Top e Flop, i protagonisti del giorno: mercoledì 10 agosto 2022

I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire, attraverso di loro e quanto hanno fatto, cosa ci attende nella giornata di mercoledì 10 agosto 2022

I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire, attraverso di loro e quanto hanno fatto, cosa ci attende nella giornata di mercoledì 10 agosto 2022

TOP

GIUSEPPE SACCO

Un anno e mezzo fa c’era stato il lancio durante una conferenza stampa tenuta sede del Consorzio per lo sviluppo industriale del Lazio Meridionale. In quegli stessi giorni il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco non mollava di un centimetro la battaglia legale per la chiusura della discarica provinciale realizzata vent’anni prima sul suo territorio ed ormai satura ma pronta per essere ampliata. «C’è un’opportunità di vedere le cose in maniera del tutto differente dal passato. Vogliamo guardare avanti», dichiarò allora tra l’ormai dilagante disillusione nei confronti della Politica. 

Poi la videoconferenza con il Ministero della Transizione Ecologica, le adesioni al progetto di altri Comuni, l’apertura del primo Ufficio dell’Economia Circolare della provincia di Frosinone. «Il progetto cambia completamente il paradigma, noi siamo la punta avanzata nella ricerca dei nuovi materiali partendo dai rifiuti», disse a fianco alla sottosegretaria ciociara Ilaria Fontana e al presidente del Cosilam Marco Delle Cese

Appena tre mesi fa la semina: «Una giornata storica che segna un reale cambio di passo nello sviluppo del territorio». Ora, mentre è in aperta polemica contro «la corsa della poltrona dei soliti Politici locali» alle Elezioni 2022, il sopralluogo nella prima piantagione: «Mentre la Politica discute di paracadute, blindature, garanzie e garantiti, e continua a parlare all’infinito, c’è la vita di tutti i giorni che non aspetta ed ha bisogno di risposte concrete ed urgenti. Una storia diversa è possibile, così come la voglia di cambiare in meglio la narrazione di questo territorio».

Ce l’ha con la Politica che si riempie la bocca di tante belle parole, ma non sta discutendo sui grandi temi, mentre urgono i fatti. Lui, il primo cittadino di Roccasecca Giuseppe Sacco, ha parlato un anno e mezzo fa. Di un progetto innovativo: la piantumazione di canapa industriale con un duplice obiettivo, la fitodepurazione dei terreni industriali (cioè assorbire in maniera naturale i metalli che hanno inquinato per anni i terreni) e la produzione di biomassa e bioplastica (nuove plastiche ottenute dall’agricoltura).

Nella cittadina del Cassinate, quella in cui il “sindaco” Totò alias don Felice Sciosciammocca voleva fare al massimo un manicomio, Sacco ha dimostrato che i pazzi sono altrove. Lo aveva detto un anno e mezzo fa. Ora ha fatto i fatti. (Leggi qui La Green Valley è nata: non servono più fotomontaggi).

Un Sacco bello.

FRANCESCO BORGOMEO

Francesco Borgomeo

I visionari hanno il pregio di guardare lontano e capire le cose molto prima degli altri. Vivono nello svantaggio di non essere ascoltati (nella migliore delle ipotesi) o di essere etichettati come pazzi o come speculatori.

Ad ignorarli o etichettarli sono quelli che stanno benissimo nella situazione che stanno vivendo e non hanno alcuna voglia di prepararsi al futuro; anzi, vogliono evitare il più possibile il suo arrivo, perché stanno fin troppo comodi. Invece la speculazione internazionale sui prezzi del gas e delle materie prime energetiche è arrivata ed entro l’inverno metterà in ginocchio il tessuto industriale del Lazio.

Francesco Borgomeo lo aveva visto con un anno d’anticipo. Lo aveva dichiarato a tutti i convegni ai quali aveva partecipato in quel periodo, senza nasconderlo ogni volta che qualche giornalista ha avuto la prontezza di domandarglielo.

