Top e Flop, i protagonisti del giorno: sabato 23 ottobre 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di venerdì 22 ottobre 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questa giornata di sabato

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di venerdì 22 ottobre 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questa giornata di sabato.

TOP

RICCARDO MASECCHIA

Riccardo Masecchia

Il capogruppo di Forza Italia al Comune di Frosinone ha invitato la maggioranza a fermarsi un attimo sul possibile riequilibrio delle deleghe in giunta. Rivolgendosi anche al sindaco Nicola Ottaviani. (Leggi qui Forza Italia fischia il timeout ad Ottaviani: stop al rimpasto).

Sul tavolo c’è la possibilità di indicare un esponente del Polo Civico (Angelo Retrosi) al posto di Fabio Tagliaferri, nel frattempo passato a Fratelli d’Italia. Per Masecchia è necessario guardare sia a tutto quello che è successo negli ultimi nove anni, sia alle prossime elezioni di giugno.

Il consigliere forzista fa questo ragionamento: c’è stata una maggioranza che ha lavorato lealmente e unitariamente sempre e davanti abbiamo un’elezione nella quale bisognerà capire chi starà ancora nel centrodestra e chi no. In questo ambito sicuramente l’assessore Fabio Tagliaferri ha un ruolo di primo piano. E non può essere sacrificato con tanta facilità.

In un colpo solo ha bloccato l’intera operazione.

Lucido.

ROBERTO CALIGIORE

Piaccia o no come sindaco, condivisibile o meno la sua estrazione politica, il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore può mettere sul piatto due evidenze: quando soffiava il vento del civismo ha sdoganato i Fratelli d’Italia consentendogli di conquistare per la prima volta il governo di una città della provincia di Frosinone; quando il civismo ha dimostrato tutti i suoi naturali limiti, ha dimostrato che l’unica soluzione era il ritorno dei Partiti con i loro simboli e con loro ha centrato la rielezione.

Nelle ore scorse Roberto Caligiore ha tracciato il bilancio del primo anno di sua amministrazione bis a Ceccano. E piacciano o no ha esibito dei numeri: 270 delibere di Giunta, 10 sedute di Consiglio comunale e le opere realizzate in un anno. E al di là dei numeri ha potuto esibire la loro sostanza: non sono stati solo interventi di ordinaria amministrazione. (Leggi qui Caligiore bis: «Arroganza del potere? No, pragmatismo del centrodestra unito»).

Ma il dato politico è un altro. Lo ha evidenziato lo stesso sindaco nel corso della conferenza stampa. «Stiamo dimostrando come si lavora bene per la comunità con un centrodestra unito», proposto come modello in Ciociaria.

È un’evidente segnale in vista delle elezioni provinciali 2022 che eleggeranno il successore del presidente Antonio Pompeo.

Luogotenente aspirante Presidente.

ROBERTO MARONI

Roberto Maroni (Foto: Paolo Lo Debole / Imagoeconomica)

Diversi anni fa Matteo Salvini (che con lui era politicamente cresciuto) lo scaricò, preferendogli Attilio Fontana come presidente della Lombardia. Adesso Bobo Maroni è tornato al Viminale, chiamato direttamente da quella Luciana Lamorgese che è nel mirino di Salvini continuamente.

È stato individuato per le sue competenze e lui ha accettato di buon grado. Intanto è importante che sia rientrato nel giro, ma non c’è chi non veda in questa situazione anche una rivalsa sul piano strettamente politico.

Fatto sta che Roberto Maroni non ha mancato di ringraziare la Lamorgese. Lui è stato uno dei fondatori del Carroccio e con Umberto Bossi ha condiviso la fase pioneristica. Adesso certamente non ambisce alla leadership, ma in questa fase può rappresentare una sponda fondamentale per Giorgetti, Zaia e Fedriga.

La vendetta è un piatto che si consuma freddo.

FLOP

RENATO BRUNETTA

Renato Brunetta (Foto: Sara Minelli / Imagoeconomica)

Gli addetti ai lavori dicono che è da tempo che non si vedevano tanti ribelli in Forza Italia. Dagli anni di Angelino Alfano.

Renato Brunetta è sicuramente uno degli esponenti più preparati e carismatici in Forza Italia. Insieme con Gelmini e Carfagna sta  cercando di capire se esistono gli spazi per una formazione di centro. Come magari fu il Nuovo centrodestra con Alfano.

Solo che proprio in questo momento Silvio Berlusconi è tornato in scena e difficilmente farà sconti. Il che vuol dire che un’operazione del genere potrebbe naufragare sul nascere. Ci sono dei momenti in politica nei quali si fa la differenza. Ma questo in assoluto è quello meno propizio per un’operazione di tale portata.

Fuori tempo.

CALENDA – CONTE – RENZI

Carlo Calenda (Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Sono i re dei veti incrociati. Ricapitolare non è semplice ma ci proviamo. Giuseppe Conte ha detto “mai” con Renzi e Calenda. Carlo Calenda ha detto “mai” con i Cinque Stelle. Come da sempre ha fatto Matteo Renzi, anche se poi una volta l’alleanza l’ha favorita lui.

In questo gioco dei veti incrociati certamente non si favorisce il Campo Largo al quale guarda il segretario del Pd Enrico Letta per far sì che il centrosinistra sia competitivo con il centrodestra alle politiche.

Ma quello che stupisce è che tali posizioni vengano da esponenti di forze politiche che, fin quando non ci sarà il proporzionale, hanno bisogno proprio di un Campo largo. I Cinque Stelle sono in caduta libera, Italia Viva non effettua scatti. Calenda ha fatto benissimo su Roma, ma l’Italia non finisce nella Capitale. Eppure hanno la pretesa di dettare loro le condizioni.

Fuori gioco.

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