambiamo e presidente della Liguria, si è girato e non ha visto più nessuno al suo fianco e nemmeno dietro.

Contemporaneamente deve fare i conti con gli attacchi della Lega in Liguria e con quelli di Fratelli d’Italia per quanto avvenuto in Parlamento per l’elezione del Capo dello Stato.

Lasciato solo.

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