Top e Flop, i protagonisti del giorno: venerdì 3 settembre 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di venerdì 3 settembre 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di venerdì 3 settembre 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

ZINGARETTI-D’AMATO

Nicola Zingaretti e Alessio D’Amato (Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Il Lazio sarà la prima regione a raggiungere la soglia dell’80% di popolazione over 12 anni vaccinata con due dosi. Il presidente Nicola Zingaretti ha voluto sottolinearlo perché si tratta di un traguardo storico e scientificamente rilevante. Perché consente davvero di poter parlare di immunità di gregge.

Il che naturalmente non vuol dire che la pandemia è sotto controllo, ma certamente il virus ha meno spazi per circolare. E i risultati, che già si vedono, sono la bassa pressione sulle strutture ospedaliere e il crollo delle curve dei decessi e dei contagi.

Dall’inizio dell’epidemia il Lazio si è distinto, soprattutto perché Roma, a differenza delle altre Capitali europee e mondiali, non ha mai avuto numeri da far tremare i polsi.

La sanità ha funzionato e questo è tanto più importante perché la mission di Nicola Zingaretti e Alessio D’Amato era quella di portare la Regione fuori dal commissariamento. Non solo hanno centrato questo traguardo, ma hanno portato il Lazio alla ribalta internazionale sul fronte della campagna vaccinale. Come Israele. Come la Danimarca.

Massicci e incazzati. Ed efficienti.

ALESSANDRA SARDELLITTI

Nella palude politica del capoluogo ma anche della Ciociaria, Alessandra Sardellitti è un’eccezione assoluta. A distanza di un mese e mezzo dall’addio al Partito Democratico, ha deciso di aderire ad Azione di Carlo Calenda. Lo ha fatto dopo un lungo e approfondito confronto con Luciano Gatti e Antonello Antonellis, anche loro provenienti dal Pd e con un passato politico importante. (Leggi qui Per Sardellitti è l’ora di… Azione).

Consigliere comunale e provinciale, la Sardellitti semplicemente non se la sentiva più di tirare a campare. Di andare avanti a forza di inerzia. Ha voluto porre l’accento sugli stimoli che occorrono per fare politica, sui valori che poi vanno applicati nella vita di tutti i giorni. Azione di Carlo Calenda si sta distinguendo per una campagna elettorale di questo tipo a Roma.

La Sardellitti è avvocato e proviene da una famiglia di imprenditori. E’ lontana dal mondo delle sezioni e della militanza. Ma proprio per questo va apprezzato il suo sforzo di provare a fare politica mettendoci le convinzioni e l’entusiasmo. Ha pagato un prezzo alla sua scelta. In tanti hanno fatto la cosa più semplice: criticare e offendersi. Ma lei tira dritto.

Coraggiosa e romantica.

FLOP

GIANCARLO GIORGETTI

Giancarlo Giorgetti (Foto: Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli)

Rischia seriamente di fare il vaso di coccio tra i vasi di ferro. Il ministro dello sviluppo economico vuole la Lega al governo senza sbavature. D’altronde Giancarlo Giorgetti, numero due del Carroccio, è stato quello che ha convinto Matteo Salvini ad entrare nella maggioranza che sostiene Mario Draghi. Però proprio ieri Matteo Salvini ha detto che la Lega è al governo per restarci, ma voterà contro l’obbligo vaccinale e l’estensione del Green pass.

E’ la sublimazione del principio di lotta e di governo. Perché l’obbligo vaccinale e l’aumento dei confini del Green pass sono il presupposto per un rilancio economico che passa dalla più grande opportunità che il nostro Paese ha: il Pnrr. Votare contro Green pass e obbligo vaccinale vuol dire mettere un piede e mezzo fuori dalla maggioranza. Anche perché alla fine il semestre bianco terminerà.

Però Salvini è stato chiarissimo e ha fatto capire che la linea della Lega è la sua. Nel frattempo Mario Draghi ha specificato che non esistono più Leghe, ma un solo Carroccio e che l’interlocutore è Matteo Salvini. A significare che lui non è interessato a intervenire nei dibattiti all’interno della Lega. Insomma, Giancarlo Giorgetti deve vedersela da solo.

Rischia però una doppia sconfitta: nella Lega e al Governo.

Tra Scilla e Cariddi.

ENRICO MICHETTI

Enrico Michetti (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Quando la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni lo propose alla coalizione come candidato sindaco, lo presentò come quello che risolve i problemi. Magari sarà vero, ma Enrico Michetti era partito con un vantaggio iniziale difficile da colmare. Anche per la spinta di Partiti che sono maggioritari in Italia e nel Lazio. Parliamo di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Cambiamo e vari cespugli di centrodestra.

Adesso che la campagna elettorale inizia per davvero Michetti dovrà guadagnarsi l’accesso al ballottaggio, dove poi può succedere di tutto. Ha cambiato in corsa alcuni uomini chiave e l’impostazione della campagna elettorale. Lo ha fatto dopo che il senatore e coordinatore regionale degli “azzurri” Claudio Fazzone ha detto chiaramente che era tutto sbagliato.

Enrico Michetti non sembra molto a suo agio nei confronti e finora è andato a traino dei Partiti. Ma dovrà metterci molto del suo. Sarà disposto a farlo. E, soprattutto, basterà? Le incognite sono queste. Specialmente in vista di un secondo turno all’arma bianca. Non si aspettava un’arena capitolina così dura.

Sorpreso.

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