Top e Flop, i protagonisti del giorno: mercoledì 2 febbraio 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo mercoledì 2 febbraio 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo mercoledì 2 febbraio 2022

TOP

DI MAIO-RAGGI

Luigi Di Maio e Virginia Raggi (Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

La controffensiva del ministro degli Esteri per spodestare Luigi Conte è partita. Ieri Luigi Di Maio si è fatto vedere con l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi. Poi ha pranzato con Elisabetta Belloni e si è sentito telefonicamente con Chiara Appendino. Ha voluto far capire che intende riprendersi il Movimento.

Giuseppe Conte ha iniziato a contrattaccare, soprattutto mediaticamente. In attesa che il fondatore Beppe Grillo faccia sentire la sua voce, nel Movimento Cinque Stelle è chiaro a tutti che in questo modo non si può pensare di andare avanti. O Luigi Di Maio o Giuseppe Conte.

Di Maio starebbe perfino prendendo in considerazione l’ipotesi di uno strappo. Però, al di là di come andrà a finire, lui è uno di quelli della prima ora del Movimento e non ha mai fatto mistero di non gradire la leadership di Giuseppe Conte, peraltro “pescato” da lui nella società civile per poi catapultarlo a Palazzo Chigi.

La ricreazione è finita.

ANTONIO TAJANI

Antonio Tajani (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Dopo il pasticcio politico dell’elezione del presidente della Repubblica, il numero due di Forza Italia ha battuto due colpi. Dicendo alla Lega che le fusioni a freddo non si fanno e poi aggiungendo che non c’è alcun motivo di cambiare la legge elettorale.

Antonio Tajani ha voluto far capire che Forza Italia mantiene la sua autonomia e che all’interno del Parlamento si muoverà come ritiene più opportuno. Aggiungendo che è impensabile per il centrodestra immaginare di andare al Governo del Paese senza essere agganciato alla grande famiglia del Ppe.

Il tutto mentre Silvio Berlusconi non nascondeva la sua freddezza nei confronti di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Anche all’interno di Foreza Italia Antonio Tajani è stanco di subire gli attacchi dei ministri. E siccome ha il sostegno del leader, adesso imporrà la sua linea.

Incazzato.

FLOP

MATTEO SALVINI

Matteo Salvini (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Che tipo di centrodestra immagina davvero il leader della Lega Matteo Salvini? Forza Italia ha bocciato sul nascere l’idea di una federazione, mentre Giorgia Meloni ha detto che sarà lei a rifondare la coalizione. Intanto Giancarlo Giorgetti ha aperto il tema di una verifica di governo che Mario Draghi non effettuerà mai.

Da un anno il Carroccio ondeggia tra una posizione di governo e una di opposizione, non riuscendo a capitalizzare né i provvedimenti adottati né i malumori di larghe fasce di popolazione. L’equivoco sta continuando.

Nella partita per il Quirinale Salvini ha provato a prendere in mano il centrodestra. Non c’è riuscito perché gli alleati non gli hanno riconosciuto la leadership. Con il risultato che sono state “bruciate” candidature come quelle della Casellati e della Belloni. Ma una riflessione autocritica vera non c’è mai.

Perseverare è… peggio.

GIOVANNI TOTI

Giovanni Toti (Foto: Paolo Cerroni / Imagoeconomica)

La Lega ha aperto la resa dei conti in Liguria. Il leader di Cambiamo-Coraggio Italia non è organico al centrodestra. Continua a immaginare un Centro che al momento non può spostare gli equilibri e che comunque non sarebbe lui a guidare. Deve mettersi in fila, perché ci sono Matteo Renzi, Carlo Calenda, magari lo stesso Pierferdinando Casini.

Le manovre in Parlamento sono importanti, ma poi quando si torna sui territori a fare la differenza sono i numeri sul campo. Cambiamo non va da nessuna parte senza il sostegno della Lega o degli altri partiti del centrodestra.

Giovanni Toti spesso lo dimentica, avventurandosi in voli pindarici che finiscono sempre il planare fuori pista. Forse dovrebbe accettare il fatto che i voti veri li hanno Salvini, Meloni e Berlusconi.

Vorrei ma non posso.

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