Top e Flop, i protagonisti del giorno: mercoledì 2 marzo 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo mercoledì 2 marzo 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo mercoledì 2 marzo 2022.

TOP

DOMENICO MARZI

Domenico Marzi

Non era semplice trovare la forza di accettare la candidatura a sindaco senza avere il tempo per preparare la campagna elettorale come voleva lui.

Domenico Marzi il sindaco lo ha fatto per due mandati e ha lasciato uno straordinario ricordo ai cittadini: ha tutto da perdere e poco da guadagnare in questa nuova avventura politica.

Aveva manifestato dubbi e perplessità al Partito Democratico, ma aveva anche capito quanto il Pd volesse proprio lui alla guida della coalizione. Alla fine, dopo la telefonata di Nicola Zingaretti, ha capito che non poteva essere una scelta frutto di ragionamenti che sarebbero andati avanti all’infinito. Bisognava trovare la forza di provarci cercando di gettare il cuore oltre l’ostacolo. (Leggi qui Zingaretti: «Memmo, candidati». E lui accetta. Ma c’è la mina Vicano).

Lo ha fatto e adesso potrà sperimentare se dopo tanti anni ha la forza politica di giocarsi la partita fino in fondo.

Voglia di stupire.

NICOLA OTTAVIANI

Riccardo Mastrangeli e Nicola Ottaviani

Ha festeggiato l’ultimo Carnevale da sindaco della sua città. Per uno come Nicola Ottaviani il Carnevale non è soltanto una festa da condividere con la cittadinanza. Rappresenta invece una parte imprescindibile della storia cittadina, con le sue tradizioni, con il riferimento alle truppe francesi di Championnet, con la voglia di ricordare costantemente le radici della Ciociaria.

Nella sua lunga esperienza alla guida del Comune (10 anni) Nicola Ottaviani ha realizzato tante opere: lo stadio e il Parco Matusa sono quelle alle quali è più legato non solo perché riguardano settori importanti per i cittadini. In entrambe le opere Nicola Ottaviani ha curato dettagli che portano costantemente alle tradizioni di Frosinone.

Il ruolo di sindaco lo ha vissuto visceralmente, come parte integrante del suo essere cittadino di Frosinone. E’ per questo che la fine di questa esperienza gli porterà molta malinconia.

Primo cittadino.

FLOP

SALVINI-MELONI

Giorgia Meloni (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

È passato tempo dall’elezione bis di Sergio Mattarella al Quirinale. In quel momento Lega e Fratelli d’Italia hanno capito di essere molto divisi e sia Matteo Salvini che Giorgia Meloni hanno parlato di un centrodestra che si è sciolto come neve al sole.

Avrebbero dovuto aggiungere che questo succede da anni per un motivo semplice: il perno del centrodestra non è più Forza Italia di Silvio Berlusconi. Questo vuol dire che non c’è un leader che si assume la responsabilità di trovare le ragioni dell’unità, che sappia mediare e tenere insieme partiti molto diversi. Berlusconi lo ha fatto con Umberto Bossi e Gianfranco Fini.

La Lega e Fratelli d’Italia guardano allo stesso elettorato e hanno gli stessi cavalli di battaglia. Ma per guidare la coalizione uno tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini dovrà assumersi fino in fondo l’onere del comando. Ma nessuno lo fa.

Non oltre il proprio esercito.

FRANCESCHINI-GUERINI

Lorenzo Guerini (Foto: Leonardo Puccini / Imagoeconomica)

 Oltre ad essere due ministri fondamentali del Governo Draghi (bravissimi fra l’altro), Dario Franceschini e Lorenzo Guerini guidano due correnti molto influenti all’interno del Pd: AreaDem il primo, Base Riformista il secondo.

In questa fase Enrico Letta ha deciso di dare al Pd un ruolo di sostegno assoluto al Governo di Mario Draghi sulla delicata questione della guerra tra Russia e Ucraina. Ci sono però anche gli aspetti politici interni al Pd: il Campo Largo, le alleanze, le Comunali e poi le Regionali e le Politiche. Non è proprio chiarissimo immaginare ora dove e con chi si collocherà il Pd: se con i Cinque Stelle o con Calenda. Addirittura c’è chi prevede dopo il 2023 un possibile Governo con la Lega.

In tutto questo le  “correnti” non si sentono e appaiono subalterne al segretario Enrico Letta. Non era mai successo prima.

In seconda fila.

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