Top e Flop, i protagonisti del giorno: mercoledì 11 maggio 2022

I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto in questo mercoledì 11 maggio 2022 e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

MAURIZIO STIRPE

Maurizio Stirpe

Ribalta il paradigma, cambia il punto di vista e dà una bella lezione a tutti. Maurizio Stirpe, presidente del Frosinone Calcio, si è mostrato soddisfatto della stagione appena conclusa, lasciando tutti con un palmo di naso.

Si aspettavano un presidente amareggiato per i play off sfuggiti nel finale, insoddisfatto per un supplemento di stagione che avrebbe portato partite ed incassi. Invece no. Il presidente è contento. Perché c’è anche un altro modo di guardare il calcio.

Il Frosinone ha colmato il gap economico e finanziario e sta imparando sempre più a camminare da solo. “Il calcio italiano è indietro perché fermo a 50 anni fa, quando presidenti filantropi si svenavano, svenavano la società e poi lasciavano il deserto. Noi stiamo facendo in maniera diversa”. 

Il risultato non è più la stella polare, è importante il lavoro che si fa per raggiungerlo e questo lavoro, oggi sta portando frutti anche senza la serie A, visto che il valore del Frosinone è più alto di quando era in massima serie. “Noi oggi parliamo di investimenti, quanti possono dire lo stesso? Ve lo dico io, nessuno. Non meravigliatevi se un giorno un fondo straniero verrà qui a bussare”. 

Stirpe è stato così chiaro che quella chiarezza si fa fatica a comprenderla se non si cambia il punto di vista. E’ come se si provano a leggere le istruzioni di montaggio di un mobile al contrario. Basta cambiare punto di vista. 

Il profeta del pallone.

FRANCESCO BORGOMEO

È falso affermare che su 600mila tonnellate di rifiuti ben 120mila di ceneri vadano in discarica: più del 90% di quella quantità può essere recuperato per realizzare piastrelle, fondi stradali o altri usi. I metalli recuperati sono persino conteggiati dall’Ue nella quota di riciclo”: è la nota inviata nel pomeriggio dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri al quotidiano Il Domani per smentire alcune sue affermazioni sul termovalorizzatore di cui si sta per dotare la Capitale.

In quelle righe c’è un riconoscimento industriale per la provincia di Frosinone. Perché l’affermazione “può essere recuperato per realizzare piastrelle, fondi stradali o altri usi” significa una sola cosa: quello è il modello brevettato dal gruppo Saxa Gres di Anagni, che evita alle ceneri di finire sepolte in discarica, le priva dei metalli e le vetroceramizza intrappolando le sue molecole tra quelle della pietra ceramica.

All’estero lo hanno capito da tempo. E per questo danno un punteggio maggiore alle imprese che usano questo tipo di materiale nelle loro offerte per le gare d’appalto. Perché quella pietra ceramica prodotta ad Anagni, il celebre sampietrino realizzato alla Grestone di Roccasecca, è composta in parte con materiale di recupero che evita di sacrificare altre montagne, risparmia suolo per le discariche. E ora può salvare anche Roma aiutandola a liberarsi in maniera ecologica delle sue immondizie.

L’età della pietra… ecologica

FLOP

MARIO DRAGHI

Mario Draghi

Il piglio europeo ed internazionale ce l’ha da quando dell’Ue ha retto le sorti creditizie, ma da allora qualcosa è cambiato. E’ cambiato per una ragione semplice che come al solito noi italiani, figli del melodramma e delle iperboli, abbiamo considerato poco: quando un uomo con grandi qualità nell’ambito di provenienza sale al potere in un contesto diverso da quello in cui si è sudato le medaglie qui da noi facciamo solo la sommatoria esponenziale e mai la tara. Che significa?

Che noi italiani quando a governare una stalla di buoi arriva il miglior pastore di pecore del mondo ci concentriamo sulla parola “allevamento” e non sulle differenze fra pecore e vacche che pure sono sostanziali. Ecco perché nel Draghi premier ci abbiamo visto un riflesso perfetto del Draghi presidente di Bce. Ed ecco perché quando Draghi sbaglia non ce ne accorgiamo quasi mai o tendiamo a considerare l’errore roba di venia.

Il premier è stato da Joe Biden e nella speranza di spuntare maggiori garanzie sul Gnl che dovrà arrivarci a fine novembre si è “spalmato” sulle posizioni atlantiste degli Usa contro la Russia in maniera forse un filino più forte del dovuto. In silloge estrema ha detto: “La pace sarà quella che vorranno gli ucraini, non quello che vorranno altri“.

E’ roba che a ben vedere significa due cose: che Draghi ne sa tantissimo di conti e molto poco di comunicazione; che Draghi ha completamente ignorato che l’Europa di cui è nuncio e l’Italia di cui è premier hanno posizioni molto variegate sul conflitto in Ucraina. Si chiama pluralismo e si deve tener conto del medesimo come e più della Bibbia, in democrazia.

La riprova? Sull’onda dell’atlantismo d’assalto di Usa-Regno Unito-Italia-Polonia il ministro degli esteri della Lituania Gabrielius Landsbergis è tornato a bussare esattamente dove non si dovrebbe bussare mai con Vladimir Putin, cioè sul rovesciamento suo e del suo intero cerchio magico come “condizione imprescindibile di pace”. E se a “rovesciamento” sostituisci “uccisionenon fai tanto di errore semantico e di merito.

Draghi non ha colpe nelle iperboli spicce dei leader baltici, ma neanche ha meriti nell’averle contenute o quanto meno isolate sapendo benissimo che lui per molti è modello da imitare.

Mario senza Super.

GIUSEPPE CONTE

Giuseppe Conte (Foto: Andrea Giannetti / Imagoeconomica)

Dicono che a Montecitorio i deputati del Movimento 5 Stelle stiano già portando sacchi di sabbia, cavalli di Frisia, reticolati con il filo spinato. Si preparano all’arrivo del premier Mario Draghi per riferire sulla guerra in Ucraina. I grillini sono pronti a tutto pur di rendere visibile la loro contrarietà alla linea Draghi.

Il Movimento ha imboccato una linea precisa: stare al Governo comportandosi da forza d’opposizione. Come a dire: il piede in due scarpe, ottenendo così un doppio beneficio. E cioè: da un lato i vantaggi dello stare al comando, dall’altro lato il consenso di chi sta all’opposizione.

È una delle peggiori malattie della politica italiana, quella che ci ha resi inaffidabili su tutti i teatri: l’inattendibilità, il cerchiobottismo, la doppia faccia, l’abilità nel voltare la gabbana.

Se per un Movimento senza storia com’è il M5S questo potrebbe essere comprensibile, non si comprende cosa speri per il futuro il Pd da questa alleanza. Il dramma sta nel fatto con il MoVimento non sia solo questo: ma sia composto anche da un’area che ha senso delle istituzioni e senso del Governo. Ma la prima, con i suoi giri di danza degni dei dervisci, cancella ampiamente la seconda.

Non è così che ci si candida ad essere un protagonista sullo scenario europeo.

Cerchiobottista.

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