Top e Flop, i protagonisti del giorno: venerdì 18 marzo 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo venerdì 18 marzo 2022.

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questo venerdì 18 marzo 2022.

TOP

DRAGHI-SPERANZA

Foto © Paolo Cerroni / Imagoeconomica

Il Green pass base sparisce il primo maggio, mentre il super Green pass, obbligatorio per i lavoratori over 50, resta fino al 30 aprile. L’obbligo delle mascherine al chiuso fino al 30 aprile. L’Italia riapre, anche se bisognerà comunque tenere monitorata la curva dei contagi, specialmente in questa fase.

Ma se si vede la fine del tunnel il merito è esclusivamente della linea rigorista che hanno messo in campo nell’ultimo anno il premier Mario Draghi e il ministro della salute Roberto Speranza. Entrambi hanno tenuto botta, soprattutto in consiglio dei ministri, dove Lega e Cinque Stelle hanno cercato più volte di chiedere allentamenti delle misure adottate.

Nessuno sa se veramente è iniziata la fine della pandemia, ma indubbiamente la riapertura dell’Italia, seppure graduale, è un segnale positivo e incoraggiante.

Saldi al timone.

SERGIO PIROZZI

Sergio Pirozzi (Foto: Stefano Carofei © Imagoeconomica)

L’ex sindaco di Amatrice, autentico eroe quando il terremoto ha devastato il suo paese e quella parte dell’Italia, non è uno che le manda a dire. E sicuramente non è uno che rimane dove avverte di non essere gradito. (Leggi qui Pirozzi rompe con i Fratelli. La Lega è una suggestione).

Con il suo movimento, lo Scarpone, si è candidato alla presidenza della Regione Lazio nel 2018, determinando oggettivamente la sconfitta del centrodestra di Stefano Parisi. Poi ha aderito a Fratelli d’Italia, nonostante inizialmente il corteggiamento della Lega di Matteo Salvini fosse apparso più convincente. Pirozzi è un uomo di destra ma anche uno che vuole cercare di lasciare il segno.

Da Fratelli d’Italia andrà via perché le sue iniziative, come ha fatto capire lui stesso, non sono state supportate e tenute in considerazione in alcun modo. Forse avevano paura di creare il personaggio efficace, quindi capace di attirare consenso; andando via, Pirozzi ha dimostrato che a lui interessava davvero mettere in sicurezza i territori italiani dai rischi legati ai terremoti ed alle calamità naturali. Non i voti.

Probabilmente approderà alla Lega, dove Claudio Durigon ha preparato il terreno e Matteo Salvini lo accoglie a braccia aperte. Tra un anno alle elezioni regionali potrebbe essere ancora una volta determinante se non stesse nel centrodestra con il suo movimento, lo Scarpone. Pirozzi ha l’intelligenza e l’orgoglio del contadino.

Scarpe grosse, cervello fino.

FLOP

ROBERTO GUALTIERI

Nicola Zingaretti e Roberto Gualtieri (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Non era semplice fare il sindaco di Roma dopo aver raccolto l’eredità politica e amministrativa di Virginia Raggi. Sicuramente Roberto Gualtieri sta mettendo mano alla macchina e in questi mesi sta cercando di capire dove intervenire e come. Però indubbiamente, per le aspettative suscitate proprio dalla sua elezione, ci si aspettava ben altro impatto, perfino mediatico, in un ruolo che vale almeno tre ministeri.

Un grande impatto mediatico hanno avuto ai loro tempi sia Francesco Rutelli che Valter Veltroni. Invece così non è stato: Roberto Gualtieri non è uno che strombazza i risultati, ma chi guida il Campidoglio non può certamente pensare di fare il sindaco in modo normale. Come quello di una qualunque città media o piccola. Gli è mancata finora la leadership politica, perché forse non ha realizzato di quanto sarà importante il suo ruolo in qualunque tipo di elezione.

Frenato ed eccessivamente timido.

ENRICA SEGNERI

Enrica Segneri

Il suo intervento alla Camera testimonia le difficoltà che attraversano il Movimento Cinque Stelle. Enrica Segneri ha detto: “Dichiaro il mio voto contrario al mio gruppo parlamentare. Chi può negare che ci sia in atto un’invasione della Russia in Ucraina, che ci sia una guerra fatta di uccisioni di civili innocenti, che ci siano oltre tre milioni di profughi che stanno fuggendo dal loro territorio? Nessuno. Però non voglio scivolare in un manicheismo tra buoni e cattivi legittimando una terza guerra mondiale”.

Le sono arrivati i complimenti dell’ex ministro Riccardo Fraccaro. La Segneri ha pure aggiunto di provare “un forte imbarazzo verso i pacifisti per la guerra che ho sentito parlare in quest’aula e che si dovrebbero interrogare su quante vite umane si debbono ancora sacrificare per far sì che i pacifisti per la guerra siano soddisfatti”.

La collega Iolanda Di Stasio ha definito inesattezze le parole della Segneri. Qualche giorno fa, in un’intervista a La Stampa, la Segneri aveva espresso la propria contrarietà all’intervento di Zelensky previsto alla Camera. Dicendo: “Non credo che il Parlamento italiano dovrebbe sovraesporsi in questo momento rispetto ad altri Parlamenti”. Ogni opinione è legittima, ma sfugge che la Russia ha invaso e sta radendo al suolo uno Stato sovrano. E che non ci si può girare dall’altra parte.

Sofismi.

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