Top e Flop, i protagonisti del giorno: sabato 2 aprile 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo sabato 2 aprile 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo sabato 2 aprile 2022.

TOP

ELIO VITO

Elio Vito (Foto: Stefano Carofei © Imagoeconomica)

Ha voluto semplicemente fare il classico “pesce d’aprile”, annunciando la sua uscita da Forza Italia e l’adesione al Partito Democratico. Sui social tutti hanno capito che si trattava di uno scherzo, nel mondo politico invece no. C’è perfino chi si è arrabbiato.

E allora Elio Vito, navigato parlamentare “azzurro”, ha concluso che la politica ha perso perfino l’ironia. Ha ragione. Peraltro la sua uscita da Forza Italia era perfino verosimile considerando che negli ultimi mesi più volte ha assunto posizioni diverse rispetto a quelle dei vertici. Lo ha pure sottolineato: “Sono in sintonia con la base, non sempre con i vertici”.

In ogni caso il suo “pesce d’aprile” ha fatto emergere un ulteriore arretramento della classe politica italiana, che si prende troppo sul serio in qualunque occasione.

Istrionico.

BEPPE GRILLO

Beppe Grillo (Foto Paolo Cerroni © Imagoeconomica)

È stato lui a suggerire il cambio di comunicazione da parte del presidente dei Cinque Stelle Giuseppe Conte. Beppe Grillo è uno che di televisione se ne intende: ha giudicato troppo “moscio” il modo di comunicare dell’ex presidente del consiglio.

Allora ha deciso di intervenire: niente giacca e “pochette”, maniche di camicia. Niente tono compassato e neutro, maggiore foga e pugni sbattuti sul tavolo alla bisogna. Conte gli ha dato retta e adesso bisognerà vedere come risponderanno i… sondaggi.

Soltanto i sondaggi infatti contano ormai nella politica italiana. Però il fatto che Conte abbia comunque ascoltato Grillo sta a significare che nei Cinque Stelle si avverte la necessità di un rilancio ad un anno dalle elezioni politiche, le uniche che interessano davvero ai pentastellati. Per questo motivo il fondatore ha deciso di imporsi.

Il capo sono io.

FLOP

LUIGI DI MAIO

Luigi Di Maio. (Foto: Saverio De Giglio / Imagoeconomica)

Concentrato sul ruolo di ministro degli Esteri, nel Movimento è stato completamente isolato dall’azione a tenaglia di Giuseppe Conte e Beppe Grillo.

I Cinque Stelle hanno iniziato a prendere le distanze dal Partito Democratico e Conte ha detto a Letta che i pentastellati non sono una succursale dei Democrat. La nuova linea politica tende a differenziare il Movimento e a cercare di recuperare uno spirito “barricadero” in vista delle elezioni politiche. Questo probabilmente porterà ad un irrigidimento di Conte sul principio del no a deroghe sul limite del doppio mandato.

Vuol dire che Luigi Di Maio e tanti altri saranno costretti a mesi di trattative politiche e di  compromessi al ribasso all’interno del Movimento.

All’angolo.

BERLUSCONI-TAJANI

Antonio Tajani con Silvio Berlusconi Foto © Imagoeconomica

A parole Forza Italia continua a dire di non voler creare problemi al governo del premier Mario Draghi in questo particolare momento. Poi però i fatti sono diversi.

Il fondatore e leader Silvio Berlusconi ha chiesto (non da solo) che si estenda pure ai referendum la possibilità di votare anche lunedì 13 giugno. I referendum sono quelli della Lega sulla Giustizia.

Sempre in materia di Giustizia il numero due di Forza Italia Antonio Tajani ha chiesto a Draghi di non mettere la fiducia sui provvedimenti che arriveranno all’attenzione del Parlamento in materia di riforma del Csm. Spiegando che diversi punti del testo vanno migliorati. Questo però significherebbe snaturare l’impianto della riforma Cartabia. Su un tema importante come la giustizia Forza Italia è pronta a differenziarsi da larghe parte della maggioranza e soprattutto dalla linea del premier Draghi. Come per l’elezione del presidente della Repubblica.

Alleanza variabile.

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