Top e Flop, i protagonisti del giorno: venerdì 18 febbraio 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo venerdì 18 febbraio 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo venerdì 18 febbraio 2022

TOP

ENRICO GASBARRA

Enrico Gasbarra

Il suo nome ha ripreso a circolare per la candidatura alla presidenza della Regione Lazio, all’indomani dell’annuncio di Nicola Zingaretti che la scelta avverrà nel Campo Largo attraverso le primarie. Si fa sempre più riferimento ad un asse tra lo stesso Enrico Gasbarra e Goffredo Bettini, ma in ogni caso l’ex presidente della Provincia di Roma è in campo. (Leggi qui Primarie Regionali, c’è Gasbarra sullo sfondo).

Non è l’unico e dovrà vedersela con autentici pesi massimi come Daniele Leodori e Alessio D’Amato. Si vota tra più di un anno e quindi chissà quante altre cose cambieranno. Ma il nome di Enrico Gasbarra non è uno di quelli che se lanciato in anticipo, poi viene “bruciato.

Il fatto è che Enrico Gasbarra  si giocherà la partita per la candidatura sia al di fuori delle primarie che dentro. A Roma è uno degli esponenti più autorevoli del centrosinistra per ogni tipo di elezione.

Pezzo da novanta.

RICCARDO MASTRANGELI

Riccardo Mastrangeli

Alle primarie per scegliere il candidato sindaco di Frosinone correranno tutti con lui e per lui. L’accordo con Fratelli d’Italia ha rappresentato il segnale più importante considerando le incomprensioni che si erano verificate nei mesi scorsi. Ma anche l’intesa con il presidente del consiglio comunale Adriano Piacentini è un passo fondamentale. (Leggi qui Il cerchio è chiuso: Piacentini cede il passo a Mastrangeli).

Tutte operazioni che mettono Mastrangeli nella condizione di poter guidare una coalizione di centrodestra unita, con la Lega, con Fratelli d’Italia, con Forza Italia, con Cambiamo, con l’Udc. E poi con le liste civiche: quella di Nicola Ottaviani, quella di Antonio Scaccia, quella dello stesso Riccardo Mastrangeli.

Il presidente dell’Ordine dei Farmacisti nel momento decisivo delle trattative ha deciso di effettuarle in prima persona. Riuscendo a raggiungere accordi importanti.

Diplomatico.

FLOP

SALVINI-BONGIORNO

Giulia Bongiorno (Foto: Carlo Lannuti / Imagoeconomica)

Siccome la politica italiana cambia alla velocità della luce, i momenti diventano fondamentali. Nella fase di raccolta delle firme, i referendum per chiedere ai cittadini di cambiare importanti punti che riguardano la Giustizia sembravano vento nelle vele della Lega di Matteo Salvini.

Adesso che ne sono stati ammessi quattro su cinque, la situazione rischia di cambiare sul piano della percezione politica.

L’avvocato Giulia Bongiorno, soprattutto in questo campo, è quella che maggiormente consiglia Matteo Salvini. I quesiti hanno un’impostazione garantista e allora potrebbe succedere che Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, possa mettersi di traverso e votare contro per capitalizzare politicamente il “sentiment” di quell’elettorato di destra che non fa rima con garantismo.

Rischio boomerang.

CONTE-TAJANI

Giuseppe Conte

Sia il Movimento Cinque Stelle che Forza Italia in Parlamento si stanno mettendo di traverso su diversi punti, al punto che il premier Mario Draghi ha chiesto un incontro al Capo dello Stato e poi ha detto ai Partiti che lo sostengono che in questo modo non si può andare avanti. Quindi o la maggioranza si dà una regolata, oppure il premier potrebbe perfino assumere iniziative clamorose. Come le dimissioni.

Anche la Lega sta prendendo le distanze e in qualche caso perfino nel Pd si registrano dei distinguo. Ma per Cinque Stelle e Forza Italia è diverso. I pentastellati sono il primo Partito in Parlamento e a dodici mesi dalle elezioni non ha alcun senso assumere iniziative che possano portare ad un ricorso anticipato alle urne.

Forza Italia dovrebbe essere uno dei partiti di riferimento per Draghi. Ma evidentemente sia Giuseppe Conte che Antonio Tajani guardano più alle vicende interne dei rispettivi partiti che al superiore interesse della maggioranza di governo.

Capricciosi.