Top e Flop, i protagonisti del giorno: sabato 25 giugno 2022

I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire, attraverso di loro e quanto hanno fatto, cosa ci attende nella giornata di sabato 25 giugno 2022.

I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire, attraverso di loro e quanto hanno fatto, cosa ci attende nella giornata di sabato 25 giugno 2022.

ALIOSKA BACCARINI

Il sindaco di Fiuggi Alioska Baccarini © Valerio Portelli / Imagoeconomica

Ha condotto in porto la privatizzazione della società Acqua e Terme di Fiuggi, assicurandole un progetto di lunga prospettiva, riuscendo a coinvolgere gli imprenditori del territorio: gli unici che potevano avere un interesse vero nei confronti della città. Chiunque altro, fosse stato anche il migliore player delle acque minerali sul globo terrestre, avrebbe visto Fiuggi solo come un asset all’interno di un bilancio, leggendolo con i numeri di costi e ricavi.

Invece è dal cuore che bisogna partire per far tornare Fiuggi quella grande realtà europea che è stata all’inizio del Novecento. Con una visione da XXI secolo: nella quale acqua di Fiuggi vuole dire salute, rigenerazione, ritorno in forma, buona cucina, sport, svago. Un progetto capace di coinvolgere un intero territorio.

Nulla da spartire con i roboanti nomi dell’industria alimentare europea che si erano affacciati in Ciociaria nei decenni scorsi. Lasciando un pessimo ricordo, numeri da catastrofe, tonnellate di carte bollate, un piede nella fossa del fallimento.

Il sindaco di Fiuggi Alioska Baccarini – adesso c’è la prova – non voleva vendere Acqua e Terme di Fiuggi: voleva che a prenderla fossero persone con un cuore, un progetto ed un portafogli in grado di realizzarlo. Venerdì sono scaduti i termini, i progetti sono stati consegnati, contengono quei requisiti e quelle caratteristiche. Missione compiuta.

Meno facile che bere un bicchiere d’acqua.

STIRPE E BORGOMEO

Pulici e Graziani, Vialli e Mancini, scegliete voi la coppia in base al cuore ed alla fede calcistica ma i il vice presidente nazionale di Confindustria ed il presidente di Unindustria Cassino hanno costituito una coppia formidabile.

Ci sono loro dietro alcuni dei più clamorosi successi di politica industriale centrati dalla Ciociaria negli ultimi quarant’anni. A partire dal contratto di filiera che potrà garantire un futuro all’indotto Stellantis: e sia chiaro, non un indotto da accattoni che elemosinano commesse al colosso automobilistico, bensì un player che guarda negli occhi Stellantis. C’è questo dietro al progetto Tier One, che ha condotto al contratto di filiera, che a sua volta ha già costretto l’Ue e girarsi verso Cassino e sbloccare la concessione di contributi a fondo perduto.

Ci sono loro ora dietro al disegno di Fiuggi, in team con Gianfranco Battisti che è stato manager di solidissima esperienza non da ultimo alla guida delle Ferrovie dello Stato Italiane (e fiuggino doc). E con Nicola Benedetto, uno che di turismo e strutture alberghiere si intende non poco: sua la struttura che a Matera è stata set per una delle ultime avventure di James Bond.

Un progetto che non punta solo al business (un imprenditore deve avere sempre quello come obiettivo) ma che ha anche un cuore ed un’anima. Infallibili e micidiali, come Pulici e Graziani, con Zaccarelli e Danova.

Dream team all’ombra delle terme.

FLOP

MARIO DRAGHI

Mario Draghi

Altri, al posto suo avrebbero scannato il vitello grasso. Giuseppe Conte l’avrebbe fatto a reti unificate. Silvio Berlusconi avrebbe chiesto la Mondovisione. Mario draghi invece no: silenzio e profilo modesto. Al punto che nessuno a Palazzo Chigi ha pianificato l’annuncio.

I fatti sono chiari: anche in questo semestre l’Italia è riuscita nell’impensabile. Ha centrato tutti gli obiettivi che le erano stati chiesti dall’Unione Europea per concedere il prestito del Recovery Plan.

Se a Palazzo Chigi ci fosse stato ancora il premier con la pochette avrebbero dovuto legare il ministro Luigi Di Maio per impedirgli di affacciarsi un’altra volta al balcone. Invece, con Mario Draghi in quelle stanze, l’unico gesto di entusiasmo è stato il passaggio ai nuovi faldoni: quelli con gli emendamenti che la settimana prossima passeranno a Montecitorio per limare il Ddl Concorrenza. E quindi, la via crucis dei traguardi da tagliare per il nuovo semestre.

Condividere quel traguardo avrebbe potuto rappresentare una ventata di ottimismo: ce n’è bisogno in questa ultima estate di tranquillità. Prima che gli effetti della guerra, delle speculazioni internazionali, della siccità, dell’inflazione, arrivino a farci stringere la cinghia.

Troppo modesto.

ROBERTO SPERANZA

I contagi sono ripresi. Il covid sta tornando ad infettare le vite degli italiani. E non poteva essere altrimenti dal momento che abbiamo praticamente abbassato del tutto la guardia.

Le misure messe in campo sono state efficaci. Perché con la nuova ondata di Omicron in pochi sono finiti in ospedale: piccole cose, rispetto alle altre varianti. Sarà necessario però tornare ad imporre alcune misure, se non a tutela di se stessi, almeno a tutela dei soggetti più deboli: gli anziani, gli immunodepressi, quelli che fanno la chemio per combattere altre malattie.

Il ministro della Salute dice che “non sono all’ordine del giorno revisioni delle misure. Non avere restrizioni non significa però che non contino i comportamenti individuali e le raccomandazioni. La sfida adesso è quella di puntare sulla responsabilità dei singoli. Ad esempio, le mascherine continuano ad essere raccomodate in certe situazioni”.

Quindi, la nuova linea di difesa è la responsabilità dei singoli. In Italia?

Senza speranza.

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