Top e Flop, i protagonisti del giorno: sabato 5 febbraio 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo sabato 5 febbraio 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo sabato 5 febbraio 2022

TOP

NICOLA ZINGARETTI

Nicola Zingaretti (Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Oltre 15 miliardi di euro di investimenti tra Pnrr, nuova programmazione europea e risorse nazionali, spalmati in un arco temporale compreso tra i 6 e i 7 anni. Investimenti per il Lazio che per Nicola Zingaretti “dovranno avere un’anima e portare giustizia sociale”.

Ha detto: “Chiudiamo la stagione del risanamento del Lazio e apriamo la stagione della rinascita”. Il presidente della Regione ha guardato al “dopo di lui” visto che tra un anno avrà completato anche il secondo mandato. Ha dimostrato per l’ennesima volta che il suo dna è quello dell’amministratore prima ancora che del politico. Ed è con questo dna che si appresta all’ennesimo salto di qualità.

Concorrerà per il Parlamento con l’ambizione di poter far parte, da protagonista, del Governo nel caso di vittoria del centrosinistra. O magari di una prosecuzione dell’esperienza di Mario Draghi. Intanto però programma per il Lazio.

Governatore per sempre.

GIORGIA MELONI

Sta creando una pressione politica enorme sulla Lega, chiedendo a Matteo Salvini di scegliere tra Fratelli d’Italia e il Pd. Tra il Governo Draghi e l’opposizione sovranista.

Lo sta facendo in un momento di grande difficoltà del Carroccio, dopo la partita per la presidenza della Repubblica. In un momento nel quale ogni sondaggio assegna a Fratelli d’Italia il primo o il secondo posto nel Paese. Con un vantaggio ormai evidente nei confronti proprio della Lega.

Giorgia Meloni ha capito che si andrà a scadenza naturale e che in questo anno si cercherà di gettare le basi affinché ci sia una prosecuzione del Governo Draghi dopo il 2023. Magari confidando anche nella riforma della legge elettorale. Per questo sta stringendo all’angolo Matteo Salvini, che però deve tenere conto dell’ala governista (molto forte all’interno del suo partito). Giorgia Meloni non si ferma.

Implacabile.

FLOP

SALVINI-BERLUSCONI

Matteo Salvini e Silvio Berlusconi (Foto: Alessia Mastropietro / Imagoeconomica)

Pesa in maniera enorme la figuraccia rimediata da Lega e Forza Italia sull’elezione del presidente della Repubblica. La scelta di votare per Sergio Mattarella alla fine era obbligata, ma comunque è arrivata dopo che erano stati bruciati nomi come Elisabetta Casellati, Elisabetta Belloni, Sabino Cassese e tanti altri ancora che non erano andati in votazione.

In quelle stesse ore si dovevano gettare le basi per una federazione tra Lega e Forza Italia che costringesse Fratelli d’Italia ad una posizione diversa nel centrodestra. Anche questo progetto è fallito sul nascere e adesso la Lega non riesce a sfondare davvero al centro, mentre Forza Italia è stata scavalcata dalla manovra a tenaglia di Matteo Renzi e Giovanni Toti. Azzurri e lumbard rischiano la subalternità politica a Fratelli d’Italia nel centrodestra.

Bocciati su tutti i fronti.

MARIO DRAGHI

Mario Draghi

Voleva salire al Quirinale, ma si è dovuto “accontentare” di restare a Palazzo Chigi. L’elezione bis di Sergio  Mattarella lo mette al riparo da possibili “blitz”, ma oggettivamente Mario Draghi non ha la forza politica di qualche mese fa.

Ha deciso di non mediare più a tutti i costi e nei prossimi dodici mesi dovrà “mettere a terra” le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Dopo si vedrà. Ma intanto dovrà fronteggiare le continue rivolte della Lega in consiglio dei ministri.

Mario Draghi potrebbe dover scegliere tra una maggioranza ampia come questa e una più ristretta. Intanto però ha capito che in Parlamento c’è una forte ostilità nei suoi confronti: della Lega, di Forza Italia, dei Cinque Stelle. Non è già più una figura di garanzia per tutti.

Ridimensionato dai Partiti.

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