Top e Flop, i protagonisti del giorno: venerdì 6 maggio 2022

I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto in questo venerdì 6 maggio 2022 e cosa ci attende nelle prossime ore

I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto in questo venerdì 6 maggio 2022 e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

DANIELE LEODORI

Daniele Leodori

In apparenza è un convegno. Il titolo è incentrato sull’Europa e sulla Regione Lazio. In realtà è un’operazione politica con la quale disinnescare un clima che si è fatto fin troppo esplosivo nel centrosinistra, tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Alleati nel Lazio ma non nel resto d’Italia, divisi addirittura a Roma sulla questione del termovalorizzatore che il sindaco Roberto Gualteri intende realizzare mentre il M5S è schierato ideologicamente per il No.

Daniele Leodori è stato il pontiere che ha creato il collegamento tra il Pd di Nicola Zingaretti ed il MoVimento guidato in regione da Roberta Lombardi. Ora è lui ad intervenire per dimostrare che quell’alleanza nel Lazio c’è a tutti gli effetti, è solida, non è in discussione, e può essere replicata sugli altri territori. Ma bisogna volerlo.

Il braccio destro di Nicola Zingaretti ha mandato un segnale organizzando un convegno a Rieti e poi un altro a Frosinone: ai quali sarà presente insieme all’europarlamentare Massimiliano Smeriglio (il papà di Piazza Grande) e Roberta Lombardi (l’assessore già parlamentare e capogruppo grillina diventata famosa per la celebre ed unica diretta streaming tra le tante promesse dal Partito).

Un modo per mettere in chiaro un concetto: nel Lazio l’asse Pd-M5S funziona, i problemi semmai sono altrove.

Pontiere e pompiere.

RICCARDO MASTRANGELI

Riccardo Mastrangeli

Aiutati che il Signore ti aiuta. È il proverbio nato da una delle esortazioni di Sant’Agostino. L’assessore alle Finanze del Comune di Frosinone Riccardo Mastrangeli deve avere confidato molto in quell’esortazione. Ed ora è stato esaudito.

Aveva iniziato ad aiutarsi dieci anni fa imboccando la strada del risanamento dei conti cittadini: un percorso strettissimo, sorvegliato da Corte dei Conti e Ministero dell’Interno. Che ora è consolidato: i numeri dei Bilanci comunali hanno le briglie. E adesso, per l’assessore che ha iniziato ad aiutarsi da solo, è arrivato l’aiuto dal cielo. O meglio dal governo.

L’esecutivo di Mario Draghi ha finanziato un provvedimento con cui alleggerire la zavorra del disavanzo per 14 capoluoghi di provincia con i conti in rosso. Ne avevano beneficiato Napoli, Reggio Calabria, Palermo e Torino: riceveranno in 20 anni circa 2,67 miliardi di euro vincolati al risanamento. Ora la misura è stata estesa anche ad un altro gruppo di città tra cui Frosinone. Potrà siglare con l’esecutivo accordi per il ripiano del disavanzo: non in cambio di soldi bensì in cambio della sospensione per due anni della procedura del rientro.

Chi ben comincia.

FLOP

BEPPE GRILLO

Il post di Beppe Grillo

È insensata la scelta di affidare poteri commissariali al sindaco Gualtieri per installare un impianto costoso e pericoloso che brucia rifiuti e opportunità di crescita economica“: Beppe Grillo lo ha scritto sul suo blog. Conferma il No del MoVimento 5 Stelle alla realizzazione del termovalorizzatore con cui risolvere il problema dei rifiuti a Roma, generando energia e riscaldando migliaia di case eliminando le caldaie.

Il MoVimento ha costruito la sua forza elettorale sui No. Mettendone tanti insieme è diventato forza di governo. E con quei No ha bloccato il Paese. No alle trivelle che ci avrebbero dato il gas alleggerendo la nostra dipendenza dalla Russia; No alla Tav che ci collega in maniera rapida con il mondo riducendo l’inquinamento degli aerei; poi No alle Olimpiadi a Roma e non s’è mai capito perché; l’elenco potrebbe continuare.

Sia chiaro: è lecito dire No. Diventa autolesionismo quando è un No contro ogni logica: come quello contro i vaccini. E contro i termovalorizzatori: cioè gli impianti che eliminano i rifiuti e riscaldano le città in tutte le altre Capitali europee come Londra, Berlino, Parigi, Stoccolma e Copenhagen.

Non è necessario andare lontano: basta fare un giro a Brescia, zero rifiuti in discarica ed acqua calda con riscaldamenti ai prezzi più bassi d’Italia. Oppure ad Acerra: che ha eliminato il problema della monnezza a Napoli.

Ma soprattutto, Grillo ed il suo MoVimento non possono dire No al termovalorizzatore di Roma: hanno avuto 5 anni di tempo per realizzare il loro modello e non sono riusciti a fare nemmeno quello che Terelle ha realizzato in poche settimane; Virginia Raggi aveva promesso il 70% di differenziata, non ha superato il 44%, in Ciociaria Sant’Ambrogio sul Garigliano stat al 83,1%.

Te lo do il No.

MATTEO RENZI

Matteo Renzi (Foto: Sara Minelli © Imagoeconomica)

È il mago nel Gioco delle Tre Carte, abilissimo come pochi: vedere l’elezione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (1 e 2), la nascita del governo Giallorosso in sostituzione di quello Gialloverde con mandata della Lega all’opposizione ed il Pd in maggioranza; la nascita del governo Draghi. Il suo Enrico stai sereno è entrato nel Dizionario dei Modi di Dire. Ma a Palermo gli si è impicciato il mazzo di carte.

Due giorni fa Matteo Renzi aveva annunciato l’appoggio al candidato del centrodestra alle Comunali di Palermo, l’ex rettore Lagalla. Poi aveva fatto una parziale retromarcia, nel pieno stile di gioco del rottamatore: “Noi non ci saremo se su questo nome si ricostruisce il centrodestra siciliano”.

Peccato che, ad oggi, Italia Viva locale confermi il suo pieno sostegno a Roberto Lagalla con una lista civica ad hoc. Spiega il coordinatore comunale “Siamo stati i primi ad aderire a un progetto civico che individuava il professor Lagalla come sindaco e continuiamo a sostenerlo”.

Se si imposta tutto sulla giravolta poi trovi qualcuno che il gioco te lo interrompe: come è capitato con il Referendum che ha sancito la fine del rottamatore, con il voto Dem che ha posto fine al renzismo.

Carta vince carta perde, Lagalla vince matteo perde.

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