Lo aveva previsto con ben 5 anni di anticipo. A quel periodo infatti risale il suo progetto per realizzare un impianto nell’area industriale di Anagni con il quale ricavare gas bio semplicemente lasciando fermentare gli avanzi delle cucine ed i tagli dell’erba dalle cunette, come se fossero in una pentola a pressione.

Un piano moderno che avrebbe messo Anagni al centro dei progetti di sviluppo per molte aziende: perché avere con certezza le forniture di gas significa poter produrre in maniera certa e non essere schiavi della Russia o della Germania. Chiaro e trasparente: al punto che il Comune aveva detto si.

Poi lo stesso Comune ha fatto retromarcia. Schiacciato dalle fake news di quelli che un minuto dopo avere incassato il No al biodigestore hanno presentato un loro progetto per farlo.

Ora, la Conferenza dei Servizi (il tavolo con tutti gli enti che hanno competenza in merito) ha dato il via libera. Ma nel frattempo sono passati 5 anni, c’è un Pnrr a dire che quegli impianti devono essere fatti, le industrie sono collassate. Borgomeo ha aperto il suo progetto ai Comuni della provincia di Frosinone coinvolgendo Saf SpA (la società formata in parti uguali dei Comuni ciociari). (Leggi qui: Via al biodigestore ma tutti pensano ad altro).

Non sempre è un vantaggio vedere le cose molto prima degli altri.

Visionario.

FLOP

DAMIANO COLETTA

Damiano Coletta

Dal Che Guevara al rischio neodemocristiano di Renzi e Calenda.

Pietro Nenni diceva che se a 20 anni non sei rivoluzionario a 40 sei confidente della polizia. Ma ora pare che anche i rivoluzionari più acerrimi si ritrovino nel giro di qualche anno “democristiani”.

Il sindaco (in sospeso) di Latina Damiano Coletta è nato rivoluzionario contro tutto e tutti: un Grillo in versione pontina. Poi si è innamorato del grillino scomunicato di Parma Federico Pizzarotti e di Alessio Pascucci che teorizzavano un incredibile Partito dei Sindaci.

Intanto Coletta andava in sintonia del Pd alle elezioni versione prereplica, e replicava pure nello stesso modo. Solo che i suoi sodali Pinzarotti e Pascucci dalla rivoluzione sono passati alla “inaffabilità paludosa democristiana” ed eccoli nientemento che con Calenda e Renzi e col loro “gioco centrista” 

Da Che Guevara ai boy scout. Capita che c’è chi fa la Storia e chi la segue.

Aggregato

ALESSANDRO DI BATTISTA

 “Non ritengo ci siano le condizioni per una mia candidatura alle prossime elezioni politiche“: lo ha detto Alessandro Di Battista postando un video sui social. “Ho chiamato Conte e ho parlato con lui, nonostante nessuno del Movimento 5 stelle mi abbia chiamato, tranne Toninelli. Ho letto delle interviste e le più gentili erano ‘se torna si deve allineare’ e le meno erano ‘non abbiamo bisogno di lui perché è un distruttore tipo Attila”. 

Poi ha aggiunto una nota sul fondatore. Grillo fa ancora da padre padrone e io sotto di lui non ci sto, perché politicamente non mi fido di Grillo”.

Fa benissimo. A tenersi alla larga dal M5S. E meglio farebbe se si tenesse alla larga anache dalla politica. Che è una cosa seria. Perché nella politica serie si parla, si discute, ci si confronta, poi si fa la sintesi delle idee diverse. È con questo modello che l’Italia è stata ricostruita, trasformata in una potenza industriale sullo scenario internazionale.

Quelli che non sanno fare la sintesi, convincere gli altri, aggregarli, semplicemente sono inadatti alla politica. Sono aspiranti ducetti. Intelligenti e brillanti quanto si vuole: ma se quelle idee e quella brillantezza non le fai diventare anche degli altri ma pretendi, per tuo egocentrismo, che siano gli altri a segurile adoranti, resteranno solo tue. Con spazi per qualche salotto televisivo. Folklore, non politica.

Inadatto

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