Top e Flop, i protagonisti del giorno: mercoledì 30 marzo 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo mercoledì 30 marzo 2022.

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo mercoledì 30 marzo 2022.

TOP

FABIO TAGLIAFERRI

Fabio Tagliaferri

Come portavoce cittadino di Fratelli d’Italia a Frosinone ha iniziato una nuova vita politica che gli piace molto. La nomina dell’assessore Elisabetta Tozzi non soltanto va a ricucire un quadro politico di centrodestra che si era obiettivamente perso, ma rappresenta anche una spinta importante per la campagna elettorale. (Leggi qui I due segnali politici dietro la scelta dell’assessore Tozzi).

Fabio Tagliaferri ha saputo mettere da parte le legittime aspettative personali e ha cominciato a scoprire l’importanza di saper aspettare. Sta costruendo una lista forte che alle elezioni comunali può fare la differenza ed a quel punto in giunta potrebbe rientrarci dalla porta principale.

Fabio Tagliaferri ha pure scoperto l’importanza del gioco di squadra all’interno di un Partito che i sondaggi accreditano come primo in Italia. Sta mettendo in fila diversi traguardi.

Rinato.

CLAUDIO DURIGON

Claudio Durigon (Foto © Imagoeconomica / Vincenzo Livieri)

In estate è stato costretto al passo indietro come sottosegretario del Mef per aver avanzato la proposta di reintitolare alla memoria di Arnaldo Mussolini in parco di Latina. Sa benissimo cosa vuol dire inciampare in cose del genere. (Leggi qui: Salvini telefona, Durigon si dimette: “Ma non sono fascista”).

Per questo, non appena gli è stata riferita della gaffe dell’assessore leghista Stefano Gizzi al Comune di Ceccano, Claudio Durigon non ci ha pensato due volte ad alzare il telefono per chiedere al sindaco Roberto Caligiore di procedere con la revoca delle deleghe. (Leggi qui Caligiore e la Lega silurano Gizzi: via l’assessore putiniano).

Non è dato sapere se ci sia stata anche una telefonata a Gizzi ed eventualmente di quale tenore. Ma in ogni caso il parlamentare e coordinatore regionale del Carroccio ha immediatamente risolto una situazione che poteva trasformarsi nell’ennesima bufera mediatica per un Partito che da mesi non riesce ad uscire dall’angolo politico.

Reattivo.

FLOP

STEFANO GIZZI

Gizzi e Buschini

Non è la prima volta che prende posizioni molto forti e spesso politicamente “provocatorie”. Ma stavolta Stefano Gizzi non ha considerato il particolare momento storico oltre che politico. La “Z” per celebrare la vittoria di San Giorgio sul Drago è lo stesso simbolo della guerra di Putin, della guerra che la Russia ha scatenato in Ucraina. (Leggi qui Gizzi: «Solidarietà alla Russia». Buschini: «Chieda scusa all’Ucraina»).

Ognuno può avere le sue convinzioni e le sue posizioni, ma non si possono confondere i piani dell’aggressore (la Russia) e dell’aggredito (l’Ucraina). La telefonata di Gizzi con Cruciani e Parenzo della Zanzara su Radio 24 ha evidenziato chiaramente come anche l’assessore si fosse reso conto che non poteva essere difeso politicamente.

Perciò le iniziative di Claudio Durigon e di Roberto Caligiore sono state quasi una liberazione da una situazione impossibile da sostenere.

Silurato.

MASSIMILIANO QUADRINI

L’adesione ad Azione del sindaco di Isola del Liri va benissimo, anche perché in questa fase il Partito di Carlo Calenda è probabilmente quello più attrattivo che c’è. Il problema però sono le condizioni per le quali è maturato l’addio al Partito Democratico. (Leggi qui la ricostruzione esclusiva di Alessioporcu.it: (Leggi qui L’intreccio Pompeo – Buschini dietro l’addio di Quadrini al Pd).

Per quale motivo Antonio Pompeo doveva dimettersi prima della scadenza del mandato di presidente della Provincia se la legge stabilisce che può convocare le elezioni entro novanta giorni? Legittima l’ambizione di Massimiliano Quadrini di poter concorrere per la presidenza della Provincia, ma forse l’argomento doveva essere affrontato in una sede politica competente del Partito. Nella quale è possibile incassare anche un No: ed in politica bisogna saper far prevalere le ragioni del Noi sulle aspirazioni dell’Io. Altrimenti non è più politica.

Non basta avere i voti per poter aspirare ad essere un leader. Si può essere leader anche con poco: Craxi governò l’Italia dall’alto di un 9% risicato. Ma sapeva quando cedere e quando passare all’incasso, quando appoggiare e quando sfasciare. Qui di profumo della politica se ne sente poco: sembra quasi di vedere quello che non gli danno il rigore, si riprende il pallone e se ne va. Ma la partita (ed il Pd) va avanti lo stesso.

Separazione a dispetto.

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